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Proroga Opzione Donna, le ultime news ad oggi 9 novembre 2017!

Riforma pensioni 2017: le ultime novità. Pensioni anticipate, casse previdenziali, Ape social, 730 precompilato, passando per il Jobs act autonomi e le ultime novità in tema di fisco. Tanti i temi che sono stati al centro del ‘Forum lavoro 2017‘, la quindicesima edizione dell’appuntamento promosso dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione studi dei professionisti. La presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni) e del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, è intervenuta sul tema del lavoro autonomo e su quello delle casse previdenziali. “Dopo l’incontro con il ministro Poletti e l’approvazione del ‘Jobs act autonomi’ che apprezziamo, chiedo di dare avvio a un tavolo tecnico sul lavoro autonomo con un’attenzione a quelle che sono le problematiche del mondo ordinistico, che rappresento”.

Riforma pensioni 2017: le ultime novità sulle casse previdenziali.

La Calderone ha richiamato l’attenzione anche sul tema delle casse previdenziali, ed ha ricordato che il mondo ordinistico “ha anche delle caratteristiche diverse visto che ha delle casse previdenziali privatizzate, e quindi abbiamo un sistema di garanzie da dare a Stato e cittadini”. Dopo poco è arrivata la risposta di Bruno Busacca, capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro, presente al Forum che ha chiarito che “il tavolo tecnico sul lavoro autonomo è previsto dal ‘Jobs act sul lavoro autonomo’. E quindi, una volta che la legge sarà entrata in vigore, ovviamente sarà attivato il tavolo tecnico”. “Credo -ha continuato Busacca– che la presidente Calderone chiedesse di affrontare tematiche specialistiche all’interno del tavolo, anche viste le specifiche competenze delle professioni ordinistiche”. Sempre Busacca ha sottolineato che sul cumulo dei contributi pensionistici per i professionisti “c’è dialogo tra Inps e casse previdenziali privatizzate, con la regia ‘esterna’ del ministero del Lavoro, perché le casse non hanno un ordinamento generalizzato per tutte, e vanno riunificati spezzoni di contribuzione diverse”.”E’ una legge dello Stato, bisogna applicarla anche perché risolve un problema di equità sociale”, ha continuato Busacca.

Pensioni anticipate, Ape social e volontaria: le ultime news di Gabriella Di Michele.

Sul fronte pensioni anticipate, in particolare sull’Ape social e l’ape volontaria è intervenuta il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele. “Stiamo collaborando -ha spiegato- con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero del Lavoro in attesa di questo emanando di dpcm sull’Ape. Noi stiamo costruendo in parallelo procedure informatiche e istruzioni operative che potranno avere una struttura definitiva solo quando definitivamente si conoscerà la norma applicativa della legge”.

Sui numeri la Di Michele spiega che “si parla 60-70mila per l’Ape social, mentre per quanto riguarda l’Ape volontaria c’è una previsione più aleatoria che dipende dalla risposta delle aziende, che usufruiranno di questo strumento di ‘flessibilizzazione’ in uscita per rinnovare il mondo del lavoro, sostituendo quindi persone che andranno in pensione anticipatamente con dei giovani. Si parla di 300mila persone per il 2017, ma credo personalmente che siano numeri un po’ alti. Ma dipenderà dalla necessità che il mondo economico avrà di rinnovare il proprio comparto occupazionale”.

Riforma delle pensioni il reddito di cittadinanza: la marcia organizzata per il 20 maggio dal Movimento 5 stelle.

Intanto, il Movimento 5 Stelle porta avanti la sua battaglia per il reddito di cittadinanza, che dovrebbe avere degli effetti anche sulle pensioni, visto che il loro importo mimino verrebbe portato a 780 euro al mese. Beppe Grillo, dalle pagine del suo blog, ricorda quindi l’appuntamento di domani sabato 20 maggio 2017 con la marcia da Perugia ad Assisi a sostegno dell’approvazione del reddito di cittadinanza, misura che potrebbe contribuire al contrasto della povertà.

Riforma pensioni ed Ape, oggi la Giornata nazionale d’informazione sull’anticipo pensionistico.

In occasione della Giornata nazionale d’informazione sull’anticipo pensionistico, oggi, venerdì 19 maggio, tutte le sedi del patronato Acli di Roma e provincia saranno aperte, in via straordinaria, per “permette ai cittadini di effettuare il test per l’Ape sociale e per le pensioni precoci”. Come si legge in una nota, si tratta di “un servizio che verrà offerto in prossimità dell’attivazione delle nuove misure di ‘flessibilità pensionistica’ introdotte dall’ultima Legge di bilancio: Ape sociale, Ape volontario e le pensioni quota 41 per i lavoratori ‘precoci’”. Per tutte la giornata di oggi, quindi, nelle sedi del Patronato Acli di Roma e provincia “verranno spiegate da esperti le soluzioni pensionistiche previste dalla legge che sono molteplici e in molti casi offrono varie possibilità di scelta, anche senza costi”.

Il Patronato Acli ha messo a disposizione due test, accessibili online sul sito www.patronato.acli.it offrendo la possibilità di “verificare se si possiedono i requisiti per accedere a ‘Ape sociale’ e ‘Pensione precoci’” attraverso “un sistema autonomo di verifica delle condizioni minime per il ricorso a una delle due opportunità, da analizzare e approfondire poi con l’aiuto degli operatori e consulenti previdenziali del Patronato Acli”. “Tutte le carriere lavorative sono diverse e rappresentano situazioni complesse – conclude la nota – ma l’aspetto positivo è che esistono molteplici opportunità”

Riforma pensioni, fase due, valorizzazione dei lavori di cura, le ultime news ad oggi.

Molto si è discusso in questi ultimi giorni, sul fronte pensioni anticipate donne, della valorizzazione ed il riconoscimento ai fini previdenziali dei lavori di cura, cui le donne attengono, e che peraltro rappresenta uno dei punti in discussione nella fase due di riforma delle pensioni, come sottolineato più volte da Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, che nel post di ieri ripropone il testo del verbale sottoscritto da governo e sindacati il 28 settembre dello scorso anno. “Pubblico – rimarca la Armiliato – il testo integrale del verbale sottoscritto il 28 Settembre 2016 per chi continua a sostenere, nonostante testi ed evidenze, che i temi del Cumulo gratuito e dei Lavori di cura, non sono argomento in trattazione al tavolo del Governo/Sindacati nella cd. Fase2.

Riporto di seguito anche una sintesi di quanto sopra: favorire una maggiore flessibilità in uscita all’interno del sistema contributivo, anche con una revisione del requisito del livello minimo di importo (2,8 volte l’assegno sociale) per l’accesso alla pensione anticipata; valorizzare e tutelare il lavoro di cura a fini previdenziali; nell’ambito del necessario rapporto tra demografia e previdenza e mantenendo l’adeguamento alla speranza di vita, valutare la possibilità di differenziare o superare le attuali forme di adeguamento per alcune categorie di lavoratrici e lavoratori in modo da tenere conto delle diversità nelle speranze di vita (si vedano le raccomandazioni del rapporto OCSE, Fragmentation of retirement markets due to differences in life expectancy, 2016).
Buona lettura e ricordiamoci che la Conoscenza ci da il Potere di discutere, acclarare e soprattutto ragionare con cognizione di causa”.

Conapo: le rivendicazioni sul fronte retribuzioni e pensioni.

Intanto, continuano sul fronte retributivo e pensionistico, le rivendicazioni del Conapo, sindaco autonomo dei Vigili del fuoco. Il segretario generale del sindacato Conapo sta effettuando il terzo giorno di sciopero della fame in divisa da vigile del fuoco davanti ai palazzi del governo e indossa un cartello la scritta “vergogna” e le rivendicazioni per la categoria. Il sindacalista chiede al governo “più stanziamenti per risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello stato, tra cui la polizia che dipende dallo stesso ministero dell’interno. Una differenza che – spiega – ammonta a trecento euro nette al mese nelle qualifiche più basse, disparità che raddoppia e addirittura triplica nei gradi più alti e che perdura da decenni senza soluzione. Stessi problemi ci sono sul trattamento pensionistico e nelle carriere, in pratica – dice – ci trattano come carne da macello e non risolvono mai il problema”.

Per Brizzi “questa grave situazione non si risolve nemmeno con i 103 milioni di euro stanziati recentemente dal governo a seguito delle varie proteste, sono insufficienti e ne servono almeno altri 50 per provare ad equiparare solo alcune delle voci retributive. Se poi si tiene conto che il governo ha stanziato circa un miliardo per forze armate e di polizia appare chiaro che la disparità di trattamento è destinata a restare nonostante tutte le lodi e le promesse che i politici hanno dispensato sui pompieri da Amatrice a Rigopiano”.

La battaglia del Conapo per la piena equiparazione con gli altri corpi.

Il leader del Conapo protesta anche per chiedere che “le risorse stanziate siano tutte destinate ai pompieri in divisa sino al raggiungimento della piena equiparazione con gli altri corpi, processo che non può essere vanificato o rinviato suddividendo le insufficienti risorse con gli impiegati del corpo come chiedono altri sindacati, è una questione di dignità e di rispetto verso coloro che sono chiamati ai doveri del soccorso e della sicurezza pubblica al prezzo della vita e che ogni volta che entrano in servizio si domandano se potranno tornare a casa a riabbracciare i propri cari e lo continuano a fare sottopagati mentre cosi non è per gli impiegati dei vigili del fuoco che non ci risultano sottopagati rispetto agli altri impiegati dello stesso ministero. Sia chiaro che nessuno di noi vuol negare i giusti aumenti contrattuali agli impiegati, ma qui non si tratta di aumenti del contratto di lavoro ma di risorse aggiuntive stanziate per compensare il rischio e l’usura di tutti gli appartenenti a quei corpi che nello stato rischiano la vita per la difesa e la sicurezza dei cittadini e tra questi i pompieri sono i più bistrattati. In nessun altro corpo si sognano di dare questi soldi ai loro impiegati perché nei pompieri si invece di pensare a darci pari dignità con gli altri corpi ? E’ paradossale, daremo battaglia !”.

“A Mattarella, Gentiloni, Minniti e alla Madia chiedo più attenzione per i vigili del fuoco in vista del 23 maggio, data entro la quale il consiglio dei ministri dovrà approvare il decreto sui vigili del fuoco (atto governo 394) che deve essere modificato stanziando maggiori risorse per l’equiparazione e finalizzandole espressamente per chi nel corpo veste la divisa. Sino a quel momento sarò in sciopero della fame facendo la spola tra Viminale, Parlamento e Quirinale” ha chiarito il segretario del sindacato dei vigili del fuoco.

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