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Festa del papà 2017, il libro Genitori coach per gestire il rapporto padre figlio

Festa del papà 2017, il difficile ruolo del genitore. Oggi, domenica 19 marzo 2017, si celebra la Festa del papà. Assieme ai festeggiamenti, occorre anche fare delle riflessioni. In base ai dati Istat, che hanno registrato un minimo storico delle nascite, si evince che oggi i papà hanno oggi un’età superiore rispetto a 20 o 30 anni fa. Non è dunque immediato pensare che oggi fare il genitore diventa sempre più difficile e di conseguenza diventa più facile per un padre,magari non proprio giovanissimo, commettere errori involontari nei confronti dei propri figli.

Come si può affrontare al meglio il ruolo di padre, evitando i classici e involontari errori in cui ogni genitore incappa? Ecco spiegato nel libro “Genitori Coach,  parte della collana “Libri da leader” di Roberto Re: “Fare il genitore è davvero il mestiere più difficile del mondo. Bisogna insegnare ai figli a esprimere al meglio il loro potenziale, a mettere in pratica i talenti, a dare il massimo per avere successo a scuola, nello sport, nella vita. Insomma, bisogna essere dei “genitori coach” – è quanto afferma Roberto Re, il mental coach più famoso d’Italia. Il libro “Genitori Coach”, uno dei numeri della collana dei “Libri da Leader” edita da Mondadori e diretta proprio dal più famoso formatore in Italia, aiuta proprio a capire come fare per guidare i propri figli ad esprimere il loro meglio.

I ragazzi di oggi sono spesso spaesati, si muovono fragili e indistinti in una società in cui aumentano gli stimoli, il tempo scorre più velocemente rispetto al passato e le distanze sembrano diventare sempre più piccole e più veloci da colmare. Dunque, tutti quei genitori che pensano di aver creato conseguenze negative,  a meno che non lo abbiano fatto volontariamente, non hanno nulla per cui sentirsi in colpa. “Solo chi non agisce non sbaglia!”, aggiunge infatti Stefano Denna, autore del libro.

Rapporto genitore – figlio, nove errori da evitare.

“Il genitore, colonna portante della vita di ogni adolescente, viene travolto da questo mutamento al quale deve adeguarsi con positività piuttosto che ermetismo; deve essere lui in prima persona a mostrare sicurezza e a uscire dalla cosiddetta comfort-zone, accettando nuovi punti di vista o sperimentando nuovi comportamenti” – continua Denna il quale, a tal proposito, ha stilato una lista dei nove errori che un genitore dovrebbe evitare: Valutare il proprio figlio solo per i successi: gratificandolo per ogni risultato positivo senza dare eccessiva importanza ai successi, altrimenti potrebbe averne bisogno per sentirsi bene. Confondere l’amore con la preoccupazione: amare e sostenere il proprio figlio cercando di trovare un equilibrio in questo mix di sentimenti, in cui anchela preoccupazione ha un ruolo. Se si è pervasi dalla paura di perdere, di sbagliare o di fallire, si rischia di spingere anche il proprio figlio a focalizzarsisu queste sensazioni, spingendolo a diventare insicuro e ansioso. 

Mettere un figlio a confronto con se stesso o con gli altri: stimolare un figlio significa prendere unicamente luistesso come unico riferimento. Metterlo a confronto con i propri successi passati potrebbe creare tensioni e frustrazioni. Imporre il proprio modello del mondo: evitare di imporre ai figli la vita che si ha in mente per loro, l’obbiettivo non deve essere quello di creare un “clone” di se stessi, bensì quello di aiutarlo a esprimere al meglio la sua unicità. Essere superficiale: non dare mai nulla per scontato, verificare che il proprio figlio abbia compreso ciò che si pensa di aver comunicato; molti problemi nascono proprio da fraintendimenti. Non credere ai suoi sogni: sostenerlo anche quando si sente rassegnato e pessimista, lasciare che scopra da solo quanto possa essere dura e impegnativa ogni singola giornata. Agire per conto del proprio figlio evitandogli i problemi: sbagliare – per un figlio- è  il miglior modo per imparare. Ogni volta che il genitore fa un’azione al suo posto, limita la sua crescita. Essere reattivo: “Reagire” è  diverso “da agire”, non confondere la passione con la rabbia e impegnarsi a rimanere calmo proprio quando il contesto lo rende difficile. Non mantenere le promesse: se un figlio perde la fiducia nei confronti di un genitore è un grosso problema, è sempre meglio non promettere qualcosa che potrebbe non essere mantenuta.

“Fare il genitore è davvero il mestiere più difficile del mondo. Bisogna insegnare ai figli a esprimere al meglio il potenziale, a mettere in pratica i talenti, a dare il massimo per avere successo a scuola, nello sport, nella vita. Insomma bisogna essere dei genitori coach per supportare al meglio i propri figli,  amandoli e accettandoli così come sono e lodando i loro risultati e il loro impegno, motivandoli a fare sempre meglio” – conclude Denna.

 

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