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Riforma pensioni, oggi 9 luglio 2017: pensioni anticipate donne, fase due, cumulo, età pensionabile

Riforma pensioni, oggi 11 giugno 2017. Sul fronte pensioni anticipate, in questa settimana ha tenuto banco la discussione sulla proroga del regime sperimentale Opzione Donna, in particolare in seno ai gruppi Facebook che si occupano di tali temi. Anche l’economista la Prof. Marcella Corsi ha parlato di opzione donna e riconoscimento dei lavori di cura: “Dobbiamo arrabbiarci e lottare per mantenere le donne nel mondo del lavoro, non per farle uscire malamente e per gravarle di carichi familiari di cui si occuperanno a causa di un welfare assente. Stiamo accettando un modello di famiglia in cui la persona che ha sulle spalle il peso più grave è, sistematicamente, la donna. Questa non può essere una ricetta politica! Noi dobbiamo chiedere che lo Stato che, invece di essere latitante, assicuri un processo di equiparazione dei ruoli familiari tra maschi e femmine”, sostiene la Corsi.

Pensioni anticipate donne e proroga opzione donna, le ultime dichiarazioni di Orietta Armiliato.

Sul fronte pensioni anticipate e proroga opzione donna, Orietta Armiliato, del gruppo Comitato Opzione Donna Social ha parlato della recente petizione lanciata sul sito Change.org, relativa alla proroga del regime sperimentale Opzione Donna.”Sta girando – ha spiegato la Armiliato in uno degli ultimi post – una petizione per chiedere la proroga della misura dell’Opzione Donna immagino con solo fine di sensibilizzazione poiché, come sappiamo occorrono almeno 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento ed inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione dunque, il traguardo risulterebbe piuttosto ambizioso e credo che nessuno pensi di poterlo raggiungere”.

La Armiliato ha deciso, nonostante le perplessità in merito alla proroga di tale regime, di condividere il link per sensibilizzare le istituzioni sui bisogni delle donne in materia previdenziale:”Tuttavia e ribadendo che siamo convinte che NON ci sarà una Proroga della misura dell’Opzione Donna, condividiamo il link per poter aderire poiché riteniamo che possa essere un’iniziativa comunque funzionale a sensibilizzare le istituzioni tutte affinché, anche tramite questo appello, prendano atto di quelli che sono i bisogni delle donne ed i loro desiderata previdenziali e si risolvano a prendere in considerazioni iniziative atte a colmare quel vuoto normativo che si è venuto a creare a danno delle donne, con particolare attenzione al riconoscimento ed alla valorizzazione dei lavori di cura.

“Con stupore – conclude la Armiliato – apprendiamo che il gruppo FB Movimento Opzione Donna che sta lottando per il medesimo fine del gruppo Opzione Donna PROROGA AL 2018 che ha lanciato la petizione, non partecipa all’iniziativa in virtù di una mancata comunicazione preventiva di tale azione da parte delle amministratrici del gruppo promotore e della conseguente mancata pubblicazione del loro logo….Senza voler essere maligni, viene da pensare che il fine di questo gruppo sia solo una ricerca di visibilità che maschera altri scopi che non sono propriamente il raggiungimento della proroga della misura; altrimenti questa presa di posizione non si giustifica”.

Riforma pensioni e fase due di confronto, le ultime news ad oggi 11 giugno 2017.

Sul fronte pensioni pochi giorni fa c’è stato un incontro proficuo tra Andrea Orlando e Cesare Damiano con i segretari generali di Cgil Susanna Camusso, Cisl Anna Maria Furlan e Uil Carmelo Barbagallo, da cui peraltro è emersa l’esigenza di riprendere il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza, soprattutto per individuare una soluzione legislativa sulla ‘pensione contributiva di garanzia’ che ha l’obiettivo di assicurare una previdenza dignitosa per le nuove generazioni.

Fase due di riforma pensioni, la ripresa del tavolo di confronto tra governo e parti sociali.

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo ha apprezzato la disponibilità di Andrea Orlando e di Cesare Damiano a confrontarsi con le parti sociali e la loro attenzione al merito delle questioni trattate. Sul fronte pensioni, secondo Barbagallo sarà necessario portare a compimento la cosiddetta ‘fase due’ della previdenza, riservata in particolare al futuro pensionistico dei nostri giovani, sia risolvere la questione degli ammortizzatori sociali e quella della governance dell’Inps, ed avviare un percorso per una riforma del sistema fiscale che razionalizzi e riduca il peso della tassazione su lavoro e pensioni.

Fondi pensioni, la relazione della Covip.

Le ultime novità sul fronte fondi pensioni sono emerse in seno all’annuale relazione della Covip, presentata qualche giorno fa alla Camera dei deputati. Secondo tale analisi, i fondi pensione e le casse professionali, quali investitori istituzionali, svolgono un ruolo di assoluta rilevanza nel finanziamento dell’economia italiana, disponendo di ingenti risorse utilmente impiegabili nel breve e lungo periodo. Considerati nel loro insieme, essi investono in Italia circa 71 miliardi di euro, pari al 37% del totale degli attivi. Oltre la metà delle risorse, spiegano dalla Covip, è formata da titoli di Stato, per un valore di 40,2 miliardi di euro, mentre circa un terzo è formato dalla componente immobiliare.

La quota destinata al finanziamento delle imprese italiane rimane ancora esigua: 7,2 miliardi di euro, pari al 3,7% delle attività totali, di cui 3,4 miliardi in titoli di debito e 3,8 miliardi in titoli di capitale.Secondo la Covip, possono contribuire a intensificare l’impegno nell’economia reale le disposizioni della legge di bilancio per il 2017, che favoriscono investimenti nel capitale delle imprese da parte dei fondi pensione e delle casse professionali attraverso lo strumento della fiscalità e la semplificazione dei meccanismi amministrativi preordinati al conseguimento dei relativi benefici. A queste disposizioni si affiancano le iniziative più recenti che estendono la possibilità di investire nei Piani individuali di risparmio.

Pensioni, retribuzioni, le rivendicazioni del corpo dei Vigili del Fuoco.

Sul fronte pensioni e retribuzioni, continuano le rivendicazioni del corpo dei Vigili del Fuoco che ha indetto uno sciopero nazionale per il 15 giugno 2017. “Vogliamo recuperare economicamente i contratti che mancano dal 2009. Vogliamo l’assunzione dei precari del corpo nazionale (i discontinui per intenderci) per risolvere definitivamente il problema delle dotazioni organiche, origine di molti mali del corpo nazionale, e rientrare nei parametri europei di un vigile del fuoco ogni 1.000 abitanti e consentire una pensione dignitosa a Vigili del Fuoco ultra cinquantenni”. Sono queste alcune richieste dell’Usb per i Vigili del Fuoco che stanno alla base del suddetto sciopero. “Chiediamo il rispetto della normativa contrattuale e l’abrogazione di tutte quelle circolari che in nome della produttività ci sovraccaricano di lavoro” si legge nella nota, in cui si fa anche riferimento allo stop dell’art. 19 della 183/2010 “che ci ha tolto i 53 anni per andare in pensione e ci traghetta ai 62 anni”.

“Vogliamo – prosegue la Usb – che i soldi dell’Ona vengano gestiti direttamente dal corpo nazionale e che vengano utilizzati per tutti i lavoratori che in infortunio o malattia si trovano a dover sopperire di tasca alle spese mediche e di ticket (basta con le assicurazioni ‘fantasma’). Non si può accettare una riforma delle carriere che, oltre che contraria alla norma che stanzia i famosi 103 milioni per il solo anno 2018, offende la dignità di chi ogni giorno realmente fa muovere la macchina del soccorso regalando tutti i soldi ai direttivi”.”L’amministrazione e i sindacati firmaioli dovrebbero ‘vergognarsi’ di continuare a fare accordi sottobanco sulle spalle di chi lavora con professionalità e responsabilità. Più volte – conclude la nota – come organizzazione sindacale abbiamo denunciato lo ‘schifo’ e l’irresponsabilità di come è stata trattata la questione riguardante il riordino delle carriere”.

Pensioni, precoci, quota 41, ultime news ad oggi 11 giugno 2017.

Sul fronte riforma pensioni cresce l’attesa per l’incontro che l’onorevole Walter Rizzetto terrà domani a Trieste presso il Palazzo della Regione con lo scopo di giungere ad una risposta esaustiva sui temi rimasti ancora aperti. Domani, annuncia Rizzetto, porteremo all’interno delle istituzioni gli esodati, i lavoratori precoci, l’Opzione Donna e i pensionati con trattamenti minimi che sono stati danneggiati dalla mannaia della riforma Fornero. Tra gli obiettivi ci sono anche gli esodati rimasti privi di copertura previdenziale e i pensionati che percepiscono assegni molto bassi. Al centro della discussione, ci sarà anche la proroga del regime sperimentale donna fino al 31 dicembre 2019. 

Quattordicesima sulle pensioni, tutte le ultime news ad oggi 11 giugno 2017.

Le novità sul fronte pensioni, vedranno tra pochi giorni l’arrivo la quattordicesima sulle pensioni. Dal prossimo mese di luglio debutta la nuova quattordicesima per i pensionati ultra64enni dopo le modifiche apportate dall’articolo 1, co. 187 della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017). Quest’anno le novità sono due: l’estensione della quattordicesima per la prima volta anche a circa 1 milione e 250 mila pensionati con prestazioni comprese tra i 750 e i mille euro al mese e la crescita del 30% degli importi per oltre 2 milioni di pensionati con prestazioni inferiori a 750 euro al mese.

La vera novità riguarda, tuttavia, l’estensione delle platee degli aventi diritto anche a coloro che posseggano un reddito compreso tra 1,5 volte e 2 volte il trattamento minimo del fondo pensione lavoratori dipendenti (cioè risulta compreso tra 9.780 e 13 mila euro circa all’anno, poco più di mille euro lordi al mese). Si tratta di una platea di oltre un milione di pensionati che sino allo scorso anno era esclusa dal beneficio. Dal prossimo luglio questa platea di pensionati otterranno per la prima volta la corresponsione del bonus anche se in misura minore rispetto alle cifre sopra indicate.

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