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Riforma pensioni oggi 18 novembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate e complementari, lavori gravosi

Riforma pensioni, oggi 11 luglio 2017. Sul fronte pensioni oggi ci sarà il nuovo incontro tra governo e sindacati per discutere della riforma delle pensioni. La ripresa del confronto tra governo e parti sociali sulle pensioni è stato l’oggetto dell’intervista rilasciata dal segretario confederale Cgil, Roberto Ghiselli, a Italia parla, la rubrica di RadioArticolo1. “Stiamo gestendo la cosiddetta fase due del negoziato, che dovrebbe mettere mano a cose importanti per noi – come la pensione di garanzia per i giovani, la flessibilità in uscita, il legame tra pensionamento e aspettativa di vita, la previdenza integrativa, il lavoro di cura -. Il ritardo con cui il governo sta aprendo il tavolo e la prossimità di alcuni adempimenti, come la legge di bilancio 2018 e la fine della legislatura, ci fa dire che c’è bisogno di un’accelerazione. È ora che l’esecutivo scopra le sue carte dicendo cosa pensa di questi argomenti”.

Riforma pensioni e fase due, le ultime news di Roberto Ghiselli ad oggi 11 luglio 2017.

“È passato un anno dall’inizio della trattativa, caratterizzata dalla difficile fase uno, anch’essa gestita con tantissimo ritardo: basti ricordare i decreti attuativi per l’Ape sociale e volontaria, arrivati a pochi giorni dalla scadenza della domanda. Per non parlare del lavoro precoce, i cui lavoratori direttamente interessati hanno avuto bisogno di chiarimenti perché vi erano dei deficit interpretativi. I ritardi si sono accumulati per varie ragioni e stanno provocando anche alcuni disagi. Quello che è certo è che non possiamo accettare ulteriori dilazioni di tempi e risposte”, ha continuato il dirigente sindacale. “Inizialmente, quello del 4 luglio era concepito come un incontro tecnico per approfondire due temi: la pensione contributiva di garanzia per i giovani e la previdenza complementare.

Poi, è evidente che quell’incontro è assunto una connotazione anche politica, dopo due mesi di mancata comunicazione, e abbiamo colto quell’occasione per anticipare la nostra richiesta di sospendere gli adeguamenti automatici dell’età pensionabile, in particolare alla luce della comunicazione Istat che ha registrato un dato di cinque mesi d’innalzamento della speranza di vita a 65 anni. Ciò vuol dire che l’impatto sarebbe pesantissimo sulle prospettive pensionistiche, perché passeremo da 66 anni e 7 mesi a 67 anni per poter andare in pensione di vecchiaia e addirittura 43 anni e 3 mesi per poter accedere alla pensione anticipata. Ci sono tante ragioni per bloccare questo meccanismo infernale, altrimenti le persone fra un po’ di anni in pensione non ci andranno più″.

Legge Fornero sulle pensioni ed età pensionabile, le ultime news di Roberto Ghiselli.

“L’innalzamento dell’età pensionabile attuato con la riforma Fornero è stato così repentino per cui se si continua a incrementare l’età in base alla speranza di vita avremo problemi grossi dal lato occupazionale”, ha aggiunto l’esponente Cgil.“Oltretutto, sempre l’Istat, segnala un ulteriore allargamento della disoccupazione giovanile, mentre gli unici che continuano a rimanere al lavoro sono gli ultracinquantacinquenni. Si continua a ragionare come se l’aspettativa di vita fosse uguale per un lavoratore edile e un docente universitario: è un altro punto che dovremo affrontare nella fase due, nel quadro di una diversificazione anche della speranza di vita dell’età pensionabile in base alla diversità del lavoro e della sua gravosità”, ha rilevato ancora Ghiselli.

Riforma pensioni e lavori di cura, le ultime news ad oggi 11 luglio 2017.

Un altro punto della nostra piattaforma riguarda il lavoro di cura. Giorni fa, la commissione Lavoro della Camera ha documentato il resoconto di un’indagine sulle ricadute di genere delle riforme previdenziali: da lì emerge un dato preoccupantissimo, ovvero che chi ha fatto le spese dell’ultima riforma sono soprattutto le donne. Per questo, noi pensiamo che debba essere riconosciuto questo tipo di lavori, che riguarda figli, persone con disabilità, anziani non autosufficienti, e chiederemo al governo se ci sia la possibilità di verificare e riconoscere con modalità tecniche che chi si è trovato in quelle condizioni abbia la possibilità di andare in pensione con qualche periodo di anticipo”, ha concluso il rappresentante della confederazione.

Pensioni, le ultime news di Cesare Damiano ad oggi 11 luglio 2017.

Intanto, oggi alle 13 si terrà presso la sala stampa della Camera una conferenza stampa dei presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, per chiedere al governo e al Parlamento “un impegno a rinviare strutturalmente l’adeguamento dell’età di pensione all’aspettativa di vita, che altrimenti la porterebbe a 67 anni a partire dal 2019”. “Questo è un tema molto sentito dai cittadini, che incide pesantemente sulle loro vite – affermano SacconiDamiano – fermi restando gli obiettivi di sostenibilità nel lungo periodo, un po’ di buon senso aiuterebbe la società a ritrovare fiducia nel sistema previdenziale, a partire dai giovani.”

Cesare Damiano ha ricordato in questi giorni anche la petizione di cui si fece portatore insieme ai membri della commissione lavoro alla Camera:”Insieme ai colleghi Pd della commissione Lavoro della Camera ho lanciato due anni fa una petizione di massa, che raccolse 50.000 firme, che aveva come titolo: agli anziani la pensione, ai giovani il lavoro. Quella petizione sosteneva la mia proposta di legge sulla flessibilità previdenziale e sui 41 anni di contributi necessari per andare in pensione, indipendentemente dall’età anagrafica. Quella battaglia alla fine convinse il governo e approdò nell’introduzione dell’Ape sociale e volontaria. Ritengo che favorire l’uscita anticipata verso la pensione, soprattutto per coloro che fanno lavori gravosi, debba diventare, non solo sperimentale come l’Ape fino al 2018, ma una misura strutturale del sistema, per aiutare, attraverso il turnover, l’ingresso pro-quota dei nostri giovani nei posti di lavoro. Questa battaglia è in corso e quindi ben vengano le parole del papa, che sostengono una linea di revisione profonda dell’attuale sistema pensionistico e del mercato del lavoro”.

Pensioni, le ultime news di Giorgio Alleva e di Marcello Pacifico.

Lavoro precario e pensioni al centro dell’audizione in Commissione Affari costituzionali della Camera del Presidente dell’Istat Giorgio Alleva che davanti ai deputati ha messo in evidenza i punti critici del lavoro atipico e delle frammentazioni delle carriere nelle giovani generazioni.  “Nonostante la ripresa dell’occupazione in atto, le condizioni del mercato del lavoro rappresentano un elemento di criticità per le storie contributive delle nuove generazioni, caratterizzate spesso da carriere lavorative discontinue e di bassa qualità e da un ingresso sul mercato del lavoro differito rispetto a quanto sperimentato dalle precedenti generazioni”, ha spiegato Alleva durante l’audizione.

Giorgio Alleva ha ricordato che i giovani rischiano di ritrovarsi in futuro con pensioni più basse. Secondo Marcello Pacifico, “l’importo dell’assegno di quiescenza sarà molto più vicino alla pensione sociale che agli ultimi stipendi percepiti. Quindi, per intenderci, in media stiamo parlando di pensioni sicuramente sotto i mille euro al mese”. “Viene allora da chiedersi, come faranno gli insegnanti, che è anche una delle categorie professionali a maggiore rischio burnout, a convivere con l’innalzamento progressivo dei parametri pensionistici. Il malessere è già evidente oggi, figuriamoci con questi parametri”, ha dichiarato in una nota il Presidente nazionale dell’Anief, per il quale “è sintomatico che in questi giorni chi ha potuto aderire all’Ape Social, pochi per la verità, almeno nella scuola poiché si è ristretta la possibilità ai soli maestri della scuola dell’infanzia, non ci ha pensato due volte. E si tratta di lavoratori di età attorno ai 63-64 anni. Come si farà a tenere duro fino a 70 e più anni rimane un mistero”, conclude Pacifico.

Pensioni, lavoro, le news di Annamaria Furlan.

Le ultime news sul lavoro, pensioni e fisco vengono fornite dal segretario generale della Cisl Annamaria Furlan, che, commentando i dati Barometro Cisl di giugno, dichiara: “Migliorare la qualità del lavoro, favorendo il lavoro stabile e ridurre la pressione fiscale a favore delle aree sociali medie e basse del lavoro dipendente, dei pensionati e del lavoro autonomo”. Ed aggiunge: “Il nostro Barometro nazionale mostra che bisogna migliorare le condizioni di vita delle famiglie, dando più spazio alla crescita, attraverso le due leve: la politica redistributiva e la riduzione della pressione fiscale a favore delle aree sociali medie e basse del lavoro dipendente, dei pensionati e del lavoro autonomo” precisa Furlan. “Occorre anche una ripresa degli investimenti pubblici, stornati dal calcolo del deficit, nell’ambito di un Piano di investimenti europei assai più efficace del Piano Junker”, sottolinea la segretaria generale della Cisl.

“Bisogna rafforzare i redditi dando più spazio alla contrattazione innovativa e alla partecipazione e lavorare per una coesione sociale che sostenga l’inclusione nel lavoro e nelle opportunità”. Inoltre, “serve anche una ragionata e intelligente politica industriale, che – sottolinea – scaturisca da una visione condivisa fra Governo e Parti Sociali sul posizionamento competitivo della manifattura italiana nel mondo e sulle strategie del suo sviluppo, del suo rafforzamento, della sua innovazione, della sua produttività che ogni attore, per il suo ruolo, dovrà gestire”.

Pensioni anticipate e Ape donna, le ultime news di Orietta Armiliato del CODS.

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate donne vengono fornite da Orietta Armiliato del gruppo Comitato Opzione Donna Social, che in uno degli ultimi post è tornata a sottolineare gli obiettivi e gli intendimenti del gruppo sul fronte del pensionamento anticipato delle donne. Ha così riaffermato la Armiliato: “Noi remiamo! Eccome se remiamo! Remiamo con vigore in direzione di quelli che sono i nostri obiettivi. Per chi ancora non avesse capito quali sono i propositi di questo Comitato e per chi continua a sostenere provocatoriamente e spocchiosamente che siamo un gruppo nato per osteggiare ed infastidire chi chiede la proroga al 2018 dell’Opzione Donna nonostante lo statuto residente nella sezione files, lo scopo pubblicato a lato della pagina, gli articoli e le interviste, i post e le relative discussioni, ripropongo i temi:1) Promuovere e sostenere azioni atte a fare in modo che possano essere riconosciuti e valorizzati i lavori di cura svolti atavicamente dalle donne #ledonnesonoincredito; 2) Ricercare l’uscita anticipata delle donne nell’ambito di una flessibilità rispetto alle norme vigenti anche a seguito della conclusa sperimentazione dell’istituto dell’Opzione Donna, attraverso la progettazione, lo studio, il sostegno all’ideazione di misure siano esse #opzioneApedonna o altre similari che si dovessero prospettare/concretizzare #lavorarePerlavorareCon; 3)Dare impulso alla possibilità di cumulare i contributi versati nelle diverse casse previdenziali in modo da poter consentire alle donne che lo desiderano di scegliere la misura dell’Opzione Donne (con i requisiti vigenti), così come è stato possibile per gli altri lavoratori a seguito della norma inserita in LdB2017 #sommiamoicontributidipiúcasse”.

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