CONDIVIDI
Pensioni oggi 9 ottobre 2016: arriva il nuovo RED semplificato

Riforma pensioni, le ultime news ad oggi. Le ultime news sul fronte pensioni ed interventi previdenziali, vengono fornite da Annamaria Furlan, che è tornata a parlare della necessità di modificare le attuali regole pensionistiche:”Cambiare radicalmente il sistema previdenziale nel segno della equità, della sostenibilità finanziaria e della giustizia sociale, pensare ad una diversa politica fiscale che sostenga i redditi dei pensionati, realizzando la completa equiparazione della no- tax area con i lavoratori dipendenti, far sentire la voce di tanti lavoratori, pensionati, donne e giovani che chiedono maggiore rispetto ed un futuro più dignitoso: sono queste le ragioni della nostra mobilitazione sindacale di domani”.

Pensioni e riforma legge Fornero, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

La Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un editoriale su ‘Conquiste del Lavoro‘, il quotidiano della Cisl riafferma l’esigenza, avvertita da migliaia di lavoratori e pensionati, di procedere alla modifica delle regole pensionistiche e ad un ricambio generazionale:”Cambiare la legge Fornero sulle pensioni è oggi una priorità se vogliamo davvero dare lavoro ai giovani ed aprire una prospettiva nuova nel paese. Per questo occorre uscire da un dibattito astratto, fatto di annunci e promesse di intervento, aprendo un tavolo serio di confronto tra il Governo e le parti sociali, proprio per evitare che questo tema così delicato diventi terreno di populismi e strumentalizzazioni politiche”.

Pensioni anticipate e flessibilità, le ultime news.

“E’ indispensabile ripristinare – riafferma la Furlan – una flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dall’età minima di 62 anni, oppure attraverso la possibilità di combinare età e contributi. Si tratta di una esigenza urgente che riguarda soprattutto chi fa un lavoro usurante e faticoso, con una aspettativa di vita purtroppo differente rispetto ad altre professioni. Se pensiamo poi alle donne, sono state profondamente penalizzate dalla riforma, sia nel settore pubblico che in quello privato, visto che non si è tenuto in minimo conto il lavoro di cura e di assistenza anche ai familiari disabili che tante donne nel nostro paese svolgono nell’arco della loro vita. I lavori non sono tutti uguali.

Questo è stato l’errore grave della riforma Monti-Fornero che con un colpo di accetta ha azzerato il futuro di tanti lavoratori e pensionati. Noi conosciamo la situazione difficile dei conti pubblici. Tuttavia non è vero che non ci sono le risorse per ristabilire i criteri di equità, solidarietà e flessibilità. Nel periodo che va dal 2013 al 2020 circa 80 miliardi di euro entreranno nelle casse dello Stato. Una cifra enorme che è stata, di fatto, prelevata dalle tasche dei contribuenti senza alcuna giustificazione visto che il sistema previdenziale italiano era stato giudicato sostenibile da tutte le istituzioni nazionali ed internazionali. Perché allora mantenere tutta questa rigidità? Perché questo accanimento contro i lavoratori? Si potrebbe utilizzare una parte di queste risorse per consentire il pensionamento anticipato a chi ha tanti contributi, senza penalizzazioni o collegamenti con l’attesa di vita.

Importante sul fronte delle pensioni per la Furlan ripristinare il potere di acquisto delle pensioni, attraverso una rivalutazione almeno annuale:”E’ inaccettabile anche la penalizzazione che si è fatta della previdenza integrativa e dei fondi pensione che invece andrebbero sostenuti ed estesi anche nel settore pubblico. Per questo bisognerebbe riportare ‪all’11‬ per cento l’imposta sostitutiva che oggi è al 20 per cento per una malintesa idea di equiparazione con le rendite finanziarie. Il nostro paese è di fronte ad un bivio: come difendere il potere d’acquisto delle pensioni visto che su esse grava una tassazione doppia rispetto alla media europea. Come si può salvaguardare il valore degli assegni pensionistici, senza una rivalutazione annuale? Questi sono i nodi da affrontare, trovando le soluzioni giuste, perchè è in gioco il destino di tante famiglie italiane”.

Riforma pensioni, precoci, quota 41, le ultime news.

Il comitato Roma/Lazio del gruppo Lavoratori precoci a tutela dei propri diritti ha partecipato a un presidio organizzato dalla Cgil davanti al Pantheon. Roberto Occhiodoro ha voluto esprimere la contrarietà del gruppo alla flessibilità pensionistica attraverso il prestito bancario, ed ha ricordato l’appuntamento dell’11 maggio, con la mobilitazioni davanti a Montecitorio, ed ha ribadito il 1° maggio i precoci saranno in piazza per la Festa del lavoro, così come il 6 maggio, giorno in cui la Cgil terrà una manifestazione nazionale a Roma per la Carta dei diritti universali del lavoro.

Riforma pensioni, le proposte del M5S. 

Ridurre l’orario di lavoro, rendere meno facili le carriere politiche e manageriali dei sindacalisti e più aperte le regole per le rappresentanze sindacali, interrompere il rinnovo automatico dell’iscrizione ai sindacati, aprire alla compartecipazione dei lavoratori alle scelte e agli utili dell’impresa. Questi alcuni dei punti salienti del programma del Movimento 5 stelle sul lavoro illustrato ieri in conferenza stampa alla Camera. Sulle pensioni, M5s propone di incentivare la “staffetta generazionale”, riducendo l’orario di lavoro degli anziani in uscita in cambio di assunzioni. Inoltre ipotizza di fissare comunque l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi versati a prescindere dall’età anagrafica e di estendere le tutele previdenziali dei cosiddetti lavori “usuranti”. “Muratori e impiegati hanno diversi stili di vita e diverse aspettative di vita – sottolinea Davide Tripiedi – e non possono essere considerati allo stesso modo”.

La parte forse più innovativa della porzione di programma elettorale M5s sul lavoro riguarda l’attacco alle carriere parallele dei sindacalisti: “Pensiamo – dice Claudio Cominardi – a un periodo di decantazione di tre-quattro-cinque anni per un sindacalista prima che possa entrare in un consiglio di amministrazione aziendale o candidarsi in politica”. I sindacati comunque per il deputato 5 stelle hanno “bilanci opachi, con ricavi di miliardi e rendiconti per poche decine di milioni” e comunque si occupano “di gestire i Caaf, la formazione, gli enti bilaterali, i fondi pensione ma non rappresentano più i lavoratori”. Per restituirli alla loro funzione originaria, questa è l’intenzione che il M5S dichiara, occorre “mettere fine al silenzio/assenso nel rinnovo delle tessere sindacali” e imporre regole rigide per i distacchi: “Se uno viene dal comparto scuola non può essere messo a dirigere il sindacato edili”, sostiene Cominardi.

Secondo Di Maio, bisogna superare “regole che risalgono a cinquant’anni fa” anche se “non pensiamo che per creare lavoro basti cambiare la disciplina del lavoro: servono gli investimenti. Scompariranno una parte dei lavori come li conosciamo, si creeranno nuove professioni. Bisognerà investire in questi settori e non tirare a campare come fa il governo Gentiloni e come ha fatto il governo precedente; una parte delle nostre proposte sarà nel programma su istruzione e università”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA