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Riforma pensioni oggi 12 novembre 2017: L.d.B 2018, incontro governo e sindacati, Ape, età pensionabile, AdV

Riforma pensioni 2017, ultime news ad oggi 13 luglio 2017. Il governo prende tempo sull’eventualità di bloccare l’automatismo con cui l’età pensionabile, per effetto delle aspettative di vita, potrebbe salire dal 2019 a 67 anni. L’incontro tra governo e sindacati infatti, non ha sciolto il nodo relativo alla volontà politica dell’esecutivo di intervenire sull’automatismo, almeno fino ad ottobre quando l’Istat pubblicherà i dati. “Al momento la discussione rischia di venire falsata dal fatto che ad oggi e fino ad ottobre non si conosce l’entità dello scostamento dell’aspettativa di vita”, avrebbe a quanto si apprende spiegato il consigliere di Palazzo Chigi, Marco Leonardi, al tavolo con i sindacati. Un nuovo passaggio tecnico è comunque previsto nelle prossime settimane mentre sarà con ogni probabilità calendarizzato per fine mese un nuovo round politico con i leader di Cgil Cisl e Uil.

Riforma pensioni, età pensionabile, aspettativa di vita: le ultime news di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi.

In questi giorni forte è arrivato l’appello al governo e ai parlamentari per evitare che l’età pensionabile venga ulteriormente alzata, modificando strutturalmente la normativa. A lanciarlo è la coppia composta da Cesare Damiano, presidente della Commisisone Lavoro della Camera (Pd), e Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato (Ap). “La nostra comune convinzione è lanciare un appello al governo e ai colleghi e alle colleghe di tutti i gruppi parlamentari al fine di arrivare al rinvio strutturale dell’adeguamento”, ha affermato Damiano nel corso della conferenza stampa di pochi giorni fa. “Abbiamo ritenuto che si stesse producendo una vera situazione emergenziale – ha dichiarato Sacconi – e pensato che fosse giunto il momento di porci come strana coppia con un appello ai colleghi e al governo affinché si assumano alcune decisioni tempestive”.

“In base alla normativa attuale, risalente al governo Monti e alla ministra del Lavoro Fornero – hanno spiegato i due parlamentari – a partire dal primo gennaio 2019 si dovrà andare in pensione a 67 anni, nel 2021 a 67 anni e 3 mesi, nel 2031 a 68 e 1 mese, nel 2041 a 68 anni e 11 mesi e nel 2051 a 69 e 9 mesi. L’innalzamento dell’età avviene in modo automatico in base alle aspettative di vita rilasciate dall’Istat, ed è sufficiente una nota congiunta dei direttori dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. In Europa, hanno sottolineato, non ci sono situazioni similari: in Austria l’età per la pensione è di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne; in Belgio e in Danimarca è 65 anni per tutti; nei Paesi Bassi 65 anni e 2 mesi; nel Regno Unito 65 anni per gli uomini e per le donne (ma a partire da novembre 2018); in Germania si arriverà a 67 anni solo nel 2029: una gradualità assente nella riforma Fornero. Secondo Damiano, è necessario “affrontare l’argomento fin d’ora, altrimenti entro fine anno basterebbe una circolare direttoriale. Il nostro appello è di affrontare tempestivamente in termini unitari questo argomento molto caldo, che riguarda la vita dei cittadini”, anche perché – ha aggiunto “è estremamente contraddittorio” che si sia fatta una battaglia per la flessibilità con l’introduzione dell’Ape e contestualmente si abbia un innalzamento automatico dell’età: “è un andamento a zig zag inconcepibile”.

“Realizzare un ulteriore allungamento – ha dichiarato Sacconi – ci sembra un atto di affievolimento del patto tra Stato e cittadino: quando è troppo, è troppo”. In passato si è parlato di “scale, scalini e scaloni – ha aggiunto – ma qui c’è solo un salto”. A essere penalizzate sono soprattutto le donne, “più degli uomini condannate alla pensione di vecchiaia mentre molti uomini possono cogliere l’opportunità dell’anzianità contributiva maturata”. Ma “percorsi lavorativi discontinui saranno caratteristica di tutti, non solo delle donne – ha fatto notare Sacconi – e quindi l’anzianità contributiva sarà sempre meno praticabile”. Le soluzioni sono diverse, ha spiegato l’ex ministro del Lavoro: l’adeguamento potrebbe avvenire a 5 anni, “oppure si può decidere che si salta un giro e si riprende più avanti”. In ogni caso, l’innalzamento in questo momento non appare “accettabile”. “Occorrono regole per tutti che devono essere rimesse alla logica umana, la logica tecnocratica ci ha portato oltre: ripeto, quando è troppo è troppo. Bisogna porre un paletto e aprire una discussione ampia”, ha ribadito Sacconi.

Riforma pensioni, le tematiche da affrontare nella fase due.

Dello stesso avviso la segretaria della Cgil Susanna Camusso:”Per noi è una questione fondamentale, è evidente che non si può procedere all’automatismo per l’età pensionabile, anzi, il tema è semmai ripensare all’allungamento che è anche un’ostacolo all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Abbiamo molto apprezzato che i presidenti delle due commissioni del lavoro di Camera e senato sostengano questa ipotesi, ed è anche l’occasione per sollecitare nuovamente il governo a rispondere e a dare concretezza al confronto sulla cosiddetta ‘fase due’ delle pensioni che viene continuamente dilazionata nel tempo”. Così la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, a margine della conferenza annuale di Confassociazioni, commenta l’appello dei presidenti delle commissioni, Damiano e Sacconi, per eliminare l’automatismo che porterebbero a 67 anni l’età pensionabile. “Non ci sono risposte dal governo – aggiunge – peraltro non è un tavolo tecnico quello che da delle risposte, si tratta di fare scelte politiche. Pare che in questo momento sul tema delle pensioni, al di la degli annunci, sembra che il governo non stia dicendo cosa intende fare, né per il futuro rispetto alla pensione di garanzia per i giovani, ne per il presente sul tema dell’aspettativa di vita”.

Riforma pensioni, le ultime news sull’assemblea unitaria di oggi giovedì 13 luglio di Cgil, Cisl e Uil.

Intanto, come ha sottolineato in un post Orietta Armiliato del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, oggi 13 luglio “è stata convocata un’assemblea unitaria di Cgil, Cisl e Uil per arrivare ad una sintesi di proposte da mettere sul tavolo negoziale con il Governo e che confermerà ed integrerà quanto al verbale siglato lo scorso 28 Settembre”. “Il tutto – ribadisce la Armiliato – sarà funzionale alla discussione che porterà le poste condivise sui tavoli delle Commissioni di Camera e Senato, tutte coinvolte nella stesura della bozza della Legge di Bilancio. La stessa inizierà quindi il suo iter ed arriverà , dopo i confronti, le discussioni, gli emendamenti, i passaggi alle camere e quant’altro, alla votazione finale. Solo a quel punto i vari articoli della bozza diventeranno a tutti gli effetti norme di Legge che saranno rese operative dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Auguriamo a Tutti un buon lavoro e seguiremo intendimenti e provvedimenti, passo dopo passo”, conclude la Armiliato.

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