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Carceri e Giustizia, news. Orlando annuncia: Predisposto il piano per la prevenzione dei suicidi nelle carceri

Amnstia, indulto, Carceri, le ultime news. Nessuna novità sul fronte amnistia e indulto, mentre sul fronte carceri desta preoccupazione, come sottolinea Patrizio Gonnella di Antigone, la crescita del numero dei detenuti:”La popolazione detenuta cresce a ritmi preoccupanti. Siamo quasi a 57 mila detenuti. Erano 2 mila detenuti in meno solo 8 mesi fa. Erano 5 mila in meno due anni e mezzo fa. Va ricordato che nel 2013 l’Italia, a causa del sovraffollamento, fu condannata dalla Corte europea per i diritti umani per violazione dell’articolo 3 che proibisce la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. Antigone tra il 2010 e il 2013 sollevò con i propri ricorsi la questione davanti ai giudici di Strasburgo”. Il presidente di Antigone spiega che tra il 2010 e il 2013 con la loro associazione sollevarono con i propri ricorsi la questione davanti ai giudici di Strasburgo e che c’è il rischio di ritornare, in pochi anni, a quei numeri che in pratica significavano maltrattamenti generalizzati. Gonnella avverte che in quel caso, se necessario, non si tireranno indietro nel loro contenzioso.

Carceri e sovraffollamento, le ultime news ad oggi.

Le situazioni peggiori nel Lazio e in Campania. Confermato il trend del sovraffollamento nelle carceri. La conferma proviene dai dati aggiornati al 30 giugno messi a disposizione dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Su 50.241 posti regolamentari, risultano 56.919 detenuti. Ciò significa che abbiamo una eccedenza, rispetto alla capienza regolamentare, di ben 6678 detenuti. Altro dato, questa volta positivo, è l’aumento dei posti disponibili di 172 unità rispetto al mese precedente. Damiano Aliprandi su Il Dubbio sottolinea la situazione delle carceri italiane, dato denunciato da tempo dall’esponente del Partito Radicale Rita Bernardini, confermato in seguito dal capo del Dap Santi Consolo durante un’intervista ai microfoni di Radio Carcere e ribadito dal rapporto annuale del Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Mauro Palma: l’alto numero di camere o sezioni fuori uso, per inagibilità o per lavori in corso, che alla data del 23 febbraio scorso erano pari al 9,5 per cento. Cioè parliamo di circa 4.700 posti non disponibili. Questo vuol dire che il dato reale del sovraffollamento potrebbe essere maggiore rispetto ai dati ufficiali.

Nel frattempo dai dati diffusi dal ministero della Giustizia si evince che nella sola regione del Lazio abbiamo un sovraffollamento di 1.008 detenuti. Il carcere di Regina Coeli è tra i più a rischio con 299 detenuti in più. A seguire Rebibbia con 252 detenuti oltre la capienza regolamentare e Viterbo con 187 detenuti in più. Ma ci sono anche Velletri (+ 161); Cassino (+ 94); Frosinone (+ 51); Civitavecchia (+ 86); Latina (+ 55) e Rieti (+ 70). La situazione più difficile per quanto riguarda il sovraffollamento si registra in Campania, più specificatamente nel carcere di Poggioreale con una presenza di 545 detenuti in più, a seguire c’è il carcere di Secondigliano con 318 detenuti in eccedenza. Questo situazione potrebbe aggravarsi ad agosto, quando i magistrati di sorveglianza andranno in ferie e non potranno concedere eventuali misure alternative, vero antidoto al sovraffollamento.

Carceri, braccialetto elettronico: le ultime news.

Molto si è discusso in questi giorni del problema della mancanza di braccialetti elettronici. Il tema del ricorso al braccialetto elettronico si inserisce in quello più ampio del sovraffollamento delle carceri italiane. Al momento, nei nostri istituti penitenziari si trovano 57.350 detenuti, contro i 44 mila posti previsti sulla carta.”La possibilità di concedere i domiciliari con il supporto della sorveglianza elettronica contribuisce sicuramente ad alleggerire le condizioni all’interno delle nostre carceri – osserva Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria. Bisognerebbe incrementarli e invece non ce n’è mai abbastanza. Non c’era certo bisogno della mancata scarcerazione di detenuti eccellenti come Diele e Romeo per sapere che le dotazioni dei braccialetti è ampiamente insufficiente rispetto alle reali necessità”.

Capece è convinto che “le prigioni rimangono piene di persone che invece potrebbero da subito scontare la pena sul territorio.
Il dramma di questo Paese – accusa – è che nessuno mai paga per questi sprechi e per questi errori. E nel frattempo in carcere proliferano le tensioni che spesso mettono in crisi il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria. Fino a situazioni estreme come il suicidio”. Il problema dell’indisponibilità del braccialetto elettronico, del resto, è finito anche all’esame della Corte di Cassazione, sia nel 2015 che alle Sezioni Unite nel 2016. Secondo la Cassazione la mancanza dell’apparecchio di sorveglianza non può determinare la temporanea permanenza in carcere dell’indagato poiché non si tratta di “una prescrizione che inasprisce la misura” ma solo di una modalità di controllo. Di qui la convinzione che una volta valutata adeguata la misura cautelare dei domiciliari “l’applicazione ed esecuzione di detta misura non può essere condizionata da eventuali difficoltà di natura tecnica e/o amministrativa”. Di fatto spetta al giudice considerare la possibilità dei domiciliari senza il braccialetto elettronico o la permanenza in carcere in attesa che esso sia a disposizione.

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