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Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 23 settembre 2017

Amnistia e carceri, le news ad oggi 17 giugno 2017. Sul fronte amnistia, mentre in Australia, Michael Keenan, ministro della giustizia australiano, ha annunciato che a partire dal primo luglio e per tre mesi, gli australiani potranno riconsegnare o regolarizzare un’arma illegale senza incorrere in sanzioni, e che è giunto quindi il momento varare un’amnistia con lo scopo di ridurre la quota di armi illegali, in Italia sui provvedimenti di clemenza è calato negli ultimi tempi il silenzio sul fronte legislativo. Mentre nessuna nuova si registra sul fronte amnistia, arriva forte la denuncia sul fronte carceri e condizioni dei detenuti del Garante dei diritti dei detenuti della Valle d’Aosta, Enrico Formento Dojot, che ha inviato una nota al Garante nazionale dei detenuti e al Provveditore regionale.

Carceri, la denuncia del Garante dei diritti dei detenuti della Valle d’Aosta, Enrico Formento Dojot.

Dojot sottolinea la situazione di criticità in cui versa la Casa circondariale di Brissogne, a causa dell’ormai annosa assenza di un Direttore titolare. “Dopo segnalazioni per le vie brevi, ho ritenuto di inoltrare una nota ufficiale al Garante e al Provveditore, in quanto, a mio avviso, la situazione del carcere di Brissogne è divenuta insostenibile”. È quanto denuncia oggi con determinazione Enrico Formento Dojot, Garante dei Diritti dei detenuti della Valle d’Aosta.

Precisa il Garante: «L’assenza di un Direttore stabile comporta un vuoto che spesso i detenuti, che lamentano di non ricevere risposte, colmano rivolgendosi al Garante, che non può e non deve vicariare la funzione. I Direttori “in missione” non possono che trattare le urgenze e si avvicendano in tempi sempre più brevi: nel mese di maggio ho ricevuto due note di richiesta di colloqui dei detenuti sottoscritte da due dirigenti diversi”. Per Formento Dojot “senza una guida, che riporti unitarietà di azione l’attività degli Uffici si frammenta e si disperde. Per altro, il personale della Casa circondariale opera sotto organico, a causa dei distacchi verso altri Istituti”. Tutto questo perché occorrerebbe dare un’identità al carcere di Brissogne che, oggi, è sostanzialmente un ‘polmonè nei casi di sovraffollamento in altri Istituti, il che produce un turn over elevato, che si ripercuote negativamente sull’implementazione di attività lavorative e formative, attualmente molto carenti».

Enrico Formento Dojot sottolinea che quello di Brissogne: “È un carcere che appare abbandonato a se stesso, quando, opportunamente ripensato, potrebbe sperimentare la custodia attenuata e diventare un fiore all’occhiello per l’intero sistema detentivo nazionale”. Anche per questo Dojot ha chiesto al Provveditore ” se condivide le mie riflessioni e quali azioni si intenda intraprendere, assicurando la mia disponibilità. Credo che sia doveroso intervenire, per prevenire eventuali episodi spiacevoli o gravi”.

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