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Riforma pensioni, oggi 23 ottobre 2017: Ape sociale e volontaria, pensioni anticipate e minime, legge di Bilancio

Riforma pensioni, oggi 10 luglio 2017, le ultime news. Le ultime news sulle pensioni vengono rilasciate dal segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, che commenta le dichiarazioni del presidente dell’Istat Alleva, sull’età pensionabile ed il meccanismo dell’aspettativa di vita: “Le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Istat Alleva relativamente all’innalzamento della speranza di vita, e quindi dell’età pensionabile, di cinque mesi, rafforzano l’esigenza che il governo intervenga per bloccare gli automatismi che porterebbero dal 2019 al pensionamento a 67 anni”. Roberto Ghiselli sottolinea: “Tale richiesta è stata formulata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil nell’incontro di martedì scorso al ministero del Lavoro, e – annuncia – verrà ribadita nell’iniziativa nazionale unitaria del prossimo 13 luglio”. Intanto, domani martedì 11 luglio 2017 ci sarà il nuovo confronto tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni.

Riforma pensioni e disparità di genere, le ultime news ad oggi 10 luglio 2017.

Sul fronte pensioni e disparità di genere, all’esito della presentazione pochi giorni fa dell’indagine conoscitiva su “L’impatto in termini di genere della normativa previdenziale e le disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra uomini e donne” l’onorevole Davide Baruffi ha così dichiarato in un post:”#Pensioni e impatto di #genere: presentiamo l’indagine condotta dalla Commissione Lavoro che evidenzia come le donne, discriminate nel mercato del lavoro nel corso di tutta la vita, lo siano conseguentemente e successivamente nel trattamento previdenziale. Da qui gli spunti per correggere alcune distorsioni nei prossimi provvedimenti, a partire dalla legge di bilancio”.

Anche l’onorevole Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione lavoro alla Camera, ha pronunciato queste parole a margine della presentazione dell’indagine conoscitiva sulle disparità di genere in ambito pensionistico:”Anche se una legge vieta le differenze di genere in termini di trattamento (uomo-donna), ebbene, nel mondo del lavoro e delle pensioni, purtroppo esistono ancora e il nostro Paese non ne è esente. Le Donne lavorano di più ma sono maggiormente penalizzate. Abbiamo concluso una importante indagine conoscitiva su queste problematiche e ci siamo promessi di poter individuare una via comune per sanarle″.

Riforma pensioni e riscatto anni di laurea, la proposta del sottosegretario Baretta.

Il riscatto della laurea a carico della fiscalità generale . Questa la proposta avanzata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, spiegata ieri alla platea dei Giovani democratici in occasione dell’iniziativa ‘Facciamolo sapere’, assemblea della rappresentanza studentesca dei Gd.«L’ipotesi è fiscalizzare il periodo contributivo legato allo studio universitario e post-laurea – aveva spiegato Baretta lo scorso aprile, durante la presentazione della proposta al convegno ‘Preservare le generazioni future‘ promosso dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti – ovviamente a certe condizioni, come ad esempio che gli studi siano conclusi nei tempi».

«E’ una mia proposta di lavoro – aveva aggiunto – che può anche avere il vantaggio di incentivare i giovani a laurearsi. Si tratterebbe di una copertura figurativa che anticipa il lavoro”. In sostanza Baretta, al fine di consentire il raggiungimento dell’età pensionistica in anticipo rispetto ai tempi, propone di fiscalizzare i contributi corrispondenti agli anni di studio per il conseguimento della laurea. L’idea nasce dall’esigenza di evitare una differenza penalizzante fra quanti hanno iniziato a lavorare e a versare contributi dopo il 31 dicembre 2015 – che andranno in pensione con il metodo contributivo – e quanti hanno iniziato prima, beneficiando del metodo retributivo».

Riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all’università.

Il riscatto di laurea gratis per coloro che dal prossimo anno si iscriveranno all’università, secondo il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, permetterebbe agli studenti che si immatricolano nel 2018 e negli anni successivi di richiedere il riscatto di laurea gratuito. L’intenzione è proprio quella di introdurre la nuova misura nella prossima Legge di Bilancio dopo aver verificato la sua sostenibilità finanziaria tramite i dati dell’Inps. Una proposta – spiega all’AdnKronos una fonte vicina al sottosegretario – emersa dall’analisi delle criticità legate al mercato del lavoro e fondata su un duplice obiettivo: favorire l’istruzione dei giovani italiani (l’Italia è penultima per la percentuale di laureati in Europa) e anticipare le pensioni future delle giovani generazioni, penalizzate da crisi economica e carriere discontinue.

La proposta avanzata da Baretta, infatti, permetterebbe ai cosiddetti ‘Millennials’ che hanno concluso gli studi nei tempi stabiliti di ricevere dallo Stato dei contributi figurativi per il periodo durante il quale hanno frequentato l’università. L’ipotesi del riscatto di laurea gratis è solo l’ultima delle proposte dedicate alle giovani generazioni annunciate nell’ambito della cosiddetta ‘Fase 2’ del capitolo previdenza. Sul tavolo della discussione tra governo e sindacati vi sono anche l’introduzione di un assegno minimo pensionistico ai nati dopo gli anni ’80 e la possibilità di un taglio del cuneo fiscale selettivo per i giovani su scala nazionale.

Inps, le ultime novità ad oggi 10 luglio 2017: la guida di supporto alla navigazione.

Intanto, l’Inps per venire incontro alle esigenze della particolare utenza rappresentata dai titolari di trattamenti previdenziali o assistenziali di importo basso, ha realizzato una breve guida che consente loro di verificare se possono aver diritto a trattamenti integrativi della pensione, erogabili d’ufficio o a domanda, o a detrazioni fiscali. E’ quanto si legge in una nota dell’Istituto di previdenza. La Guida suggerisce il percorso di navigazione ed uso dei contenuti e servizi, presenti nel portale Inps, più utili ai titolari di trattamenti previdenziali o assistenziali di modico importo, con suggerimenti per controllare e gestire la propria pensione e conoscere i propri diritti ed obblighi: dalla verifica mensile dell’importo della propria pensione e delle eventuali variazioni alla dichiarazione reddituale annuale, dai diritti alle integrazioni e maggiorazioni della pensione o ai trattamenti di famiglia alla detassazione delle pensione per i residenti nei Paesi con cui l’Italia ha siglato specifici accordi.

La Guida è pubblicata sul sito Internet, menu “Inps comunica”, scaricabile in formato pdf, ma è stata resa disponibile anche per il personale degli URP e del Contact Center e per gli intermediari dell’Istituto – che rappresentano i principali canali di accesso ai servizi per gli utenti più fragili, non avvezzi all’utilizzo delle tecnologie informatiche – quale strumento di supporto consultabile e stampabile per informare ed orientare gli utenti.

Pensioni agricole, ultime news. Agricoltori sotto soglia Ue, urgente revisione sistema

In Italia Imprenditori agricoli professionali (Iap) e Coltivatori diretti sono circa 458 mila, dei quali l’89% non maturerà una pensione superiore a 600 euro al mese. La media però è notevolmente più bassa (400 euro mensili), con punte minime di assegni da 276 euro. Servono pensioni più dignitose per gli agricoltori italiani, ad oggi molto più basse di quanto previsto dall’Europa con una media di 400 euro al mese. Una situazione che spinge molti produttori anziani a continuare l’attività, frenando di fatto il ricambio generazionale nei campi. La denuncia arriva dalla Cia-Agricoltori Italiani della Toscana e di Livorno che insieme alle Anp regionale e livornese hanno promosso – a Rosignano Solvay (Li) il convegno dal titolo “1957-2017, 60 anni di previdenza agricola. La storia, il presente, il futuro nelle pensioni degli agricoltori”. Convegno che ha visto numerose presenze da tutta la Toscana che è stato coordinato da Alessandro Del Carlo, presidente Anp Toscana. Fra gli interventi quello di Manola Pizzi, vicepresidente Anp Toscana che ha ripercorso la storia della previdenza agricola come una storia di una grande conquista sociale.

Pensioni agricole, le ultime news del presidente Cia Toscana Luca Brunelli.

«Abbiamo voluto questa iniziativa – ha commentato il presidente Cia Toscana Luca Brunelli – per celebrare nel migliore dei modi i 60 anni dell’istituzione della previdenza agricola. E’ stata in quel momento una conquista fondamentale, e oggi a Rosignano ne abbiamo ricordato le tappe principali. Oggi – ha detto Brunelli – l’azienda agricola è chiamata a fare qualità, investimenti e essere presente sui nuovi mercati. In questo senso si spinge giustamente sul ricambio generazionale, ma l’imprenditore agricolo rischia di andare in pensione con 276 euro al mese, ovvero con un reddito inferiore di 3-4 volte rispetto ai miei dipendenti. Una stortura che va corretta. E’ necessario invitare al ricambio generazionale ma devono esserci situazioni previdenziali dignitose, con servizi garantiti nelle aree rurali, banda larga e infrastrutture che permettano di vivere e di lavorare»

In Italia Imprenditori agricoli professionali (Iap) e Coltivatori diretti sono circa 458 mila, dei quali l’89% non maturerà una pensione superiore a 600 euro al mese. La media però è notevolmente più bassa (400 euro mensili), con punte minime di assegni da 276 euro. Si tratta di condizioni intollerabili che richiedono una revisione urgente del sistema pensionistico nazionale. D’altra parte – hanno spiegato Cia e Inac durante i lavori – l’incidenza vera della spesa pensionistica sul Pil è pari al 10,7%, al contrario di quanto sostenuto da più parti. Le entrate superano i 183 miliardi di euro, con un saldo positivo di 14 miliardi. Questi dati dimostrano che esistono i margini per aumentare le pensioni e che c’è la copertura finanziaria per l’adeguamento progressivo dei minimi di pensione al 40% del reddito medio nazionale come previsto dalla Carta Sociale Europea (650 euro mensili).

Pensioni agricole, urgente una riforma del sistema pensionistico!

«Con le riforme Amato, Dini e poi Fornero vengono sottratti ai pensionati quasi 900 miliardi di euro. Grazie alle nostre battaglie, qualcosa si è mosso con la legge di Stabilità 2017. E’ ancora troppo poco – ha evidenziato Cinzia Pagni vicepresidente Cia e presidente Cia Livorno -, è sotto chi occhi di tutti come il sistema pensionistico italiano debba essere fortemente riformato. Un processo che non è più rinviabile, perché gli italiani che vivono sotto la soglia di povertà sono quasi 5 milioni. E tra le categorie che stanno peggio, ci sono senza dubbio gli agricoltori che, tra l’altro, vivono nelle aree interne e rurali dove già scarseggiano welfare e servizi. Con queste premesse non ci si può certo stupire che stenti il turn-over nei campi, con l’ingresso degli under 40 nel settore fermo sotto il 6%. Le aziende over 65 appresentano il 40% del totale. Il settore più anziano del mondo, a fronte di 200 mila potenziali aspiranti agricoltori tra i giovani disoccupati».
Intanto la petizione organizzata da Anp ha portato ha risultati importanti: «Intanto – ha ricordato Enrico Vacirca, segretario regionale Anp Toscana – abbiamo ottenuto la quattordicesima mensilità per i pensionati sotto i mille euro mensili; l’aumento, seppur lieve, per coloro che già godono della 14esima; l’innalzamento a 8.125 euro l’anno della no tax area; l’aumento della dotazione finanziaria per i servizi sociali, sanitari e la non autosufficienza.

E la definizione dei nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza). Ma stiamo ancora lottando – ha aggiunto Vacirca – per l’aumento degli importi minimi di pensione a 650 Euro mensili (pari al 40% del reddito medio nazionale, nel rispetto degli standard europei); per l’armonizzazione del carico fiscale sui pensionati con quello sul lavoro dipendente».«Non ci attendiamo grandi cose in questo scorcio di legislatura – ha detto Corrado Tei, direttore regionale Inac Toscana -, ma certamente ci aspettiamo una presa di posizione determinata da parte dei parlamentari in carica, al fine di dare un’effettiva e concreta risposta alle urgenti e pressanti attese dei lavoratori interessati, domani pensionati. Servono dignità ed uguaglianza, due parole che pur nella complessità della situazione economica, non possono certo passare inosservate».

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