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Riforma pensioni, le news ad oggi 3 settembre 2017:

Pensioni anticipate a 64 anni e 7 mesi. Torna alla ribalta la questione delle pensioni anticipate a 64 anni e 7 mesi, per le quali l’Inca e l’inps sono protagonisti di un vero e proprio braccio di ferro. L’Inca ha segnalato le ultime novità per chi matura i requisiti ai sensi dell’art. 24 comma 15 bis della legge 214/2011,  precisando che ai fini del calcolo dell’anzianità contributiva varranno anche i versamenti effettuati all’estero.  “Rivedendo la propria posizione iniziale espressa nelle motivazioni con le quali ha respinto fino ad ora le domande, che escludevano tale possibilità, l’Inps ha finalmente accolto l’interpretazione estensiva, più volte sollecitata da Inca, e ora anche supportata dall’orientamento del Ministero del lavoro”, ha sottolineato il patronato della Cgil.

“Almeno su questo fronte”, sottolinea l’Inca, “si conclude positivamente un braccio di ferro tra Istituto previdenziale e Patronato della Cgil, ancora in atto, sulla corretta applicazione della “norma eccezionale” per i nati nel 1952, che Inps caparbiamente vorrebbe fortemente limitare, fornendo interpretazioni restrittive. Se sulla contribuzione estera, l’Istituto alla fine ha ceduto, su quella di quanti risultavano senza lavoro al 28 dicembre 2011 resta una interpretazione restrittiva che riduce il computo dei versamenti contributivi a quelli di effettivo lavoro ed esclude tutti i periodi di contribuzione volontaria e figurativa a qualsiasi titolo maturata, rendendo di fatto il raggiungimento del ‘pensionamento eccezionale’ quasi impossibile e vanificando l’apertura del Ministero del lavoro”, che pure gli aveva dato torto su questo specifico punto.

Il ripensamento dell’Inps sulla questione dei contributi versati all’estero giunge, anche in questo caso, dopo l’esplicito  chiarimento del Ministero del Lavoro, che ha accolto le obiezioni sollevate dal patronato della Cgil, con una sostanziale differenza: in questo caso, l’Inps ha conseguentemente diramato un messaggio alle proprie sedi (n. 2218 del 30 maggio 2017, ma non pubblicato sul sito) chiarendo che per chi svolgeva all’estero attività di lavoro dipendente al 28 dicembre 2011 o raggiungeva con la totalizzazione in convenzione internazionale i previsti requisiti contributivi, è possibile usufruire dell’art. 24 comma 15 bis della legge 214/2011, dando contemporaneamente indicazione di riesaminare le domande e accogliere i ricorsi amministrativi e legali con l’eventuale richiesta di cessazione della materia del contendere”.

Il patronato ha sottolineato sulle pensioni in deroga per i nati nel ’52 che “resta irrisolta la questione del calcolo della contribuzione per quanti risultavano disoccupati al 28 dicembre 2011. Punto sul quale l’Inps sembrerebbe non voler arretrare di un millimetro, confermando i contenuti della circolare Inps n.196/2011 nella parte in cui si escludono dal computo per il raggiungimento del requisito contributivo, tutti i periodi di contribuzione volontaria, figurativa maturata a qualsiasi titolo. L’Inca, che sulla questione ha promesso di avviare ricorsi amministrativi e legali, ha già raccolto alcune decine di casi sul territorio nazionale e andrà avanti fino a quando l’Inps non rivedrà la sua posizione”.

Rivalutazione delle pensioni, blocco della perequazione. Le ultime novità. 

Le ultime novità sulla rivalutazione delle pensioni consistono nell’udienza fissata per il 24 ottobre davanti alla Consulta sulla legittimità costituzionale sul cosiddetto bonus Poletti. La vicenda riguarda i ricorsi per il blocco della rivalutazione delle pensioni nel biennio 2012-2013 per coloro che percepivano una prestazione superiore a tre volte il trattamento minimo Inps nel 2011 o nel 2012.

Pensioni, Inps, servizi online.

L’ente previdenziale ha segnalato che i servizi online sul sito non saranno disponibili  dalle 21 alle 24 di sabato 24 giugno a causa di  operazioni di manutenzione straordinaria.

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