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Amnistia e indulto, carceri e detenuti: le ultime news al 18 maggio 2017

Amnistia e indulto, carceri: ultime news. Si è tenuta il 12 marzo, la visita nel carcere veronese di Montorio di Rita Bernardini, presidente d’onore dell’associazione radicale Nessuno tocchi Caino, accompagnata da una delegazione di radicali veneti. Ricordiamo che in occasione della Pasqua il partito Radicale ha anche organizzato una nuova importante mobilitazione, per chiedere la riforma della giustizia, dell’ordinamento penale e per l’amnistia e indulto. Intanto, dopo la visita nel carcere veronese, che ha fatto seguito a quella nella casa circondariale di Vicenza, Rita Bernardini ha notato molte differenze tra le due strutture: “A Vicenza ci sono pochissime attività di lavoro o di formazione, mentre a Verona la realtà è veramente interessante. Molto dipende dal volontariato locale e dalle capacità della direttrice e del corpo di Polizia Penitenziaria. I detenuti quindi sono occupati”.

Carceri, ultime news. La visita di Rita Bernardini al carcere veronese di Montorio.

Questo però non significa che non esistano problemi. “Anche qui a Verona, moltissimi detenuti che hanno scontato quasi del tutto la loro pena potrebbero finire di scontarla con una misura alternativa al cercere – ha spiegato Rita Bernardini – Questo ridurrebbe la recidiva. Inoltre i detenuti ci hanno fatto presente i rapporti difficili con la magistratura di sorveglianza. Il sovraffolamento, infine, è un problema comune sia a Vicenza che a Verona, ma a Montorio si sente un po’ di meno perché le celle sono quasi tutte aperte”. Nel carcere di Montorio sono presenti 10 casi psichiatrici gravi conclamati e di questi 5 sono molto gravi, su un totale di 438 detenuti, 125 sono tossicodipendenti,e la popolazione carceraria veronese è in maggioranza straniera. “Io spero che molti progetti presentati dalla direttrice del carcere veronese vengano finanziati – ha concluso Rita BernardiniPerché questo aiuterà il reinserimento dei carcerati. Anche perché i soldi per retribuire il lavoro dei carcerati ci sono, ma mancano ad esempio i soldi per i materiali. E questo è un problema“.

Carceri, la visita a Sollicciano di Laura Bottici (Senatrice Movimento 5 Stelle)

Sulla rivista Ristretti Orizzonti di ieri, viene pubblicato un interessante contributo di Laura Bottici, senatrice del M5S, dopo una visita al carcere fiorentino di Sollicciano, in cui vengono messe in luce le difficili condizioni detentive, causate da strutture ormai fatiscenti e vecchie:”Nelle scorse settimane ho visitato insieme al consigliere Gabriele Bianchi il carcere fiorentino di Sollicciano, una struttura vecchia che presenta molti cedimenti strutturali, alcune celle sono ricoperte di muffa a causa delle infiltrazioni. Difficile in queste condizione riuscire ad applicare l’articolo 27 della Costituzione. Detenuti e operatori, medici e infermieri sono costretti a lavorare in condizioni da terzo mondo, e pensare che ogni detenuto comporta un esborso medio da parte delle finanze pubbliche di circa 300 euro al giorno, più di 3 miliardi all’anno per i circa 54 mila detenuti attuali. Tutti soldi di cui il cittadino non potrà mai conoscere nel dettaglio l’utilizzo…In molti istituti italiani, l’80% della popolazione risulta affetta da patologie, e circa il 40% di queste soffre di disturbi psichiatrici. Nel carcere di Sollicciano esiste un reparto psichiatrico, un reparto vecchio e non attrezzato alle esigenze di chi deve essere curato, dove la disponibilità di ambienti, strutture e presidi di indispensabile, quando non vitale, importanza per le loro difficili condizioni, è spesso negata. Da tempo si attende il nuovo reparto.

Tutti gli operatori sono costretti a vivere con un tasso di sovraffollamento elevato, non solo a Sollicciano ma su tutto il territorio nazionale. Condizione schizofrenica sotto tutti i punti di vista, che non è imputabile solo al sovraffollamento, ma che è imputabile alla carenza di personale di ogni tipo, agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali, ai problemi della difficoltà della sanità, quella penitenziaria è passata alle Asl, con gravi problemi che chi visita le carceri ben conosce, a un sistema impazzito per il quale oltre la metà dei detenuti sono costretti a scontare la pena a centinaia di chilometri di distanza dalle loro famiglie, dai loro affetti. Nelle nostre carceri viene annientata la dignità di migliaia di uomini e di donne, regredisce la civiltà di una società; le condizioni prevalenti nelle nostre carceri sono l’ostacolo principale alla messa in opera dei trattamenti di riabilitazione, quei luoghi offendono la nostra stessa dignità di uomini liberi sollevando dubbi sul nostro grado di civiltà”.

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