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Carceri, giustizia: la Bernardini continua lo sciopero della fame e prende posizione sulla riforma penale

Carceri, giustizia, ordinamento penale: Rita Bernardini continua lo sciopero della fame. Pochissimi minuti fa Rita Bernardini, esponente del partito Radicale, in diretta da Africo in provincia di Reggio Calabria, dove sta raccogliendo le firme per la separazione delle carriere, ha annunciato la continuazione del suo sciopero della fame cominciato circa 20 giorni fa, dal momento che non sussistono i motivi per fermarsi. Secondo la Bernardini non ci sono motivi per interromperlo, in particolare alla luce del voto di fiducia ottenuto del governo sul ddl sul penale che verrà votato oggi, e dal momento che il ministro della salute Beatrice Lorenzin, ribadisce la Bernardini, non ha ancora fornito una risposta ai malati che non riescono a curarsi con la Cannabis terapeutica. Ribadisce la Bernardini nel video appena postato su Facebook:”In onore dei malati che stanno ancora lottando dopo che un farmaco il Bediol è sparito dalla circolazione il mio sciopero della fame prosegue!”.

La Bernardini lancia anche un messaggio al ministro della giustizia e si chiede inoltre, in merito all’ordinamento penitenziario, come e quando verranno fatti i decreti attuativi. La legislatura può sciogliersi da un momento all’altro, quindi, sottolinea la Bernardini, “il ministro Orlando deve almeno varare questi decreti e lo deve fare al più presto”.

Lo sciopero della fame di Rita Bernardini: i motivi alla base della sua protesta.

Ricordiamo i motivi del lungo sciopero delle ultime settimane, enunciati all’inizio della protesta sulla pagina Facebook dell’esponente dei Radicali:«Questa volta lo sciopero della fame che ho iniziato dalla mezzanotte di ieri ha ad oggetto non solo la situazione delle carceri e dell’esecuzione penale (sempre più illegali) ma anche il diritto alla salute di chi si cura con la cannabis terapeutica.E’ notizia di queste ore, infatti, che uno dei farmaci più usati dai pazienti, il Bediol, sia sparito dalla circolazione. A darmene notizia è stato Andrea Trisciuoglio, Segretario di LapianTiamo, associazione con la quale da anni porto avanti disobbedienze civili per affermare il diritto alle cure. La ditta olandese produttrice del Bediol, infatti, ha fatto sapere che prima di ottobre non sarà in grado di rifornire le farmacie europee a causa di “raccolti andati a male”.

In attesa che il Ministero della Sanità fornisca risposte convincenti e risolutive ai malati affetti da gravi patologie, prosegue il digiuno e la mia ennesima coltivazione domestica. A questo proposito, è bene ricordare che nonostante le mie documentate autodenunce di violazione dell’art. 73 Dpr 309/90, sono da anni “impunita”, a differenza dei tanti che finiscono in carcere e sotto processo per coltivazione di marijuana, anche quando lo fanno per difendersi dalle carenze ed omissioni del sistema sanitario pubblico».

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