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Amnistia e indulto, carceri e detenuti: le ultime news al 26 aprile 2017

Carceri, ultime news. Pochi giorni fa la Presidente della Camera Laura Boldrini è stata in visita al carcere di Bollate, ed è rimasta positivamente colpita dall’organizzazione e l’efficienza del carcere, tanto da elevarlo a modello. Una visita di quasi due ore, tra la sezione maschile e quella femminile, visitando i laboratori didattici e professionali svolti dai detenuti, e concludendo in bellezza con un pranzo al ristorante “In Galera”, il primo e unico in Italia nato all’interno di un carcere e aperto al pubblico, inaugurato un anno fa. Laura Boldrini è stata accompagnata da Massimo Parisi, direttore del carcere, e Luigi Pagano, provveditore alle carceri per Piemonte, Liguria e Lombardia. “Bollate è un carcere esemplare, il modo più intelligente per fare sicurezza, perché dà la possibilità a chi entra qui di uscirne migliore e con una visione diversa. E’ un modello da estendere anche ad altre carceri – ha commentato Boldrini, al termine della sua visita -. Qui ho incontrato lo Stato nella sua forma migliore, qui ho visto l’espressione della nostra Costituzione, e di questo sono grata al direttore Parisi, a tutti gli operatori e agli imprenditori che hanno deciso di investire qui”.

Carceri: la rieducazione il più importante obiettivo da realizzare.

“C’è un carcere in Italia -ha detto ancora Laura Boldrini – dove i detenuti e le detenute imparano un mestiere e costruiscono il proprio futuro. Dove cooperative e imprenditori hanno il coraggio di investire su chi ha sbagliato perché crede che si possa rialzare. Si attua la rieducazione prevista dalla Costituzione. Si realizza attraverso sartorie, laboratori di lavorazione del vetro e di riparazione di macchine da caffè, call center. Tutto questo permette di rendere i detenuti persone migliori rispetto a quando sono entrate in carcere.”

Carceri, per la Boldrini Bollate un esempio da estendere in tutta Italia.

Il “modello Bollate”, quindi, da estendere anche agli altri carceri italiani, e non solo perché non costa di più alla collettività, ma anche perché “i detenuti di questo carcere hanno meno recidiva, una volta usciti”, ha sottolineato la presidente della Camera. “Le persone che sono qui dentro credono ancora di potercela fare, e questo è nell’interesse di tutta la collettività. Questo, per noi dello Stato, è un investimento al cento per cento”. La vita dei detenuti all’interno del carcere di Bollate è scandita dal lavoro e dall’istruzione, dalle attività socialmente utili agli eventi culturali (laboratori teatrali, cinematografici, e anche il periodico “CarteBollate”, nato nel 2002 e sportivi (anche tornei di calcio e tennis). Sono i detenuti, riuniti in commissione, a decidere autonomamente quali attività organizzare e molti di loro usufruiscono di permessi premio per lavorare all’esterno del carcere.

Una situazione sicuramente “privilegiata”, considerando che la difficile situazione delle carceri italiane, che in alcuni casi non riescono a garantire neanche lo spazio sufficiente per una vita dignitosa. Secondo il dodicesimo rapporto dell’Associazione Antigone, pubblicato ad aprile 2016, ad esempio, in Italia c’è un tasso di sovraffollamento (cioè del numero di detenuti rispetto a quello dei posti letto regolamentari) del 106 per cento, con quasi 4 mila persone prive di un posto letto regolamentare. “Perché non pensare a un modello come quello di Bollate per riscattare chi ha sbagliato? Non costa di più ed è garanzia di più sicurezza. L’idea di una pena senza prospettive di futuro, una detenzione finalizzata a se stessa, non serve a nessuno”, ha sottolineato la Boldrini.

Amnistia, indulto, carceri: la replica di Rita Bernardini a Laura Boldrini.

“Nel carcere di Bollate – scrive la Boldrini “si attua la rieducazione prevista dalla Costituzione che permette di rendere i detenuti persone migliori rispetto a quando sono entrate in carcere. È così che si fa quella sicurezza che giustamente i cittadini chiedono”. Dopo il post pubblicato dalla Boldrini su Facebook, immediata la -replica di Rita Bernardini.”C’è un carcere in Italia… Sì, Presidente Laura Boldrini, il problema – sono gli altri 191 (i quali, eccetto poche unità che per contarle bastano le dita di un paio di mani, sono fuorilegge). Intanto tra pochi giorni saranno quasi due settimane di sciopero della fame per la Bernardini, a sostegno della sua battaglia per l’amnistia, per i diritti umani e per la riforma della giustizia. Quest’ultima oggi sarà in visita a Benevento in mattinata, mentre nel pomeriggio alle 17 sarà alla presentazione del libro Non solo carcere di Domenico Alessandro de Rossi.

Amnistia, indulto, giustizia e carceri: affidata ad Ambrogio Crespi la campagna di comunicazione per le iscrizioni al Partito Radicale.

Intanto, viene affidata al regista di Spes contra Spem la battaglia per la vita del Partito di Pannella Radicali. Il Partito Radicale, Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ha deciso di affidare ad Ambrogio Crespi, regista del docu-film “Una ferita italiana” su Enzo Tortora e del docu-film “Spes contra spem, Liberi dentro” sull’ergastolo ostativo, la comunicazione della campagna iscrizioni che ha l’ambizioso obiettivo di 3000 iscritti entro l’anno ed altrettanti nel 2018, quale condizione per la prosecuzione della vita del Partito di Marco Pannella.”Ringraziamo Ambrogio Crespi per aver accettato a titolo gratuito – hanno dichiarato in una nota i coordinatori della presidenza del Partito Radicale Maurizio Turco, Antonella Casu, Rita Bernardini e Sergio d’Elia – la responsabilità della comunicazione della campagna di iscrizioni al Partito Radicale“. L’obiettivo, come detto è quello di raggiungere tremila iscritti entro quest’anno e altri tremila il prossimo anno.

“Un obiettivo difficile dal quale dipende – hanno sottolineato nella nota i dirigenti radicali lanciando la nuova campagna di comunicazione affidata al regista Ambrogio Crespi – la prosecuzione della battaglia storica di Marco Pannella per l’amnistia e l’indulto quale premessa indispensabile quale premessa indispensabile per una Giustizia giusta improntata al diritto penale minimo, che sia resa in tempi equi e ragionevoli, da giudici terzi ed imparziali, equidistanti tra accusa e difesa, oltre che quelle per l’abolizione dell’ergastolo ed il superamento del 41 bis, per lo Stato di Diritto, gli Stati Uniti d’Europa ed il riconoscimento del Diritto Umano alla Conoscenza, senza il quale sarebbe meramente declamatorio o illusorio ogni obiettivo di riforma e soluzione ai problemi del nostro tempo e delle nostre società”.

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