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Riforma pensioni, oggi 2 agosto 2017: Ape social, pensioni anticipate, riforma art. 38 Cost, decontribuzioni

I conti dell’Inps sono in sofferenza, ma le pensioni non sono a rischio. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha segnalato, come riporta Libero, che la prima nota di variazione del 2017 sui conti della previdenza rivela un risultato d’esercizio in perdita per 6.279 milioni a fronte di una previsione di 6.152 milioni, con un peggioramento di  tutti i principali indicatori del bilancio. Le pensioni non risentiranno dell’andamento negativo dei conti dell’Inps, perché lo Stato si occupa di mantenere la solvibilità dell’Ente previdenziale. Le casse pubbliche erogheranno all’Inps per il 2017 113.344 milioni di euro, di cui 109.746 di trasferimenti di parte corrente e 3.598 milioni di trasferimenti in conto capitale per anticipazioni di bilancio.

Pensioni, rivalutazioni. 

Per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, la Federspev ha annunciato che è stata fissata per il 24 ottobre 2017 l’udienza davanti alla Corte Costituzionale, la quale dovrà esprimersi sulla presunta incostituzionalità del dl 65/2015, successivamente convertito nella Legge 109/2015, meglio conosciuto da tutti i pensionati come Bonus Poletti, la quale avrebbe interpretato la sentenza 70/2015 della Consulta a favore del Governo, violando gli art. 3, 53, 36 e 38 della Costituzione, limitando la rivalutazione delle pensioni fino a 3.000,00 € lordi mensili ed escludendo dalla rivalutazione tutte le pensioni superiori a 3.000,00 € lordi mensili.

La Federspev ha precisato che oltre 20 ordinanze della Corte dei Conti e di Tribunale del Lavoro, dietro loro ricorsi, hanno giudicato non manifestamente infondata l’incostituzionalità della Legge Poletti, trasmettendo gli atti alla Consulta.

Pensioni e pensionati. L’analisi dell’Usb.

Si è svolto il 9, 10 ed il 11 giugno a Tivoli il Congresso nazionale Usb. Nel documento congressuale si è affrontato il tema delle pensioni e dei pensionati. Si legge nel documento:”La categoria sociale dei pensionati non è omogenea, bensì riproduce al suo interno tutte le contraddizioni del mondo del lavoro, legate alle tipologie contrattuali, ai livelli salariali, alla qualifica ricoperta nel posto di lavoro. È evidente che miriamo ad aggregare tutti quei pensionati che per oggettive condizioni socio economiche appartengono al nostro blocco sociale di riferimento. Perché è evidente che si esce dal mondo del lavoro ma non dalla classe sociale di appartenenza”

Il documento prosegue esaminando gli elementi che contribuiscono ad erodere le pensioni: “Nonostante la diffusa condizione di vera e propria povertà dovuta alle pensioni miserrime, sono chiamati a sostenere il welfare familiare. L’erosione delle pensioni è una costante e va dalla mancata perequazione, alla tassazione nazionale e locale, alle tariffe dei servizi e al taglio dello stato sociale. Ma, come se questo non bastasse, la previdenza pubblica è sotto attacco in tutta l’UE in quanto riserva di ricchezza da espropriare come bottino di guerra sociale. La difesa di categoria non solo è difficilmente sostenibile in quanto tale, ma è perdente nel medio e lungo periodo. Il processo di difesa sociale impone un’alleanza stretta con i posti di lavoro, ma anche con il territorio a fianco di chi non può andare in pensione e di chi in pensione non ci andrà mai”

In tema di pensioni e sostenibilità del sistema previdenziale l’Ubs osserva:”La sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale è un problema reale a fronte della riduzione strutturale dei posti di lavoro nei paesi occidentali e in conseguenza dell’introduzione di forme di lavoro atipico, servile e povero che non producono reddito e quindi contribuzione previdenziale. Comprendere come si possa e si debba garantire una pensione dignitosa a tutti, prescindendo dal proprio trascorso lavorativo, è l’elemento centrale di una strategia sociale di medio temine”.

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