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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Pensioni, quattordicesima mensilità. Le ultime novità sulle pensioni e la quattordicesima mensilità sono state illustrate in una nota dell’Inca. Con la rata di pensione di luglio l’Inps provvederà al pagamento della quattordicesima ai pensionati che ne hanno diritto. Quest’anno, a seguito delle recenti modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2017, l’Istituto ha provveduto a ridefinire le platee dei beneficiari, rammentando che la prestazione economica è corrisposta ai pensionati con almeno 64 anni e con un reddito complessivo individuale fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (per il 2016 il reddito di riferimento è di 13.049,14 euro).

La legge di bilancio 2017 ha previsto un aumento dell’importo per i titolari con una pensione pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo e l’estensione del beneficio a quelli  con assegni compresi fra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo. Rispetto al 2016, l’allargamento dei requisiti ha aumentato il numero di beneficiari di 1,43 milioni di pensionati.

La quattordicesima è una somma aggiuntiva alla pensione corrisposta dall’Inps a luglio o a dicembre di ogni anno ed è stata introdotta dall’articolo 5, commi da 1 a 4, decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2007, n. 127. Il pagamento viene effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti.

Per coloro che perfezionano i requisiti entro il 31 luglio dell’anno di riferimento, la prestazione viene liquidata sulla rata pensionistica di luglio. Invece, per coloro che compiranno i 64 anni dal 1° agosto in poi, la prestazione economica verrà corrisposta con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre dell’anno di riferimento. L’Inca precisa che la quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in presenza delle condizioni prescritte dalla legge, e viene successivamente verificata sulla base dei redditi consuntivi non appena disponibili.

Pensioni e tasse: per Proietti vanno ridotte ai dipendenti ed ai pensionati.

In tema di pensioni e fisco, Domenico Proietti, segretario generale della Uil Proietti, ha affermato:”Le tasse in Italia bisogna ridurle innanzitutto a chi le paga: lavoratori dipendenti e pensionati”. Per il leader sindacale:”È iniqua, sbagliata ed anche un po’ curiosa la proposta del Ministro Calenda di tagliare le tasse solo alle imprese perché questo costerebbe meno”, mentre , “un taglio significativo delle imposte a lavoratori e pensionati sarebbe un’altra importante spinta alla ripresa dei consumi interni che, come sottolineato nel recente rapporto Istat, è alla base della crescita del Pil degli ultimi mesi”.

Per la Uil questa è la priorità da affrontare nella prossima legge di bilancio. La riforma fiscale e una svolta nella lotta all’evasione sono l’unico modo per promuovere una crescita più sostenuta della nostra economia.

Rivalutazione delle pensioni e blocco della perequazione. I possibili scenari.

Uno dei nodi da sciogliere sulla rivalutazione delle pensioni riguarda la legittimità del cosiddetto decreto Poletti, con il quale sono stati restituiti ai pensionati una parte degli arretrati per il 2012-2015, dopo che la Consulta ha dichiarato l’illegittimità del blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS (1443 € lordi nel 2015) per gli anni 2012 e 2013, stabilito dalla legge Fornero.

L’argomento è stato affrontato da Giuseppe Pellacani, avvocato e docente universitario di Diritto del lavoro su “le formiche.net”. “Se la Consulta dichiarerà l’illegittimità del decreto Poletti del 2015 l’Inps si troverà a dover rimettere nelle tasche di oltre 5 milioni di pensionati una cifra vicina ai 23 miliardi di euro e ad adeguare gli assegni pensionistici futuri”, ha osservato Pellacani, per il quale ” il decreto Poletti è palesemente illegittimo”.

Il prossimo 24 ottobre la Corte costituzionale tornerà ad occuparsi della vicenda e Pellacani ha esaminato i tre possibili scenari che potrebbero aprirsi:” La Corte conferma il proprio orientamento e dichiara costituzionalmente illegittimo il decreto Poletti. In tal caso il prossimo Governo si troverà nella difficilissima situazione di dover reperire la copertura per un debito enorme e che, per di più, lievita di giorno in giorno”.

Oppure:” Il collegio, ricorrendo ad una vera e propria acrobazia giuridica, salva integralmente il decreto Poletti. Certo, ritenere che la Corte debba per forza essere rigorosamente coerente con i propri precedenti e non possa contraddirsi, sarebbe troppo”. Il terzo scenario è quello che per Pellacani è più probabile:” La Consulta giunge ad una soluzione di compromesso, distinguendo tra il prima e il dopo decreto Poletti, ossia riconoscendo da un lato i diritti acquisiti dai pensionati per effetto della sentenza Sciarra (gli arretrati maturati dal 2012) ma facendo salve dall’altro lato le disposizioni del decreto Poletti per il periodo successivo all’entrata in vigore dello stesso”.

Pensioni anticipate, Ape sociale e precoci.

Per quanto riguarda l’Ape sociale e l’intervento sui precoci, due misure per le pensioni anticipate contenute nella Legge di Bilancio 2017, con la pubblicazione dei decreti sula Gazzetta Ufficiale e la divulgazione della relative circolari dell’Inps,  la procedura per la presentazione delle istanze d’accesso è attiva. Il direttore generale  dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha annunciato, come riporta il Messaggero, che è possibile che venga stabilita un’altra scadenza a fine novembre.

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