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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Riforma pensioni, le novità di oggi 18 luglio 2017. Sul fronte pensioni ieri si è tenuto un incontro tra Tommaso Nannicini, il vicesegretario Maurizio Martina, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e il ministro Giuliano Poletti per discutere di rapporti tra generazioni e di riforma del sistema previdenziale. Una nuova occasione per confrontarsi su quanto fatto finora e per avviare il cantiere della “fase II”, tra pensione di garanzia e riforma del contributivo.

Pensioni anticipate e Ape social, le news ad oggi 18 giugno 2017.

Intanto, ottimi risultati ha ottenuto l’Ape, con un boom di domande. Sul fronte pensioni anticipate e Ape social, gli ultimi dati vengono diffusi dall’Inps che sottolinea che sono state presentate 66.409 domande per accedere all’Ape social e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci. Lo ha reso noto, comunicando i dati definitivi delle istanze inoltrate entro la scadenza di sabato 15 luglio. L’operazione Ape sociale e pensione “scontata” per i lavoratori precoci aveva preso il via sabato 17 giugno, dopo la pubblicazione online da parte dell’Inps della procedura sul suo sito internet. In totale le certificazione Ape Social sono state 39.777 le certificazione precoci sono state 26.632, per un totale di 66.409 richieste. L’Istituto ha spiegato che sono arrivate 39.777 richieste per l’indennità di Ape social e 26.632 per i lavoratori precoci. È stato così superato il tetto previsto per quest’anno, pari a 60.000 unità.

Pensioni e quattodicesima, le ultime news ad oggi 18 luglio 2017.

È arrivata la quattordicesima per i pensionati veneti. Circa 300 mila anziani (esattamente 291.276) della regione hanno ricevuto un assegno più ricco del solito, come rivela l’Inps stesso. Di questi 300 mila, oltre 107 mila l’hanno ottenuta per la prima volta, gli altri, che già la percepivano, hanno visto un aumento del 30%. Il tutto grazie all’accordo siglato in autunno fra sindacati e governo. Sono tantissimi, però, i pensionati veneti che, sicuri di aver diritto anche loro alla somma aggiuntiva, hanno contattato lo Spi Cgil e il patronato Inca per denunciare di non aver ricevuto nulla. “Decine di persone ci hanno contattato da tutte le province del Veneto – spiega Rosanna Bettella, responsabile previdenza dello Spi Cgil del Veneto– per chiedere lumi sulla propria quattordicesima, non avendola ricevuta. Con i nostri uffici stiamo seguendo le diverse posizioni. Per chi non ha ricevuto la quattordicesima pur avendone diritto andremo a chiedere all’Inps tramite una apposita domanda di provvedere al pagamento”.

Lo Spi Cgil del Veneto ricorda che prima dell’accordo dell’autunno scorso la somma aggiuntiva spettava agli over 64 anni con un reddito inferiore ai 9.786,86 euro lordi all’anno (corrispondenti a circa 750 euro lordi al mese). Da quest’anno arriva anche agli over 64 anni con redditi annui compresi fra i 9.786,86 euro lordi e i 13.049,14 euro lordi, ovvero a chi percepisce assegni che variano circa fra i 750 e i 1000 euro lordi al mese. “Dai nostri calcoli avevamo ipotizzato un numero leggermente più alto di beneficiari – continua Bettella – e in effetti le tante telefonate che stiamo ricevendo ci confermano che qualcuno non ha percepito il bonus anche se gli spettava. Bisognerà fare una verifica attenta perché un diritto è un diritto e perché sappiamo bene come questa piccola risorsa sia importante. La 14esima è stata una conquista del sindacato ancora nel 2007, con il Protocollo sul Welfare firmato allora con il Governo Prodi e Cesare Damiano come ministro. Conquista che abbiamo allargato a un numero maggiore di pensionati con il verbale di intesa del settembre scorso entrato poi nella legge di stabilità”.

Rosanna Bettella ricorda comunque che il bonus “va a incrementare le pensioni da contributi e non quelle assistenziali, per cui parlare genericamente di pensioni basse come fa qualcuno è fuorviante”. I patronati Inca Cgil e le leghe dello Spi Cgil su tutto il territorio regionale sono a disposizione dei pensionati per effettuare le necessarie verifiche e controllare se si rientri nei parametri per ricevere la quattordicesima mensilità.

Pensioni dei parlamentari, le ultime news ad oggi 18 luglio 2017.

Sul fronte pensioni dei parlamentari, il Movimento 5 Stelle ha chiesto la riforma delle pensioni dei parlamentari italiani, ma anche quella degli europarlamentari. L’iniziativa in ambito Ue non ha avuto gli esiti sperati. Laura Agea, Marco Valli, Laura Ferrara fanno infatti sapere in una nota che i coordinatori della commissione Giuridica hanno bocciato la proposta “di risoluzione per l’abolizione della pensione privilegiata degli eurodeputati”. “Noi vogliamo una pensione equa per gli europarlamentari e non privilegi della casta”, spiegano i pentastellati, ricordando di aver “rivolto un appello a tutti i gruppi politici per sostenere la nostra proposta e far vincere l’Europa dei cittadini. Ma Pd, Forza Italia, Lega Nord e tutti i parlamentari italiani, attraverso i loro gruppi politici al Parlamento europeo, hanno preferito mantenere un privilegio senza senso. Per noi era importante che l’europarlamento desse il buon esempio, ma per le altre forze politiche non è così”.

Riforma pensioni, legge Fornero, età pensionabile, le ultime news di Maurizio Sacconi.

Intanto, sul fronte pensioni, continua la battaglia per la riforma della legge Fornero. Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro al Senato, sul blog dell’Associazione amici di Marco Biagi, ha evidenziato come l’attuale delle pensioni previsto dalla legge Fornero penalizzi sia i giovani che gli anziani. “La rigidità del suo impianto è stata dimostrata dai provvedimenti di deroga che nei soli ultimi tre anni hanno richiesto coperture per quasi 20 miliardi per cui il Governo non può rifiutare ora il confronto”, aggiunge l’ex ministro del Lavoro, che torna a chiedere un rallentamento dell’aumento dell’età pensionabile, già promosso insieme a Cesare Damiano. Oltre a ciò, il Presidente della commissione Lavoro della Camera ritiene che sarebbe utile “incentivare fiscalmente e promuovere culturalmente il risparmio previdenziale e i versamenti volontari, sostenere i comportamenti socialmente meritevoli, rendere duttili, oltre una base minima, le età di pensione”.

Fondi pensione e PEPP, le ultime news ad oggi 18 luglio 2017.

Arriveranno sul mercato tra un anno, o poco più, per ora tra la fine di giugno e l’inizio di luglio la Commissione Ue ha formalmente approvato la creazione dei Fondi pensione europei, i cosiddetti Pepp (Pan European Personal Pension), definendo una prima proposta di regolamento che dovrà ordinare la vita del nuovo prodotto di previdenza complementare.

I Pepp offriranno più scelta ai lavoratori privi di un fondo negoziale, abbassando certamente gli attuali costi di offerta di banche e assicurazioni. In sostanza si tratta di un prodotto simile ai nostri Pip.S ono ormai tre anni che si parla di questo nuovo prodotto, su sollecitazione della Commissione nell’ambito del progetto di realizzazione dell’Unione dei mercati dei capitali (Cmu), attraverso la competenza dell’Eiopa (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali). Per l’Italia è stata Covip (la Commissione italiana per la vigilanza per il mercato dei fondi pensione) a sedersi al tavolo europeo. Ora la normativa è completa.

Un nuovo prodotto a capitalizzazione, che dovrà essere “trasportabile” in tutti i Paesi dell’Unione, e che sarà distribuito da banche, assicurazioni, fondi, intermediari finanziari. Attualmente, secondo i dati Ocse, solo il 27% degli europei in età compresa tra i 25 e i 59 anni si è iscritto a un piano pensionistico. Dotare il mercato di un prodotto “unico” su scala europea potrebbe offrire ottime possibilità di uniformare e confrontare le offerte nazionali. Governance e regimi fiscali dovranno essere i primi due elementi da armonizzare nei diversi mercati Ue.

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