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Riforma pensioni, oggi 24 febbraio 2017: le novità su pensioni anticipate, Milleproroghe, opzione donna, precoci

Pensione anticipata, Ape social. La misura per le pensioni anticipate contenuta nella legge di Bilancio 2017, la cosiddetta Ape agevolata, coinvolge i lavoratori addetti a lavori usuranti o che comunque abbiano svolto, consecutivamente negli ultimi sei anni, le seguenti attività: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; i conciatori di pelli e di pellicce; i conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; i conduttori di mezzi pesanti e camion; il personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; gli addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; gli insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; i facchini, gli addetti allo spostamento merci ed assimilati; il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;gli  operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Il direttore provinciale delle Acli, Nicola Tavoletta, ha affermato a proposito:”Si tratta di novità importanti,  che è bene diffondere in modo che chi crede di trovarsi nelle condizioni di poter accedere al nuovo sistema possa far valutare la sua posizione in uno sportello Patronato”. Per Tavoletta: “Politicamente si tratta di un giusto riconoscimento per coloro che hanno svolto un’attività lavorativa particolarmente impegnativa o hanno iniziato a lavorare particolarmente giovani”.

La funzione sociale dei pensionati. Le osservazioni dell’Usb pensionati.

L’Usb pensionati nel proprio Documento congressuale “Dal contratto di lavoro al contratto sociale” ha  sollevato la questione del ruolo sociale rivestito dai pensionati nella società odierna. L’Usb pensionati segnala che “il pensionato assume spesso su di sé una funzione importante all’interno del cosiddetto welfare familiare, infatti le famiglie con pensionati sono 12,4 milioni; per quasi i due terzi di queste (62,3%) i trasferimenti pensionistici rappresentano oltre il 75% del reddito familiare disponibile (per il 26,5% l’unica fonte di reddito). La stima del reddito netto medio delle famiglie con pensionati è di 28.410 euro, circa 2 mila euro inferiore a quello delle famiglie senza pensionati (pari a 30.460 euro). Nel 2014 il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati è più basso che nelle altre famiglie (stima pari al Il pensionato assume spesso su di sé una funzione importante all’interno del cosiddetto welfare familiare, infatti le famiglie con pensionati sono 12,4 milioni; per quasi i due terzi di queste (62,3%) i 16,5% contro il 22,5%)”.

“In molti casi il reddito pensionistico sembra dunque proteggere da situazioni di forte disagio economico. Il rischio è invece molto elevato tra i pensionati che vivono soli (23,4%) o insieme ai figli come monogenitore (16,3%) e ancor più nelle famiglie in cui il reddito del pensionato sostenta altri componenti adulti senza redditi da lavoro (29,7%). È una condizione di mutuo soccorso senza coscienza di sé, con carattere difensivo sostitutivo delle carenze sociali, salariali e lavorative. Trasformare questa condizione di mutuo soccorso da difensivo in offensivo vuol dire ricercare le alleanze sociali che consentono la riconquista dei diritti negati e nuovi servizi per i nuovi bisogni”.

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