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Riforma pensioni, oggi 28 giugno 2017: Ape, pensioni anticipate, flessibilità, cumulo, opzione donna, precoci

Pensioni anticipate, Ape sociale. Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo dell’Ape sociale, la misura per le pensioni anticipate inserita nella legge di bilancio 2017, ma rimangono alcune ombre sul provvedimento. L’Ape sociale non sarà utilizzabile dalla maggior parte dei lavoratori edili, pur essendo inseriti nelle categorie di coloro che potranno andare in pensione anticipatamente con il costo dell’anticipo a carico dello Stato. Ad affermarlo è Dario Boni, segretario generale della Fillea Cgil, in un’intervista a RadioArticolo1. Boni ha precisato che “il tema delle pensioni è irrisolto”.

“E’ vero che gli edili sono tra quelle categorie che possono usufruire dello scivolo dell’uscita agevolata, ma se i paletti rimangono quelli di sei anni di lavoro su sette continuativi, è chiaro che la platea degli edili che potranno accedere sarà di poche centinaia di lavoratori”, ha osservato il sindacalista. La battaglia degli edili continuerà, ha sottolineato Boni, con una serie di manifestazioni in varie località d’Italia, previste per il 25 maggio prossimo.

Pensioni future, diritti acquisiti. L’analisi del sottosegretario Baretta 

Il tema delle pensioni future è stato affrontato in un articolo scritto dal sottosegretario all’economia, Pier Paolo Baretta su “Il Sole 24 ore”. Per il sottosegretario:”L’ingresso posticipato dei giovani nel mondo del lavoro depauperizza il montante contributivo sul quale, al raggiungimento dell’età pensionabile, sarà calcolato l’assegno mensile. È per questo che i percorsi di studio universitari e post-universitari non devono essere un ostacolo al conseguimento della parità contributiva con le generazioni precedenti”. La soluzione sarebbe creare un sistema integrato  tramite un” meccanismo di rimodulazione della contribuzione che tenga conto della maturità fiscale dei lavoratori, riequilibrando la disparità figli/genitori”.

Baretta ritiene che affinchè “questo sistema integrato funzioni, è necessario favorire una cultura della redistribuzione solidaristica tra le generazioni, facendo comprendere che le misure di riequilibrio pensionistico non possono sempre essere volte a tutelare i diritti acquisiti. In tal senso, lo strumento controverso del contributo di solidarietà richiesto alle cosiddette pensioni d’oro – è necessario stabilire con coerenza e coraggio quali sono i criteri che determino questo limite (francamente 3 mila euro lordi, importo di cui si è parlato, non è una pensione da ricchi!) – può diventare uno strumento di giustizia sociale a favore dei giovani”.

Pensioni e riscatto della laurea. La proposta di Baretta e della Uil.

Il riscatto della laurea a carico della fiscalità generale è la proposta avanzata dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta al convegno “Preservare le generazioni future” promosso dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti. “L’ipotesi è fiscalizzare il periodo contributivo legato allo studio universitario e post-laurea, ovviamente a certe condizioni, come ad esempio che gli studi siano conclusi nei tempi”, ha chiarito Baretta. E’ una mia proposta di lavoro”, ha aggiunto, “che può anche avere il vantaggio di incentivare i giovani a laurearsi. Si tratterebbe”, ha concluso, “di una copertura figurativa che anticipa il lavoro”.

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, ha osservato che da tempo la Uil  propone di rendere gratuito il riscatto della laurea, in accordo da quanto affermato dal sottosegretario Baretta. Per Proietti:”La proposta deve essere definita nel tavolo di confronto tra Governo e Sindacati e può contribuire a migliorare in misura rilevante anche le future pensioni dei giovani”.

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