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Riforma pensioni, oggi 1 giugno 2017: Ape, pensioni anticipate, precoci, quota 41, opzione donna

Pensioni e diritti acquisiti. La tutela delle pensioni come diritto acquisito sono state argomento di una nota del M5S. Come riportato da “Lucca in diretta”, i pentastellati hanno affermato: “Nel febbraio 2017 un gruppo di onorevoli Pd, montiani e qualche Forza Italia, Fratelli d’Italia ha firmato la richiesta di modifica all’articolo 38 della Costituzione, per poter abbassare le pensioni ai nostri anziani ed evitare problemi di costituzionalità”.

A proposito delle pensioni e dell’art. 38, inoltre:”L’articolo 38 ha costituito un muro contro cui si sono infranti i tentavi di disconoscere i diritti acquisiti, ecco allora che questo gruppetto di parlamentari ha pensato bene di modificarlo, per impedire che una futura riduzione delle pensioni, magari ricalcolandole tutte con il sistema contributivo”.

Secondo l’ex dirigente Cgil Giorgio Cremaschi “sono a rischio e pensioni da millequattrocento euro in giù, non quelle dei dirigenti o dei parlamentari”. I pentastellati concludono:”Perché questi deputati Pd e alleati spianano la strada a futuri tagli delle pensioni? Il taglio delle pensioni è il miglior modo per racimolare denaro utile per imprese inutili e per sostenere i privilegi della casta”.

Pensioni anticipate, precoci. Rizzetto con i precoci.

In tema di pensioni e di lavoratori precoci, con una nota, Frateli d’Italia ha ricordato l’evento organizzato dall’on. Walter Rizzetto, vice presidente della commissione lavoro alla Camera dei deputati, in collaborazione con il gruppo Facebook dei Lavoratori Precoci Uniti a tutela dei propri diritti. “Il prossimo 12 giugno,  presso la sede di Trieste della Regione Friuli Venezia Giulia, si terrà un incontro in materia di pensioni per confrontarsi con coloro che ancora non sono stati salvaguardati e che subiscono, a tutt’oggi, gli effetti dannosi della Legge Fornero. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il gruppo Lavoratori Precoci Uniti a tutela dei propri diritti ed ha l’obiettivo di approfondire una volta per tutte le possibili misure di intervento per riconoscere l’assegno pensionistico a chi ne ha diritto”.

“Abbiamo davanti a noi gli ultimi mesi di questa legislatura e non è ammissibile che esistano ancora tante situazioni irrisolte e persone ridotte in stato di necessità perché senza lavoro e pensione.  Confido nel buon senso di tutti i miei colleghi, a prescindere dal colore politico, di voler collaborare al confronto per individuare delle soluzione definitive senza ulteriori rinvii”,  ha affermato Rizzetto.

Pensioni per il lavoratori dello spettacolo e dello sport. Il difficile dialogo con l’ex Enpals.

Secondo quanto affermato dai patronati, il rapporto che i pensionati dell’ex Enpals, ora confluito nell’Inps, hanno con l’ente previdenziale è decisamente complesso. L’Enpals, Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo, aveva il compito di ricevere e gestire i contributi dell’ assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti, in favore dei prestatori di lavoro dello spettacolo.

Come riportato dal Corriere di Como, Giovanna Tettamanti, dell’Inas di Como, il patronato della Cisl dei Laghi, ha affermato: “Tutto tace e nessuno dice niente, è assurdo”. “L’Enpals dal 2011 è praticamente conglobato nell’Inps ma al tempo stesso rimane un corpo a sè stante, di cui si occupano ancora gli uffici di Roma”, ha aggiunto.

Tettamanti ha illustrato le problematiche quotidiane che incontrano i lavoratori dello spettacolo e dello sport nella gestione delle proprie pensioni e dei propri problemi pensionistici. “Non trovano interlocutori né a livello locale né a livello regionale. Si parla ad esempio di tempi lunghi nella liquidazione delle pensioni”. Ma anche i patronati si trovano a dover affrontare i silenzi dell’ex Enpals. “Anche noi come patronato spesso non otteniamo risposta alle mail che inoltriamo a nome degli ex tutelati dall’Enpals” ha affermato la dirigente Cisl.

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