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Amnistia, indulto, carceri e detenuti: le ultime news ad oggi 28 agosto 2017!

Amnistia, indulto, carcere, le ultime news ad oggi 11 luglio 2017. Il giornalista de Il Dubbio Damiano Aliprandi, in un post su Facebook pubblicato sulla pagina dell’esponente dei Radicali Rita Bernardini, sottolinea l’importanza e l’urgenza di addivenire all’emanazione dei decreti attuativi relativi alla riforma dell’ordinamento penitenziario da poco approvata. Nell’ultima parte del post Aliprandi rimarca:”L’unico barlume di speranza è la riforma dell’ordinamento penitenziario recentemente approvata. Però devono essere emanati al più presto i decreti attuativi, altrimenti è carta straccia. Come al solito, l’unico movimento politico che lotta affinché lo si faccia subito, è quello radicale. Rita Bernardini aveva intrapreso lo sciopero della fame per fare pressione al parlamento e ci stava rimettendo anche le penne. Ha annunciato che lo riprenderà ad agosto. Ecco, mi auguro che il ministro Orlando si attivi al più presto, anche per evitare che Rita intraprenda uno sciopero della fame che non le farà bene visto che dovrà essere operata”.

Carceri: le ultime news da Rita Bernardini dei Radicali.

Intanto, l’esponente dei Radicali, ricoverata in una clinica di Roma da qualche settimana, ieri collegandosi su Facebook ha rassicurato i suoi sostenitori sulle sue condizioni di salute ed ha ricordato l’appuntamento in Sicilia per la prossima Carovana della Giustizia. Queste le parole della Bernardini: “Arieccomi! Torno ad aprire Facebook dopo tre settimane e qualche guaio di salute. Ringrazio tutte e tutti per il modo davvero affettuoso in cui mi siete stati vicino. Ora sto molto meglio, pronta per la #carovanaxlagiustizia in Sicilia e per il Grande Satyagraha collettivo di metà agosto per l’effettiva Riforma dell’Ordinamento Penitenziario, ora solo sotto forma di titoli che devono concretizzarsi in articolato attraverso i decreti delegati che il Governo deve emanare prestissimo. Il rischio concreto, infatti, è che finisca nel nulla tutto il lavoro che abbiamo fatto insieme per rendere costituzionale la pena. #carcere #partitoradicale #radioradicale #giustiziagiusta #amnistia #Pannella”.

Gli obiettivi del Partito Radicale sul fronte carceri, giustizia, amnistia.

Ricordiamo che i Radicali, ed in particolare Rita Bernardini, sono sempre in prima linea a combattere le battaglie per l’amnistia e la riforma dell’ordinamento penitenziario. Lo scorso mese, a tal proposito, dal Carcere romano di Rebibbia, si è tenuta la “Carovana per la Giustizia“, del Partito Radicale verso la Calabria. Gli obiettivi erano quattro: raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere (oggi sono state superate le 35000 firme delle 50000 necessarie per poter far discutere al Parlamento la proposta di legge volta a separare la carriera dei giudici e dei pubblici ministeri); 3000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella; amnistia e indulto come riforme obbligate per l’immediato rientro dello Stato nella legalità costituzionale italiana ed europea, premessa indispensabile per una Giustizia giusta; superamento del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo.

Carceri, ultime news. Il tour della Fp Cgil per le carceri pugliesi.

Sul fronte carceri, segnaliamo che il tour della Fp Cgil per le carceri della Puglia si è concluso con la visita alla casa circondariale di Brindisi. La delegazione composta da Stefano Branchi per la segreteria nazionale e Patrizia Stella per la segreteria territoriale Fp Cgil è stata accompagnata dal comandante e ha visionato dall’interno le condizioni del personale di polizia penitenziaria e dei detenuti.”Su un organico di 161 – commentano dal sindacato – sono presenti 129 unità. Si registra, dunque, una importante carenza di organico. Ciò nonostante 20 unità continuano ad essere distaccate presso altre Case Circondariali limitrofe con la conseguenza che le unità presenti per poter accedere agli istituti contrattuali (ferie, permessi, eccetera) sono sottoposte a turnazioni di 8 ore anziché 6 ore.

Questo si traduce in un peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita in quanto, la maggior parte di loro sono pendolari, anche di lungo raggio, e impiegano mediamente due ore al giorno in viaggio per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa”. Inoltre, non potendo usufruire di una caserma agenti all’interno dell’Istituto, il personale di polizia penitenziaria è privato di una serie di servizi connessi. “L’età media, abbastanza elevata, complica il quadro della situazione – prosegue la nota – tanto da rendere assolutamente improcrastinabile un intervento di potenziamento dell’organico per la garanzia e la sicurezza del personale in servizio e della popolazione detenuta.
Si conferma una valutazione positiva sul fronte della stabilità della struttura e delle condizioni di igiene generali anche se alcune postazioni di servizio mancano del comfort e degli elementi basilari come previsti dalla vigente normativa in materia di sicurezza. Sul punto la delegazione si è riservata di fare ulteriori approfondimenti al fine di rendere più vivibili le condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria. Anche per il reparto sanitario si conferma la carenza di personale infermieristico e di supporto”.

Carceri e pene: reinserimento e rieducazione dei detenuti.

Interessante iniziativa quella organizzata a Monza e che coinvolge una rete inter-istituzionale tra tribunale, Procura, Camera di commercio, Assolombarda, Afol, gli ordini professionisti e carcere per spiegare perché assumere un detenuto conviene. Un progetto pilota di cui si è parlato allo Sporting Club. Un tavolo di lavoro tra le associazioni, una rete inter-istituzionale che coinvolge tribunale, Procura, Camera di commercio, Assolombarda, Afol, gli ordini professionisti e carcere, per promuovere la conoscenza delle possibilità lavorative offerte dal carcere. Di questo si è parlato durante un convegno che si è svolto pochi giorni fa nella sede dello Sporting Club. Un evento che è stato l’ultimo atto di un percorso portato avanti dalla Camera penale di Monza, dall’Ordine degli avvocati e da un team di magistrati, che ha dato la possibilità ai detenuti della casa circondariale di Monza di raccontare le proprie richieste e necessità una volta ultimata la pena. È emersa così l’urgenza del lavoro e dell’acquisizione di professionalità come elemento fondamentale per un autentico riscatto sociale, prima e dopo la scarcerazione.

Politiche di Lavoro e reinserimento per i detenuti.

L’obiettivo è quello di stilare un protocollo ufficiale che permetta alle aziende e ai commercianti del territorio di conoscere quali possono essere i vantaggi messi a disposizione di chi scegli di assumere lavoratori detenuti. Presenti tra gli altri anche Daniele Trezzi, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Monza e Brianza, e Federico Ratti, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Monza. “Si tratta di un progetto innovativo mai avviato in altri istituti in Italia – ha spiegato la direttrice della casa circondariale, Maria Pitaniello – è stata un’evoluzione del percorso avviato con la magistratura e gli avvocati, e penso che il territorio risponderà positivamente ai nostri inviti alla collaborazione. Il mio è un appello alla sensibilità e al buon senso, e sono certa che qualcosa si muoverà”. L’idea, dunque è quella di creare una rete istituzionale composta da diversi interlocutori, che giochi un ruolo di garanzia per superare timori e diffidenze dei datori di lavoro nel momento in cui decidono di assumere un detenuto nel proprio organico.

“Solitamente l’imprenditore o il commerciante che approcciano per la prima volta il mondo del carcere lo fanno con una certa diffidenza, nonostante i notevoli vantaggi economici, fiscali e contributivi previsti – aggiunge Emanuele Mancini, magistrato della sezione penale di Monza, membro del gruppo di lavoro – l’obiettivo è limare questa diffidenza e creare un rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendente detenuto, in modo tale che il detenuto che ha concluso la pena riesca a reinserirsi, con un vantaggio per tutta la comunità con l’abbattimento del rischio di recidiva”.

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