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Riforma pensioni, oggi 15 giugno 2017: le novità su Ape, decreti attuativi, pensioni anticipate, opzione donna

Riforma pensioni 2017, le ultime novità. Sul fronte pensioni anticipate, i sindacati, tra gli altri, lamentano il fatto che ad un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale e alle misure per i lavoratori precoci, ancora non siano stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i relativi decreti. Il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli sottolinea che la situazione rischia di danneggiare e creare disagi per la ristrettezza dei tempi per i lavoratori, le loro imprese e le strutture dei servizi, per la predisposizione della documentazione.

Pensioni, le dichiarazioni di Carlo Cottarelli del FMI.

Le ultime news sulle pensioni vengono fornite dal report del Fondo monetario internazionale, in cui, tra gli altri, un riferimento viene fatto anche alla riforma delle pensioni. Carlo Cottarelli, Direttore esecutivo del Fmi, a Repubblica spiega che il punto è che “c’è stato un grosso trasferimento intergenerazionale, perché i giovani hanno dato il loro contributo, mentre c’è chi è andato in pensione con assegni molto generosi rispetto a quelli delle generazioni future”. Cottarelli sottolinea che bisognerebbe, e “ricalcolare le pensioni, oltre un certo livello, sulla base dei contributi versati se vogliamo ridurre le tasse su chi lavora e rendere più competitive le produzioni italiane”.

Pensioni, le dichiarazioni di Leo Taroni.

Le ultime news su pensioni ed imposte vengono fornite da Leo Taroni, in una nota all’agenzia Agenparl. “Riforma delle pensioni e taglio alle imposte. Questo è quello che l’Italia deve fare. È da tempo – sottolinea Taroni – che si discute e si tenta di dare una riforma alle pensioni evitando una guerra di generazioni, ma soprattutto sono decenni che sbattiamo la testa contro il muro rinviando, solo di qualche anno appena, lo scoppio di una vera e propria bomba ad orologeria. La responsabile di questa situazione è la Politica che ha concesso prestazioni sempre più generose con la tacita intesa che il grosso dei costi sarebbe stato trasmesso alle generazioni future.

Oggi con la tendenza demografica che va in direzione di un numero sempre maggiore di anziani, la crescente disoccupazione a cui si deve aggiungere la concorrenza a livello globale ha messo a nudo le falle di un sistema pensionistico nonché lo Stato assistenziale. Se i sistemi delle prestazioni previdenziali non saranno riformati si verificheranno crisi economiche e politiche di enormi dimensioni. E finora abbiamo avuto in Italia solo delle soluzioni tampone perché la Politica ha solamente procrastinato le scelte che potevano avere un impatto immediato sul portafoglio degli elettori. In sintesi la Politica ha commesso un’ingiustizia, un affronto rispetto alle generazioni future.

Altro discorso è la lunga lista di scandali legati a pensioni d’oro, falsi invalidi e privilegi di ogni risma ed al contempo lo scandalo di segno inverso legato alle pensioni minime e sociali che ha generato confusione ed indignazione sociale. Non va reintrodotta la tassa sulla prima casa bensì vanno tagliate le imposte che sono necessarie. È chiaro che la tassazione è un’esigenza dello Stato ma è altrettanto vero che una maggiore tassazione significa sequestrare una percentuale importante del reddito prodotto che viene sottratto alla spesa dei singoli e al risparmio e quindi all’investimento. Significa soprattutto una colpevolizzazione dello Stato nei confronti di chi produce ricchezza.

Sicuramente oggi nella parabola dei talenti e dei cinque denari Gesù dovrebbe perdonare l’incapacità a priori del migliore dei servi, visto che si dovrebbe applicare una percentuale del cinquanta per cento, perché al netto delle tasse cinque denari diventerebbero due e mezzo. Ed infine è impensabile continuare a mettere le mani nelle tasche e nei conti correnti degli italiani mentre si continuano a vedere sperperi di denaro pubblico, scandali che vedono coinvolti dipendenti pubblici e situazioni di vario genere che arrecano danni alle casse dello Stato. Un esempio è quello che ancora oggi alcuni comuni italiani non hanno chiuso i condoni del 1986″. Lo dichiara Leo Taroni in una nota commentando la notizia che il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto all’Italia la tassa sulla prima casa e il taglio sulle pensioni.

Riforma Pensioni 2017, le news di Annamaria Furlan ad oggi.

Sul fronte riforma pensioni, Annamaria Furlan in un’intervista di pochi giorni fa a Repubblica, rilancia la necessità di riaprire il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni, in modo da entrare nel merito della fase due. Il Segretario generale della Cisl ha ricordato che servono degli interventi per l’occupazione giovanile, e “poi dobbiamo completare la trattativa per cambiare le pensioni per i giovani”, ha detto. La Furlan ha anche lanciato la proposta di “mettere in campo le risorse dei fondi pensione contrattuali per favorire gli investimenti, in cambio di una partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese”. Vedremo se, passato il periodo elettorale, si vorrà tornare al confronto tra le parti sulla previdenza prima della pausa estiva.

Usare le risorse dei fondi pensione, “circa 200 miliardi già accantonati, per favorire gli investimenti, in cambio di una partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese”. Come il modello tedesco. “Non possiamo sprecare tempo – e occorre – rimettere al centro la crescita e gli investimenti” ha sottolineato la Furlan, invitando a non far cadere nel vuoto “l’appello giunto da due personalità straordinarie come papa Francesco ed il presidente Mattarella ad assumere come priorità del paese l’emergenza lavoro”.

Sul capitolo disoccupazione giovanile e precariato la Firlan dichiara:”Io comincerei dall’abuso dei tirocini che spesso sono una vera e propria forma di sfruttamento. Così come ci aspettiamo che partano finalmente le politiche attive del lavoro e una vera alternanza scuola-lavoro. Anche il piano Industria 4.0 è importante ma serve anche lavoro 4.0, con una formazione adeguata. E poi dobbiamo completare la trattativa per cambiare le pensioni per i giovani e rinnovare subito tutti i contratti pubblici”.

Alla domanda sul fatto che esistano le condizioni per rilanciare il dialogo con il governo, la Furlan risponde: “Noi siamo sempre pronti al dialogo, ma faccio notare che ogni volta che la politica interviene sulle materie del lavoro, quando vuol fare da sé, senza un’opportuna e necessaria mediazione con i corpi intermedi, si produce solo instabilità. Si dà forza al populismo sindacale e alle posizioni antagonistiche, con provvedimenti discutibili e confusi sul piano legislativo che si scaricano sulla condizioni già difficili e precarie dei lavoratori. Vedi legge Fornero, esodati, buona scuola”. Per la Furlan sarebbe importante “una nuova alleanza tra impresa, lavoro e politica per uscire dalla crisi e per tornare a produrre valore insieme. Una strada responsabile, opposta a quella di chi propone la via facile, ma insostenibile, dell’assistenzialismo, del reddito di cittadinanza, dei sussidi senza lavoro”.

Pensioni e proroga opzione donna, le ultime news ad oggi.

Sul fronte pensioni anticipate donne ed opzione donna, è online è una petizione che chiede la “proroga al 2018 della Legge Maroni 243/04 ‘Opzione donna’ con gli stessi requisiti”, lanciata da Giulia Molinaro del gruppo Facebook Opzione Donna Proroga al 2018. Viene chiesto di poter avere la stesse possibilità concessa alle donne che hanno beneficiato di questa forma di pensionamento anticipato entro il 31/12/2015. La Molinaro ha partecipato all’incontro di lunedì a Trieste con l’onorevole Walter Rizzetto, ed ha così commentato su Facebook:”Grazie Walter Rizzetto…la nostra presenza purtroppo era scarsa ….ma per te 2 donne o 200 non ha alcuna importanza, la tua lotta al nostro fianco non dipende dalla quantità delle persone ma dalla convinzione che la proroga di opzione donna è una misura giusta per chi volontariamente o purtroppo obbligatoriamente vuole aderire”.

In un altro post ha ricordato l’appuntamento di sabato 17 giugno a Roma:”Ricordiamo che saremo presenti alla manifestazione di sabato 17 giugno h.9-13 che si terrà a Roma in Piazza San Giovanni, indetta dalla C.G.I.L. per ribadire la proroga di Opzione Donna 2018. Ci saranno a disposizione dei pullman gratuiti, occorrerà prenotarsi presso le camere del lavoro di ogni città, anche per avere gli orari di partenza. Ci saranno treni speciali che partono da Torino, Milano, Bologna e Firenze. Invitiamo le iscritte alla partecipazione. Grazie”.

Dal suo canto anche Rizzetto dopo l’incontro di lunedì a Trieste si è detto sempre più convinto di andare avanti nella sua battaglia per la riforma delle pensioni, ed ha così commentato con un post:”A Trieste, abbiamo riempito una sala per parlate di #pensioni, di lavoratori precoci che dopo 41 anni di sudore e contributi vorrebbero andarci, in pensione, di Opzione Donna (un protocollo che permette alle donne di andare in pensione in modo anticipato, di esodati (piaga non ancora completamente sanata). Resto dell’avviso che la prima cosa da fare sia quella di abrogare la pessima e dannosa Manovra #Fornero, vero e furfantesco bancomat dentro alle tasche dei cittadini, spesso i più deboli. Cancellando la #Fornero, inoltre, si creerebbero immediatamente molti nuovi posti di lavoro. Rientro a Roma ancora più convito di portare avanti queste battaglie”.

Pensioni complementari, le dichiarazioni di Nazzareno Mollicone.

Sul fronte pensioni, molto si sta discutendo, in particolare negli ultimi giorni, dell’importanza della previdenza complementare, e di un maggiore utilizzo delle pensioni complementari. Nazzareno Mollicone, dirigente confederale dell’Ugl ha commentato gli ultimi dati diffusi nel rapporto della Commissione di vigilanza sui Fondi pensione: “Il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni dalla previdenza complementare non deve allontanarci dalla realtà: la tutela è destinata solo a quei lavoratori con rapporto di lavoro stabile ed in genere dipendenti di medie e grandi imprese”.

Mollicone sottolinea che “viene totalmente esclusa una massa ingente di lavoratori che non possono partecipare ai fondi negoziali perché dipendenti dalle piccole imprese, aventi contratti di lavoro temporaneo e precario o, i pubblici dipendenti per i quali i datori di lavoro ‘Stato’ o ‘Ente locale’ non hanno ancora provveduto”. “Il Governo – conclude il sindacalista – dovrà impegnarsi concretamente, d’intesa con il sindacato, per superare tutte queste problematiche al fine di non creare un’ulteriore disuguaglianza tra lavoratori, a seconda che possono o meno aderire alla previdenza complementare”.

Lavoro, le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte lavoro, vengono fornite dall’onorevole Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il Segretario Generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha affermato che il divario tra i redditi non è stato mai così alto da 50 anni a questa parte e che mette a rischio la tenuta sociale. Condividiamo questa analisi ed è per questo che chiediamo una svolta a sinistra in Europa e nelle politiche del nostro Governo a partire dalla prossima legge di Bilancio”. Lo dichiara Cesare Damiano, secondo quanto riporta l’agenzia ANSA.”Un punto essenziale per rilanciare i redditi – prosegue – è costituito dal sostegno al lavoro giovanile a tempo indeterminato. Ci vogliono incentivi strutturali: bisogna dire basta agli sconti fiscali per le assunzioni che durano due o tre anni e che drogano il mercato del lavoro”. “Se si vuole ricostruire un campo di centrosinistra e aprire un dialogo concreto e necessario con le forze di sinistra, a partire da Pisapia, bisogna avere contenuti e azioni di Governo coerenti con questa scelta. Non è più tempo di predicare bene e razzolare male”, conclude.

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