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Riforma delle pensioni, oggi 9 luglio 2017: le novità su età pensionabile ed aspettativa di vita

Riforma pensioni, oggi 9 maggio 2017. Sul fronte fondi pensione, le ultime news vengono fornite da Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, a margine della Relazione Annuale della Covip, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione. Per Maggi “occorre moltiplicare le iniziative per destinare quote maggiori del risparmio privato, e del risparmio previdenziale in particolare, all’investimento nell’economia reale del Paese”. Lo stesso Maggi ha aggiunto: “Ho apprezzato la relazione del Presidente della Covip, Mario Padula, che ha ribadito il ruolo fondamentale della previdenza complementare nell’attuale contesto del mercato del lavoro e nell’economia nazionale tanto da auspicare un progressivo potenziamento dell’offerta di appropriati strumenti finanziari. Positivo anche il richiamo al buon lavoro svolto dai fondi pensione negoziali del nostro sistema sia in termini di rendimenti sia di adesioni.

I nostri fondi stanno facendo la loro parte per l’efficientamento dell’assetto organizzativo e di governance per cogliere al meglio le sfide future e incrementare ulteriormente il risparmio previdenziale. Ci aspettiamo che le istituzioni politiche facciano altrettanto e diano sostegno al sistema attraverso interventi normativi ad hoc per l’individuazione di strumenti di investimento adeguati al risparmio previdenziale, per l’incremento delle agevolazioni fiscali e per un ulteriore significativo aumento degli iscritti”.

Pensioni e previdenza complementare, le dichiarazioni di Cesare Damiano.

Le news su fronte fondi pensione e previdenza complementare vengono fornite anche da Cesare Damiano, che nel corso della presentazione della Relazione sull’attività svolta dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) nel 2016, a Montecitorio, ha così dichiarato: “La nostra generazione ha fondato sotto il profilo legislativo e contrattuale la previdenza complementare. Parlavamo, anche con lungimiranza, di previdenza ‘complementare’. Poi all’appello sono mancati soprattutto i giovani”, perché “aderiscono maggiormente quelli che giovani non sono, più strutturati e più sindacalizzati. Ora il problema dei giovani si pone e io credo che dovremmo anche rivedere la nozione di ‘previdenza complementare’”.

“La domanda che mi faccio – ha aggiunto Damiano – è se la previdenza complementare rimane per le nuove generazioni complementare o se diventa ‘di garanzia’. Dobbiamo anche immaginare quel che ci sembrava inimmaginabile: non dico un obbligo di adesione”, ma “di rendere intanto obbligatorio il versamento da parte dei datori di lavoro della quota relativa alla previdenza complementare”. C’è da chiedersi anche “se sia necessario prevedere per i lavoratori una forma di silenzio-assenso” che “forzi un pochino la mano”. “Forse contribuiremo a dare una mano per un risultato pensionistico che non sia insufficiente per le nuove generazioni”, ha concluso Damiano.

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