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Pensioni: il punto della situazione ad oggi 9 dicembre 2016

Riforma delle pensioni. Continua il confronto tra Governo e sindacati. Il confronto tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni è ripreso ufficialmente il 21 febbraio scorso,con un incontro nel corso del quale si sono tirate le somme sulle misure sulle pensioni contenute nella Legge di Bilancio 2017 e si sono definiti alcuni punti riguardanti la  seconda fase delle riforme. Il Ministro del lavoro, Giuliano Poletti, commentò così l’esito dell’incontro:”Riprendiamo oggi il percorso avviato nello scorso settembre, confermando il metodo definito nel verbale che raccoglie gli intenti di Governo e Organizzazioni sindacali per le riforme in campo previdenziale, sulla base di un piano di lavoro condiviso”. Oggi, 13 marzo 2017 era  previsto un nuovo incontro di carattere tecnico sui decreti attuativi dell’Ape e della misura per le pensioni anticipate dei lavoratori precoci, poi rimandato per motivi non ancora resi noti.

Pensioni anticipate e lavori usuranti.

In tema di pensioni e lavori usuranti, il D.Lgs. n. 67/2011 ha previsto, per gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, di usufruire di un accesso anticipato al pensionamento. Tale beneficio è rivolto a coloro che svolgono  lavori usuranti di cui all’art. 2 del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 19 maggio 1999. I lavoratori coinvolti da questo tipo di lavorazioni particolarmente faticose e pesanti possono accedere al pensionamento anticipato con le modalità indicate nel Decreto Ministeriale del 20 settembre 2011. Con riguardo a questi lavori il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio ed ai competenti istituti previdenziali.

Per avviare la comunicazione, i datori dovranno compilare il modello LAV_US, disponibile online sul sito del Ministero del Lavoro e su Cliclavoro, che il sistema metterà poi a disposizione degli enti sopra citati. Le comunicazioni attraverso il modello LAV_US sono di diverso tipo: inizio lavoro a catena; lavoro usurante D.M. 1999; lavoro usurante notturno; lavoro usurante a catena e lavoro usurante autisti. Ai fini del monitoraggio, per tutte le lavorazioni usuranti è necessaria una comunicazione annuale che i datori di lavoro devono effettuare entro il 31 marzo di ogni anno in riferimento all’annualità precedente. Ne segue che entro il 31 marzo 2017 i datori di lavoro sono tenuti a trasmettere la comunicazione di monitoraggio relativa all’anno 2016.

Riforma delle pensioni, sostenibilità del sistema pensionistico. L’analisi dell’Usb.

Usb pensionati nel documento congressuale “Dal contratto di lavoro al contratto sociale” ha toccato il tema delle pensioni e dell’erosione alla quale quest’ultime sono sottoposte. Per l’Usb:”La distruzione della previdenza pubblica va di pari passo con il tentativo di mettere le mani sulle pensioni già erogate. Pensare ad una difesa della propria pensione senza partecipare ad uno scontro sociale che imponga attraverso il diritto alla pensione dignitosa per tutti una ridistribuzione della ricchezza nazionale a favore dei settori di classe”. Si legge nel testo: “L’erosione delle pensioni è una costante e va dalla mancata perequazione, alla tassazione nazionale e locale, alle tariffe dei servizi e al taglio dello stato sociale. Ma, come se questo non bastasse, la previdenza pubblica è sotto attacco in tutta l’UE in quanto riserva di ricchezza da espropriare come bottino di guerra sociale”.

Per l’Usb pensionati: “La sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale è un problema reale a fronte della riduzione strutturale dei posti di lavoro nei paesi occidentali e in conseguenza dell’introduzione di forme di lavoro atipico, servile e povero che non produce reddito e quindi contribuzione previdenziale”.Garantire “una pensione dignitosa a tutti, prescindendo dal proprio trascorso lavorativo”, è l’obiettivo di una strategia sociale di medio termine.

Il documento prosegue:” La previdenza pubblica è sotto attacco subendo un processo di privatizzazione che attraverso i fondi pensione sposta il dritto alla pensione da diritto costituzionalmente garantito a opportunità personale legata alla propria condizione sociale, lavorativa e salariale. Questo passaggio consente di negare il diritto alle generazioni future”. Per l’Usb:” La difesa del diritto al lavoro è una necessità oggettiva perché attraverso la contribuzione previdenziale si garantisce l’erogazione delle pensioni presenti e future”. “Il problema è come garantire il diritto alla pensione per i giovani di oggi e sicuramente la soluzione non è quella di ridurre le pensioni attuali già all’osso. Bisogna garantire un futuro a chi non ha presente, quindi è necessario individuare una nuova forma di finanziamento del sistema previdenziale pubblico che garantisca pensioni future dignitose a tutti in quanto diritto di cittadinanza”.

Pensioni e lavoro. Le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano. 

Il presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano è tornato a parlare di pensioni e lavoro. “Il lavoro di cittadinanza’ per i giovani, al quale pensiamo, non può essere separato dalla ‘pensione di cittadinanza’”, ha affermato. “Noi sosteniamo quello che avevamo inutilmente proposto a Renzi al tempo della discussione sul Jobs act: di prevedere per i nuovi assunti un periodo di prova di durata massima di 3 anni, terminato il quale il lavoratore, se assunto stabilmente, porta in dote all’azienda gli sgravi fiscali sul costo del lavoro. In caso di mancata assunzione a tempo indeterminato, il lavoratore si tiene la dote da utilizzare per un nuovo impiego”.

Per Damiano:“Solo in questo modo avremmo un contratto veramente a ‘tutele crescenti’, che si qualifica con il passaggio dal periodo di prova al lavoro a tempo indeterminato, e non nell’indennizzo crescente da erogare in caso di licenziamento, com’è adesso con il Jobs act”. “Accanto a questo, per dare dignità al lavoro, proponiamo di correggere la disciplina dei licenziamenti, in particolare di quelli disciplinari, prevedendo nuovamente l’adozione dell’istituto della reintegra. Per noi il Jobs act non è un tabù come lo è per Renzi”, ha conclude.

Ammortizzatori sociali, politiche attive e voucher.

Ammortizzatori sociali, politiche attive e voucher sono stati i temi principali al centro di un incontro svoltosi qualche giorno fa tra il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti,  i segretari generali della Cgil, Susanna Camusso, e della Uil, Carmelo Barbagallo, e il Segretario Confederale della Cisl, Luigi Petteni, cui hanno preso parte anche Marco Leonardi, in rappresentanza del gruppo di economisti di Palazzo Chigi, e Maurizio Del Conte, Presidente dell’Anpal. “L’incontro “, ha sottolineato il Ministro Poletti, “è servito a riprendere i temi che avevamo iniziato a discutere durante il precedente Governo. Oggi abbiamo ricalendarizzato e ridefinito l’agenda e messo in fila gli argomenti da affrontare”.

Oltre alle politiche attive, c’è il tema degli ammortizzatori sociali e delle aree di crisi industriale complessa sul quale sarà fissato un appuntamento congiunto con imprese e sindacati. Inoltre, verrà avviato il confronto con le OO.SS. sul tema della governance di Inail e Inps. Durante l’incontro, si è parlato anche di voucher. A questo proposito, Il Ministro Poletti ha sottolineato che ” la Commissione Lavoro della Camera ha depositato il testo base su cui discuterà e noi apprezziamo il lavoro svolto perché i contenuti dello schema messo a punto sono vicini ai contenuti di merito del Governo: e cioè un intervento radicale sui voucher”.”Ora”,  ha concluso Poletti, “attendiamo che la Commissione della Camera sviluppi il suo lavoro, faccia la sintesi, la discuta e la approvi. In questa fase, continua il nostro dialogo con la Commissione e, al termine di essa, il Governo farà le proprie valutazioni”.

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