Riforma pensioni. Le novità all’11 gennaio 2017

Riforma delle pensioni. Se l’impianto generale della Legge Fornero non è stato stravolto dalle misure sulle pensioni introdotte con la Legge di Bilancio 2017, quest’ultima introduce due elementi che offrono una maggiore flessibilità in uscita rispetto al passato. Oltre all’introduzione dello strumento per le pensioni anticipate detto Ape, la legge di bilancio contiene una disposizione  che prevede l’esclusione, a regime, dell’applicazione della riduzione percentuale (cd. penalizzazione) prevista dalla “riforma Fornero” (di cui all’articolo 24, comma 10, del D.L. n. 201/2011) sui trattamenti pensionistici anticipati decorrenti dal 1º gennaio 2018.

Pensioni anticipate, l’abolizione delle penalizzazioni.

La nuova misura per le pensioni anticipate è stata illustrata in una nota dell’Inps, nella quale si chiarisce che l’abolizione delle penalizzazioni introdotta con la legge di Bilancio 2017 consiste nell’eliminazione della riduzione percentuale della sola quota retributiva di pensione, proporzionata al numero di anni mancanti al raggiungimento del requisito anagrafico di 62 anni. Sono destinatari della norma coloro che raggiungono il diritto alla pensione anticipata dopo il 31 dicembre 2017. Per gli altri pensionati le penalizzazioni erano state tolte da provvedimenti specifici.
Nel passato se un lavoratore accedeva alla pensione anticipata all’età di 60 anni subiva e una riduzione pari all’1% per ciascun anno mancante ai 62; se il lavoratore accedeva al trattamento anticipato prima dei 60 anni subiva una riduzione del 2% per ogni anno mancante a 60 più la riduzione del 1% per ogni anno mancante ai 62 (es. il lavoratore che accedeva al trattamento anticipato all’età di 58 anni aveva una riduzione del 6%: 1%+1%+2%+2%). La riduzione era permanente. Le penalizzazioni non si applicavano ai trattamenti calcolati con il solo sistema contributivo e ai lavoratori salvaguardati e, in generale, ai lavoratori non riguardati dalla riforma Fornero.

Ti potrebbe piacere anche...