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Riforma pensioni, oggi 25 ottobre 2017: le novità su Ape sociale, precoci, aspettativa di vita, opzione donna

Pensioni anticipate, Ape. Le ultime novità ad oggi. La riforma della pensioni stenta a decollare. Il prima fase del confronto tra Governo e sindacati non si è ancora chiusa e la seconda non si è neanche mai veramente aperta. Questo è il bilancio di Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil sul lavoro di questi ultimi mesi sulle pensioni. Ghiselli: “La fase uno del confronto non si riesce a chiudere in modo positivo, mentre nei fatti non decolla neanche la fase due, in cui si dovrà parlare di giovani, flessibilità in uscita, lavoro di cura, previdenza complementare e rivalutazione pensioni”.

“La situazione è insostenibile. A un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale e alle misure per i lavoratori precoci, ancora non sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i relativi decreti”, ha osservato.”In questo modo, si rischia di compromettere l’accesso al diritto a decine di migliaia di lavoratori, tutti con alle spalle lunghi anni di lavoro, disoccupati, invalidi o che assistono persone non autosufficienti”, ha chiarito. “Per non parlare”, continua il dirigente sindacale, “dei disagi che la ristrettezza dei tempi comporterà per i lavoratori, le loro imprese e le strutture dei servizi, per la predisposizione della documentazione”.

Pensioni anticipate: Ape sociale e precoci. Ancora ritardi sulla pubblicazione dei decreti. 

La vicenda dei ritardi dell’entrata in vigore delle misure per le pensioni anticipate contenute nella legge di bilancio 2017 è stata commentata anche da Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. “A tre settimane dalla firma del Premier Gentiloni dei decreti attuavi di Ape sociale e pensione anticipata per i quota 41, questi non sono stati ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale”, ha sottolineato il dirigente sindacale. È un fatto molto grave che necessita di una riflessione urgente sul funzionamento delle magistrature e delle burocrazie dello Stato italiano”.

Per Proietti:”Tale ritardo comporta un danno per migliaia di cittadini che vedono ristretti i tempi per presentare la domanda ed accedere alle opportunità che la nuova normativa previdenziale, varata con l’ultima legge di bilancio, introduce”. Il sindacalista ritiene dunque fondamentale “uno sforzo per dare il massimo delle informazioni ai lavoratori ed alle lavoratrici al fine di colmare i disagi che questo inspiegabile ritardo sta comportando”.

Pensioni, la seconda fase del confronto è in fase di stallo.

Per quanto riguarda la seconda fase di confronto, che doveva aprirsi immediatamente dopo l’entrata in vigore dei decreti sulle pensioni anticipate, il segretario confederale della Cgil ha sottolineato che “la fase uno del confronto sulle pensioni non si riesce a chiudere in modo positivo, mentre nei fatti non decolla neanche la fase due, in cui si dovrà parlare di giovani, flessibilità in uscita, lavoro di cura, previdenza complementare e di rivalutazione delle pensioni, trovando anche soluzioni definitive per altre annose situazioni ancora non risolte. Quindi, invitiamo il governo a favorire la rapida pubblicazione dei decreti e delle successive circolari Inps e a riavviare il confronto sulle altre questioni aperte”.

Pensioni anticipate:  precoci,  quota Q1 ed Opzione donna. Le ultime novità. 

Si è tenuto ieri il confronto su precoci, esodati, opzione donna e pensioni minime, organizzato dal vice presidente della Commissione lavoro alla Camera, Walter Rizzetto, con la collaborazione del gruppo dei Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti a Trieste nell’Aula Regionale Fvg. Flavia Kvesto del gruppo dei dei Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti in un post a segnalato che oltre all’On. Rizzetto erano presenti il presidente di Federcomsumatori Angelo D’Amico, Rosario Trefiletti, diversi comitati di precoci e Giulia Molinaro  per Opzione Donna.

Si legge nel post:”Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile, cercando di portare oltre a numeri, dati e statistiche, realtà di vita quotidiana con testimonianze vere, a volte molto difficili con le quali tutti noi ci confrontiamo”. Ed inoltre: “Ciò che abbiamo chiesto è semplicemente il 41 x tutti, senza distinzione, senza “se” o “ma”, senza Lavoratori di serie A, B, C, D.. Senza paletti né di età né d’invalidità. Solo dignità ed equità, temi difficili per la politica e forse poco interessanti (per loro) ma noi non ci fermiamo, né ci fermeranno”.

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