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Papa Francesco, l'Angelus di oggi, 16 luglio 2017, in Piazza San pietro

Papa Francesco ha recitato la Santa Messa in Piazza San Pietro oggi, domenica 16 agosto 2017, nel giorno della Madonna del Carmelo. Il Papa ha pregato la Vergine perché ci aiuti a purificare il cuore e a custodire la presenza del Signore. Il Papa ha spiegato come il messaggio di Gesù arrivi dritto al cuore di ognuno: “Gesù, quando parlava, usava un linguaggio semplice e si serviva anche di immagini, che erano esempi tratti dalla vita quotidiana, in modo da poter essere compreso facilmente da tutti. Per questo lo ascoltavano volentieri e apprezzavano il suo messaggio che arrivava dritto nel loro cuore”. Gesù, infatti, non usava un linguaggio complesso che poteva giungere solo a pochi, ma usava un linguaggio semplice e quotidiano che facesse capire che la teologia di Dio non è complicata, ma è un messaggio d’amore.

Papa Francesco, l’Angelus di oggi, 16 luglio 2017: la parabola del seminatore. 

Oggi il Vangelo propone la parabola del seminatore, ed il seminatore è Gesù. Cristo non impone mai la sua parola, ma la propone, butta il seme. “Egli sparge con pazienza e generosità la sua Parola, che non è una gabbia o una trappola, ma un seme che può portare frutto. E come può portare frutto? Se noi lo accogliamo”, spiega Papa Francesco. “La parabola riguarda soprattutto noi: parla infatti del terreno più che del seminatore. Gesù effettua, per così dire, una “radiografia spirituale” del nostro cuore, che è il terreno sul quale cade il seme della Parola. Il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto, e tanto, ma può essere anche duro, impermeabile. Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada: non entra”.

Il Papa spiega poi come non cresce niente se buttiamo il seme sull’asfalto, ma ci sono dei terreni intermedi dove può crescere qualcosa. I terreni sono diversi, si va dai terreni sassosi, a quelli spinosi. “Un terreno sassoso è un terreno “dove non c’è molta terra”, per cui il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde. Così è il cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non “decolla” mai. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto. C’è poi l’ultimo terreno, quello spinoso, pieno di rovi che soffocano le piante buone. Che cosa rappresentano questi rovi? La preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza, così dice Gesù, esplicitamente. I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi. Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano nel suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porterà frutto, il seme non si svilupperà”.

 

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