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Pensioni oggi 27 dicembre 2016: le novità su pensione anticipata, esodati, usuranti, quattordicesima e fondi pensione

Riforma delle pensioni, le ultime novità. Le pensioni non sono a rischio. E’ stato spiegato dal Ministro Poletti e dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel commentare i risultati della relazione presentata dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell’Inps per l’esercizio 2015. Giuliano Cazzola, economista ed esperto di previdenza, da “le formiche .net”, ha commentato:”Non sono in grado di giudicare se siano state le agenzie di stampa ad amplificare le osservazioni della magistratura contabile sul bilancio dell’Inps. Ma l’allarme sociale che ne è derivato a me pare assai ingiustificato”.

Cazzola ha aggiunto:”Qualche inventore di acqua calda farà notare che la situazione dell’Inps (versione super) dipende dal passivo dell’Inpdap (il quale ha comunque dei motivi non sempre riconducibili all’istituto) e accuserà l’ente di previdenza del pubblico impiego di aver contaminato l’integrale purezza dell’Inps. Ma se anche l’Inpdap fosse rimasto autonomo non è che sul piano della spesa pensionistica le cose sarebbero cambiate”.

Pensioni, Inps. L’analisi della Corte dei Conti.

Nella sua relazione la Corte dei Conti ha evidenziato che nel corso del 2015 sono state liquidate 671.934 nuove prestazioni previdenziali e 571.386 nuove prestazioni assistenziali, con un incremento rispettivamente dell’8,5 per cento e del 6,2 per cento rispetto al 2014. Le misure a sostegno del reddito dei lavoratori nei casi di sospensione ovvero riduzione dell’attività lavorativa ammontano a 34,76 md, con un incremento di 173 ml rispetto al 2014.

La Corte dei Conti ha precisato, inoltre, che dell’analisi della gestione e della documentazione relativa all’esercizio 2015 dell’Inps, si rileva la necessità “di un intervento del legislatore di revisione delle norme primarie e regolamentari che disciplinano l’attività dell’Inps, in un’ottica di razionalizzazione e coordinamento delle varie disposizioni, che allo stato risentono di una stratificazione normativa che ha condizionato lo stesso disegno di creazione di un grande polo della previdenza pubblica”.

“In questo ambito”, continua la relazione, “si colloca la necessità di una riforma della governance dell’Inps che parta dalla revisione di funzioni e compiti dei tre principali organi – di indirizzo e vigilanza, di rappresentanza legale dell’ente, di indirizzo politico-amministrativo”. Ed inoltre:” D’altro canto, l’accentramento nella figura del presidente dei compiti prima spettanti al consiglio di amministrazione ad opera del decreto legge n. 78 del 2010 non sembra, alla prova dei fatti, aver risolto i profili di problematicità del sistema di governo, anche nei rapporti tra gli organi dell’Istituto”.

Per Cazzola è del tutto singolare singolare che “la terapia suggerita per affrontare una situazione finanziaria ritenuta grave”, si limiti “a chiedere un’urgente riforma della governance che liberasse l’Istituto da una gestione sostanzialmente monocratica”. E ritiene che sia “una forzatura ritenere che il ripristino del Consiglio di amministrazione e il conferimento di maggiori poteri al direttore generale  possano risanare il bilancio più grande dopo quello dello Stato”.

Posizione contraria quella di Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, per il quale:”La presa di posizione della Corte dei Conti, in merito all’improcrastinabilità della riforma della governance dell’Inps, conferma la bontà di una battaglia che la UIL e le parti sociali portano avanti da ormai 8 anni. Un uomo solo al comando del più grande ente previdenziale d’Europa non risponde all’esigenza di avere un ente efficiente, efficace e partecipato. I lavoratori e le imprese sono, infatti, i maggiori finanziatori dell’Inps e ad essi spetta un reale potere di vigilanza, indirizzo e di controllo secondo un moderno sistema duale”.

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