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Pensioni anticipate e Ape social, al via la seconda fase. Le ultime news ad oggi 20 luglio 2017

Riforma pensioni 2017, le ultime news. Sul fronte pensioni anticipate, ad un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale e alle misure per i lavoratori precoci, ancora non sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i relativi decreti”. Così il segretario confederale della CGIL, Roberto Ghiselli, sollecita il governo a dare corpo ai provvedimenti operativi per il pensionamento anticipato di alcune categorie di lavoratori. Una situazione davvero incresciosa per migliaia di lavoratori, tutti con alle spalle lunghi anni di lavoro, disoccupati, invalidi o che assistono persone non autosufficienti, che rischiano di vedere compromesso il loro diritto al pensionamento anticipato. Per non parlare dei disagi che la ristrettezza dei tempi comporterà per i lavoratori, le loro imprese e le strutture dei servizi, per la predisposizione della documentazione.

Secondo Ghiselli la fase uno del confronto sulle pensioni non si riesce a chiudere in modo positivo e non decolla neanche la fase due in cui si dovrà parlare di giovani, flessibilità in uscita, lavoro di cura, previdenza complementare e di rivalutazione delle pensioni, trovando anche soluzioni definitive per altre annose situazioni ancora non risolte.

Pensioni anticipate, Ape: le ultime dichiarazioni di Domenico Proietti.

A tre settimane dalla firma del premier Gentiloni dei decreti attuativi di Ape sociale e pensione anticipata per i quota 41, questi non sono stati ancora pubblicati sulla gazzetta ufficiale. Il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, in una nota, sottolinea che tale ritardo comporta un danno per migliaia di cittadini che vedono ristretti i tempi per presentare la domanda e accedere alle opportunità che la nuova normativa previdenziale, varata con l’ultima legge di bilancio, introduce.

Pensioni anticipate ed Ape Social: come funziona e chi sono i destinatari.

Sul fronte pensioni anticipate, la nuova misura dell’Ape Social ossia l’Anticipo pensionistico sociale è la norma che permette a particolari categorie di lavoratori o disoccupati di ricevere un assegno mensile fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato. Per ottenere l’indennità è necessario avere, al momento della richiesta, i seguenti requisiti: almeno 63 anni di età; almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di alcuna pensione diretta. L’accesso al beneficio è, inoltre, subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma. L’indennità non spetta ai titolari di pensione diretta.

Non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di disoccupazione, nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale. È compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro annui; spetta ai lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori, iscritti alla Gestione separata, che si trovano in una delle seguenti condizioni: disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante.

Ape social, tutti i requisiti e i termini di presentazione delle domande.

Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo; soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%; dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso. Chi matura i requisiti per richiedere l’Ape Sociale nel 2017 potrà presentare la domanda entro il 15 luglio e ricevere una risposta entro il 15 ottobre, mentre chi li maturerà l’anno prossimo dovrà fare richiesta entro il 31 marzo del 2018 per attendere una risposta dell’Inps non oltre il 31 giugno dello stesso anno.

Le previsioni e le stime del Fondo Monetario internazionale su tasse e pensioni.

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica dell’Italia, all’1,3% quest’anno e all’1% circa negli anni del periodo 2018-2020. I dati sono contenuti nel rapporto stilato al termine della missione annuale nella Penisola e vanno raffrontati con il più 0,8 per cento previsto per la crescita italiana, sia sul 2017 che sul 2017, nel World Economic Outlook di aprile. Le stime si basano sulle cifre previste nel Def di aprile.La ripresa in Italia prosegue “ma i rischi sono significativi”, avverte l’istituzione di Washington. Sugli anni a venire, con “i venti destinati a risultare meno favorevoli” (in termini di politiche monetarie e fiscali), la crescita si dovrebbe moderare attorno all’1 per cento. “Ad ogni modo i rischi sono significativi – afferma il Fmi – e sono legati tra l’altro alle fragilità finanziarie, alle incertezze politiche, a possibili battute d’arresto del processo di riforme e a revisioni sul rischio di credito”.

Il Fondo monetario internazionale, inoltre, raccomanda all’Italia di accelerare la riforma del Catasto e di “introdurre una forma di tassazione moderna sugli immobili”. Nel rapporto stilato al termine della missione annuale nella Penisola, l’istituzione torna sull’annoso tema dell tassazione sui beni immobiliari che ha attraversato vicende alterne, fino all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Di fatto quando chiede una tassazione “moderna” sugli immobili il Fmi chiede di reintrodurre questa tassa. E questo allo scopo di trovare quei margini di correzioni dei conti pubblici che servono mentre si deve cercare di ridurre la tassazione sul lavoro e sui fattori di produzione. L’altro grande capitolo di intervento individuato dagli ispettori del Fmi sui conti pubblici riguarda le pensioni. Posto che l’Italia fatto “più di molti altri” Paesi per garantire la sostenibilità del sistema, secondo Washington “dovrebbe considerare di ridurre l’elevata spesa pensionistica” su cui si potrebbero “rivedere i parametri”.

In questo quadro il Fmi giudica “appropriato” il percorso di risanamento indicato dal governo sempre del Def. Ridurre il deficit di bilancio in calo all’1,2 per cento del Pil nel 2018 e portarlo sostanzialmente in pareggio su 2019 e 2020 metterebbe l’elevato debito pubblico su quel chiaro percorso di riduzione che viene giudicato necessario.Il problema è come effettuare queste azioni di risanamento. Su questo la strategia raccomandata dal Fmi è chiara: dato che bisogna sostenere la crescita (visto che anche questo aiuta non poco a far calare il rapporto debito-Pil) bisogna alleggerire il fardello fiscale su lavoro e fattori produttivi. Per garantire la neutralità di misure simili ai fini di bilancio gli ispettori Fmi chiedono di intervenire su due grandi capitoli. Il primo è la tassazione sugli immobili, su cui di fatto riparte il pressing per reintrodurre l’Imu sulla prima casa.

L’altro grande capitolo di intervento riguarda le pensioni. Il Fmi dà atto all’Italia di aver fatto “più di molti altri” Paesi per garantire la sostenibilità del sistema. Ma a questo punto secondo Washington bisognerebbe “considerare di ridurre l’elevata spesa pensionistica. Nel sistema esistono sacche di eccessi che vanno razionalizzate, legate non ultimo a esenzioni su generosi benefici”. L’attacco è chiaramente diretto al passato sistema retributivo del calcolo degli assegni pensionistici, poi progressivamente sostituito con un sistema misto e solo successivamente con quello contributivo. Infatti “i parametri pensionistici possono anche essere rivisti e aggiustati nella misura in cui è necessario .- aggiunge il rapporto – in maniera coerente con i parametri attuali”.

Previdenza e pensioni, le dichiarazioni di Federmanager.

“La previdenza e le pensioni sono tra le priorità del lavoro di Federmanager Roma che rappresenta circa 20.000 dirigenti. Grazie al confronto e a un dialogo costante con gli enti preposti, la nostra organizzazione è in grado di dare voce a quella classe dirigente che contribuisce, o ha contribuito in passato, alla crescita e all’innovazione del Paese”. Così Giacomo Gargano, presidente Federmanager Roma e Unione regionale dirigenti industria del Lazio, ha aperto i lavori, questa mattina, a Roma, nel Centro Congressi della Fondazione Santa Lucia, dell’incontro ‘Le pensioni, strumento di propaganda elettorale. Come difendersi’.

Pensioni anticipate e flessibilità in uscita, le ultime news ad oggi.

Si va lentamente componendo il disegno del legislatore di superare le ‘salvaguardie’ e introdurre un sistema di flessibilità nell’accesso ai requisiti pensionistici. E’ quanto si legge nella circolare n.5/2017 della Fondazione Studi consulenti del lavoro che analizza le agevolazioni pensionistiche introdotte dall’ultima manovra finanziaria, alla luce delle istruzioni operative Inps, la platea dei beneficiari, le quote ‘anticipate’ degli addetti a mansioni usuranti e la documentazione necessaria da presentare.

Tre i provvedimenti, spiegano i consulenti, che interessano i lavoratori addetti a mansioni usuranti. I primi due sono contenuti nell’intervento relativo all’anticipo pensionistico (Ape) e si riferiscono a quei lavoratori che potranno accedere all’Ape sociale (anticipo pensionistico a carico dello Stato) beneficiando anche della cosiddetta ‘Quota 41’ per i lavoratori precoci (almeno 12 mesi di lavoro ante il diciottesimo anno di età), ove ricorrano le condizioni necessarie. Il terzo provvedimento interviene direttamente sulle vecchie misure di beneficio pensionistico contenute nel decreto legislativo 67/2011, mitigando parte delle novità introdotte dalla manovra ‘Salva Italia’ del governo Monti.

Come sottolineano i consulenti del lavoro, “il terzo provvedimento normativo è immediatamente efficace ed è regolamentato dall’Inps con circolare n. 90/17, a differenza dei due interventi precedenti che necessitano della pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei dpcm firmati dal governo lo scorso 22 maggio per rendere operative le misure”. Per i consulenti del lavoro, quindi, “si va lentamente componendo il disegno del legislatore di superare le ‘salvaguardie’ e introdurre un sistema di flessibilità nell’accesso ai requisiti pensionistici che premi le carriere lavorative cosiddette svantaggiate o l’atto volontario, autonomo e a costi propri, di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro”.

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