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Riforma pensioni, oggi 4 novembre 2017: pensioni anticipate, età pensionabile, lavoro gravosi, Ape donne

Pensioni, Ape sociale e precoci. Dopo tanta attesa finalmente è possibile presentare le domande per l’accesso a due misure  per le pensioni anticipate contenute nella legge di bilancio 2017: Ape sociale e precoci. L’Inps ha divulgato in tempi rapidissimi le relative circolari attuative e l’apparato per la raccolta delle istanze d’accesso alle due misure è già in funzione.

Chi avrà l’accesso all’Ape sociale potrà anche godere del bonus di 80 euro, a cui, invece non hanno diritto i pensionati. Ciò è dovuto alla natura stessa dello strumento, che è un’indennità ponte che conduce alla pensione. “L’Ape sociale  è una rilevante innovazione nel nostro welfare”, ha affermato spiegato Stefano Patriarca, uno dei consiglieri economici di Palazzo Chigi. Il Giornale ha segnalato che per potere accedere all’Ape sociale e conservare il diritto all’assegno bisogna essere residenti in Italia, quindi bisognerà attendere la pensione “ufficiale” per potersi trasferire, eventualmente, all’estero.

Pensioni ed  aspettativa di vita.

Uno degli aspetti che influenzano le leggi sulle pensioni è l’aspettativa di vita. Come riportato dal Corriere della Sera potrebbero essere  in vista dei cambiamenti decisivi. I tecnici del Governo sono al lavoro per un ritocco dell’età pensionabile. Dopo l’estate potrebbe essere emanato un decreto che stabilirà una nuova età minima necessaria per andare in pensione, con l’asticella rivolta verso l’alto. Il parametro preso come riferimento per l’età pensionabile è l’aspettativa di vita e, secondo i dati a disposizione dei tecnici del Ministero dell’economia, la speranza di vita dopo i 65 anni si sta allungando. A partire dal 2019 potrebbero servire 67 anni per poter andare in pensione, contro gli attuali 66 anni e 7 mesi. L’ultima parola, però, spetta alla politica.

Pensioni anticipate, Ape sociale e speranza di vita.

L’Ape sociale è una misura di carattere sperimentale valida fino al 2018, Se il Governo pensasse di renderla strutturale, con l’aumento dell’età pensionabile a 67, rimarrebbe una valida soluzione per accedere prima alla pensione e ridurre gli effetti dell’ulteriore slittamento dell pensionamento. Il nodo è, come sempre, quello del reperimento delle risorse.

Pensioni anticipate: Ape sociale e comparto scuola.

Le pensioni anticipate sono un argomento di grande interesse anche per il comparto scuola.  Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, le agevolazioni pensionistiche dell’Ape sociale, spettanti a chi svolge un lavoro usurante, vanno estese e tutti i livelli d’insegnamento. “Il problema non è di facile soluzione. Perché, sullo sfondo, rimane sempre l’ingiusta esclusione degli altri livelli di docenza pubblica:il lavoro dei docenti è tutto ad alto rischio burnout. Il via libera che oggi, giustamente, è stato dato ai maestri della scuola dell’infanzia deve essere esteso anche ai colleghi della primaria e secondaria, di primo e secondo grado”, ha precisato.

“Sull’Ape volontaria, invece, con i lavoratori chiamati a restituire fino a 500 euro al mese per vent’anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo pensionistico, continuiamo ad avere grossi dubbi”, ha sottolineato. “Non si tratta di proposte da accettare a occhi chiusi: stiamo parlando di un ammortizzatore sociale che il beneficiario dovrà pagare a carissimo prezzo. Non dimentichiamo che le pensioni attuali e future sono state già penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo: ridurle di un importo così importante significa portarle abbondantemente sotto i mille euro e sempre più vicino all’assegno sociale. Ovvero, lavorare e pagare contributi per quasi 40 anni, per poi ritrovarsi in mano poco più di chi non ha svolto nemmeno un giorno di lavoro”, ha aggiunto.

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