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Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 3 settembre 2017

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 21 luglio 2017: si cerca di far luce sui suicidi avvenuti a distanza di poche ore. Si cerca di far luce sugli ultimi suicidi avvenuti all’interno delle carceri, negli ultimi giorni, nel giro di poche ore di distanza l’uno dall’altro. Il sostituto procuratore Fabio Del Mauro ha aperto un fascicolo a carico di ignoti: il reato ipotizzato è quello di istigazione al suicidio. Il detenuto di Montoro, in carcere per maltrattamenti in famiglia, si trovava in una precaria condizione psicologica, ed ha deciso di togliersi la vita utilizzando le lenzuola e le ha legate alle inferriate della sua cella. Il suicidio è avvenuto il giorno prima che venisse emessa la sentenza di primo grado. Marco D’Acunto, segretario della Cgil Funzione Pubblica, ha commentato l’estremo gesto: “Crediamo sia giunto il tempo per intervenire seriamente in un ambiente davvero delicato come un istituto detentivo. Non è più immaginabile gestire tale servizio senza investimento statale e con personale ormai stanco e sottorganico, costretto a lavorare in strutture insicure. L’amministrazione penitenziaria non può essere abbandonata a sé stessa. Gli agenti sono costretti a mangiare un panino perché il direttore non ha ritenuto avviare la procedura per l’acquisto dei buoni pasto sostitutivi come previsto dalla norma. Tra qualche giorno si vedranno sospendere il servizio idrico come ormai accade da qualche anno nelle notti d’estate”.

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news dal mondo del carcere. 

Si cerca di far luce anche sul suicidio avvenuto a Ferrara. La presidente di Arcigay Ferrara Manuela Macario ricorda come il detenuto, prima prima di togliersi la vita, fosse in evidente stato di agitazione, e con un post su Facebook si chiede, dunque, perché non sia stato chiamato il personale sanitario. “Quando una persona è in evidente stato di agitazione e le forze dell’ordine intervengono è loro dovere far intervenire il 118 per sedare la persona ed eventualmente procedere con un Tso. Perché questo non è avvenuto? Perché è stato portato in questura e poi in carcere? Perché alcuni presenti raccontano di aver visto la polizia picchiare il ragazzo e fare anche il segno della vittoria portandolo via? Ancora una volta nessuno è disposto a testimoniare. Ancora una volta una città omertosa. Vorrei che questa vicenda non venisse archiviata così facilmente e vorrei che chi ha visto trovasse il coraggio di raccontare”.

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