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Carceri: oggi il ministro Orlando riceve Rita Bernardini e Deborah Cianfanelli del Partito Radicale!

Carceri e giustizia, i nuovi obiettivi di Rita Bernardini dei Radicali. Rita Bernardini è stata dimessa ed è ritornata nella sede del Partito radicale da qualche giorno. A Valentina Stella de Il Dubbio ha raccontato:«Sto molto meglio, davvero felice di essermi ripresa dopo l’ultimo sciopero della fame. Ho avuto una rete straordinaria di amiche e amici radicali che mi sono stati accanto minuto dopo minuto riempiendomi di attenzioni e affetto. E poi tanta sincera solidarietà da ogni angolo d’Italia. In una delle tre notti passate in terapia intensiva per via dell’infarto ho avuto un sogno agitatissimo; l’ho passata a “visitare” uno per uno i quasi 200 istituti penitenziari italiani… Insomma, continuavo ad avere ben presenti gli obiettivi dell’iniziativa nonviolenta e non avevo alcuna intenzione di mollare».

Carceri e giustizia: i prossimi obiettivi di Rita Bernardini.

Nell’intervista spiega gli obiettivi della nuova iniziativa ossia la “Carovana x la giustizia” in Sicilia:«Gli stessi della Carovana che abbiamo fatto in Calabria: raccolta firme per strada e nelle carceri sulla proposta di legge popolare dell’Unione delle Camere Penali sulla separazione delle carriere dei magistrati; dibattiti pubblici sulla giustizia trattando anche temi indiscussi e indiscutibili in quella regione, come la nostra opposizione all’ergastolo ostativo e al 41bis; raccolta di iscrizioni al Partito Radicale “nonviolento transnazionale transpartito”, argomento prioritario visto che il Congresso di Rebibbia ha posto l’obiettivo dei 3.000 entro il 2017, da ripetere nell’anno 2018, pena lo scioglimento di quello che Marco Pannella ha sempre definito come uno “strumento” che per essere utile deve camminare sulle gambe e sul contributo economico di persone che hanno a cuore la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani fondamentali», sottolinea la Bernardini.

Nell’intervista ha parlato anche del “Grande Satyagraha collettivo di metà agosto per l’effettiva riforma dell’Ordinamento penitenziario”. Si tratta «del proseguimento della lotta nonviolenta decennale di Marco Pannella per l’amnistia che portava tanti – ahinoi, anche dentro il mondo radicale – a manifestare chiari segni di insofferenza di fronte alla sua ostinazione. Pannella, impareggiabile nel coinvolgere la comunità penitenziaria e i massimi vertici istituzionali dello Stato, considerava quello della giustizia (con la sua infame appendice carceraria) il più grande problema sociale, civile e democratico del nostro Paese e, attraverso l’individuazione di questa chiave tutta politica, ha declinato e affrontato le tragedie del nostro tempo.

Si tratta semplicemente di proseguire il suo Satyagraha, per quel che possiamo senza di lui e cercando di attrezzarci al meglio. Un primo, immediato obiettivo è fare in modo che il governo emani i decreti attuativi del disegno di legge di Riforma dell’Ordinamento Penitenziario, altrimenti abbiamo solo la certezza che il lodevole lavoro messo in cantiere in questi anni dal ministro della Giustizia sul fronte di un’esecuzione penale che finalmente recepisca i principi costituzionali si tramuti in lettera morta: non possiamo permettercelo come Paese e, mi creda, faremo di tutto per scongiurarlo».

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