Pensioni Anticipate, Opzione donna. I chiarimenti di Cesare Damiano

Pensioni anticipate, i chiarimenti di Cesare Damiano. Il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, nel corso della trasmissione “Coffee break” andata in onda oggi, ha toccato il tema delle pensioni anticipate e di Opzione donna. Partendo dalla storia di una lavoratrice raccontata in studio, Damiano ha elencato le possibilità che le donne hanno di poter accedere alla pensione anticipata. Il ricorso alla pensione anticipata si rende necessario, per Damiano, in quanto spesso si perde il lavoro molti anni prima del raggiungimento dei requisiti utili per la maturazione della pensione. “Non c’è dubbio che ci sia un difetto nella struttura stato sociale-mercato del lavoro”, ha  affermato. “A fronte di questo rischio”, ha aggiunto Damiano, “la riforma Monti-Fornero allontana il momento della pensione di cinque, sei anni”.

Pensione anticipata. Le soluzioni possibili.

Cesare Damiano ha osservato che un passo in avanti per le pensioni è stato fatto con la legge di Bilancio 2017 che ha introdotto l’Ape. Una lavoratrice scegliendo di andare in pensione con Opzione Donna  ha un taglio dell’assegno pensionistico del 30%, mentre con Ape subisce una decurtazione decisamente inferiore. Se poi appartiene ad una delle categorie stabilite, può avere l’anticipo a carico dello Stato con l’Ape agevolata. L’anticipo, in questo caso, però, può avvenire a partire dai 63 anni. “La scelta di anticipare anche con prezzo modesto il momento della pensione è necessaria in un momento nel quale la flessibilità si estende a tutti e deve essere anche giocata sul sistema pensionistico”, ha precisato Damiano.

Pensioni anticipate. Opzione Donna. L’analisi di Damiano.

Per quanto riguarda il progetto sperimentale Opzione donna, in molti vorrebbero che fosse stabilizzato, con un conseguente aumento della platea delle lavoratrici che potrebbero accedere ad esso. In riferimento ad un eventuale prolungamento della sperimentazione, Damiano ha chiarito:”Abbiamo ripristinato il diritto che c’era. Purtroppo non siamo riusciti ad andare oltre ‘la nascita al 31 dicembre 2015′”.

 

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