CONDIVIDI
Pensioni oggi 29 dicembre 2016: le novità su pensioni anticipate, decreto Milleproroghe, opzione donna, precoci, reversibilità

Pensioni anticipate, Ape. In attesa del nuovo incontro tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni, l’esecutivo  è al lavoro per il completamento dei decreti attuativi delle misure contenute nella legge di bilancio 2017 per le pensioni anticipate. Da quanto riportato da “Il Corriere”, il Governo starebbe pensando a dei criteri che facciano individuare delle priorità per l’accesso alla misura dell’Ape agevolata: i primi nella lista sarebbero i disoccupati senza reddito, a seguire, i lavoratori disabili e quelli che hanno un disabile a carico. La necessità di porre, in qualche modo, dei paletti alla platea dei beneficiari dell’Ape social è dovuta alle risorse. Con la legge di Bilancio 2017 sono stati stanziati 300 milioni di euro per finanziare le pensioni anticipate agevolate, che potrebbero non bastare, visto che secondo le stime saranno presentate 35 mila domande d’accesso.

Pensioni anticipate, precoci.

Le novità sulle pensioni dei lavoratori precoci contenute nella legge di bilancio 2017 sono state illustrate da  Franco Assaiante vice segretario della Fap Acli Latina. Come riportato da “h24notizie”, Assaiante ha precisato:”Potranno accedere al beneficio tutti lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Associazione Generale Obbligatoria con almeno 1 anno di contribuzione per periodi di lavoro svolti prima del 19° anno di età e che si trovino a rispettare particolari condizioni: lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscano la prestazione per disoccupazione da almeno 3 mesi, oppure lavoratori che assistono, da almeno 6 mesi dalla richiesta, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; rientrano nel beneficio anche lavoratori con riduzione della capacità lavorativa accertata, con riconoscimento di invalidità civile superiore o uguale al 74%”. Assaiante ha chiarito che coloro che accedono alle pensione anticipate in quanto lavoratori precoci, non potranno svolgere lavoro subordinato o autonomo fino al raggiungimento dei requisiti ordinari della pensione anticipata e non potranno ottenere ulteriori maggiorazioni previste per i lavoratori precoci.

Riforma delle pensioni, la seconda fase. 

I decreti attuativi relativi alle misure per le pensioni anticipate contenuti nella legge di bilancio 2017 non sono stati ancora predisposti, ma già si pensa alla seconda fase della riforma delle pensioni. Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo nel corso di una conferenza della Uilp, ha ricordato i risultati conseguiti lo scorso anno, grazie all’accordo sottoscritto con il Governo sulle pensioni. Per il sindacato gli interventi messi in campo sulle pensioni procurano vantaggi sia ai lavoratori pensionandi che ai pensionati,. Barbagallo, ha puntualizzato però, che  il confronto deve entrare nella sua seconda fase, per individuare soluzioni idonee a risolvere i problemi occupazionali dei giovani e delle loro future pensioni.

Pensioni giornalisti, contributo di solidarietà.

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le delibere 62 e 63 dell’l’Inpgi, l’ente di previdenza dei giornalisti, Come riportato da “Il Sole 24 ore”, la prima delibera è relativa alla riforma dell’ente, mentre la seconda è relativa al contributo di solidarietà sulle pensioni. Tale contributo verrà applicato per la prima volta nelle pensioni di aprile, a cui verranno applicate le decurtazioni sia del mese di febbraio che quello di marzo.

Le pensioni dei lavoratori del settore agricolo.

Le pensioni dei lavoratori del comparto agricolo sono l’argomento di un convegno organizzato per oggi, 17 marzo 2017, a Reggio Emilia da Cia-Agricoltori Italiani di Reggio Emilia e Patronato Inac, dal titolo “Pensioni dignitose per gli agricoltori italiani”.Nella presentazione dell’evento si leggono i temi alla base della riflessione:”No al progressivo impoverimento delle pensioni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, per il ricambio generazionale e la mobilità fondiaria. Le ultime riforme previdenziali hanno creato una situazione che in prospettiva diventa insostenibile per la categoria degli agricoltori, condannati alla povertà o a continuare l’attività all’infinito; il risultato è di avere già l’agricoltura più anziana del mondo”. Per questo Cia e Inac lanciano un appello ed hanno collaborato alla formulazione del progetto di legge Gnecchi-Damiano che prevede l’istituzione di una “pensione base”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA