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Riforma pensioni, oggi 22 settembre 2017: pensioni anticipate, flessibilità, lavori di cura, età pensionabile

Riforma pensioni, oggi 26 luglio 2017: le ultime news. Le novità sul fronte pensioni vengono fornite dal viceministro all’Economia, Enrico Morando, che propone di introdurre nella prossima legge di bilancio “una norma per una riduzione strutturale e contributiva sul lavoro dei giovani, che renda permanente la decontribuzione fatta nel 2015”. Enrico Morando costruirebbe la misura dimezzando le tasse sul lavoro per due anni per i nuovi assunti, per le imprese che prendono un ragazzo a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato e “dopo due anni, dovrebbe restare in capo a quel lavoratore una riduzione fiscale, per dare un carattere strutturale che si allargherebbe a macchia d’olio negli anni in un processo di lunga durata di un ventennio”.

Oltre a rendere permanente il taglio contributivo per i giovani, Morando pensa anche a “incentivi a investimenti privati in macchinari ad alta tecnolo-gia. Per avere una ripresa va innalzata la produttività. E bisogna fare ancora di più per spingere la contrattazione di secondo livello, nelle aziende. Ma questo crea qualche problema politico con un pezzo di sinistra, anche se la Cgil ormai è più orientata a favore. Inoltre ci vuole qualche intervento straordinario per sostenere investimenti pubblici di enti locali”.

Riforma pensioni, i commenti di Cesare Damiano alla proposta di Enrico Morando.

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera commenta così la proposta di Morando:”La proposta del viceministro Morando relativa a una riduzione strutturale e contributiva sul lavoro dei giovani, che renda permanente la decontribuzione fatta nel 2015, corrisponde a quello che noi richiediamo da tempo”. “Bisogna – continua Damiano – superare la logica degli incentivi a tempo e a spinta che drogano il mercato del lavoro come è avvenuto, purtroppo, con il Jobs Act. Una normativa che ha prodotto eccellenti risultati occupazionali, attraverso le assunzioni a tempo indeterminato, finché gli incentivi sono stati al massimo livello del 2015, per poi precipitare negli anni successivi a seguito del loro drastico taglio”. “Un andamento a ‘singhiozzo’ del mercato del lavoro rappresenta il massimo dell’insicurezza per i giovani e va superato. Ben venga la correzione di Morando: la sosterremo”, conclude.

Riforma pensioni e migranti: le ultime dichiarazioni di Elsa Fornero.

Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro, ospite ad Agorà Estate, su Rai3 ha parlato del contributo contributivo fornito dai migranti ed ha espresso il suo parere: “È vero che i migranti danno un contributo positivo ai conti del nostro sistema previdenziale. In generale però si deve dire che noi non possiamo far conto sui migranti per risolvere i nostri problemi previdenziali. Dobbiamo guardare in faccia alla realtà”. Per la Fornero “è vero che quando i migranti lavorano pagano i contributi. Ma è vero che allo stesso tempo maturano dei diritti, una sorta di libretto di risparmi che gli permetterà di avere dei diritti pensionistici, che noi come paese dovremo onorare. Se poi questi dovessero decidere di tornare nel loro paese dovremmo fare degli accordi di altro tipo”.

Pensioni dei parlamentari, le ultime news ad oggi 26 luglio 2017.

Sfida aperta, alla Camera, tra il Movimento 5 Stelle e il Pd in merito alla proposta di legge sul taglio dei vitalizi parlamentari , sbarcati oggi in aula con lo scopo di riscrivere le regole sul regime previdenziale di deputati e senatori, e renderli armonici con quello dei lavoratori pubblici e privati. Ma come funziona il sistema dei vitalizi parlamentari? Innanzitutto, bisogna specificare che i vitalizi’, sono stati aboliti con la riforma del 2012. Il nuovo trattamento previdenziale dei parlamentari, basato sul sistema di calcolo contributivo (già adottato per i dipendenti della Pa) e non più su quello retributivo.

Per ottenere l’assegno pensionistico occorre aver svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni e aver compiuto 65 anni di età. “Per ogni anno di mandato oltre il quinto – si legge sul sito di Palazzo Madama – il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni”. Tra i vari casi di sospensione del pagamento della pensione qualora l’ex deputato o senatore sia rieletto al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo o a un Consiglio regionale, oppure sia nominato componente del Governo nazionale, assessore regionale o “titolare di incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevede l’incompatibilità con il mandato parlamentare”.

Pensioni dei parlamentari, al via la discussione alla Camera. Arrivano i primi commenti.

“Dalla prossima Legislatura cambiano i criteri che riguardano l’età: saranno quelli della legge Fornero“. Lo dice il relatore al provvedimento sui vitalizi Matteo Richetti (Pd), al termine del comitato dei nove che ha dato parere favorevole ad alcuni emendamenti alla proposta di legge sui vitalizi in vista dell’esame da parte dell’Aula e che dunque devono ancora essere approvati. La proposta di legge attualmente stabilisce che il trattamento previdenziale sia riconosciuto ai parlamentari al compimento del sessantacinquesimo anno di età. L’adeguamento alla legge Fornero comporterà dunque un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso al sistema pensionistico.

La proposta per cancellare i vitalizi per tutti i parlamentari, ex deputati e senatori compresi, ieri è approdata in Aula alla Camera e già domani potrebbe incassare il primo ok del Parlamento, per poi passare al Senato. Il disegno di legge porta la firma del deputato Pd Matteo Richetti ed è sostenuto anche dal M5S. Anche “la Lega voterà a favore del provvedimento che prevede lo stop dei vitalizi ai parlamentari. Da sempre ci battiamo per abolire questo privilegio che altro non fa che allontanare la politica dalla realtà del Paese…Riteniamo giusto, infatti, che in un momento particolare come quello attuale si diano risposte concrete ai cittadini”. Lo ha dichiarato il deputato della Lega Cristian Invernizzi annunciando il voto favorevole del gruppo.

Pensioni dei parlamentari, le news di Renato Brunetta, capogruppo di forza Italia.

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati Renato Brunetta, ai microfoni del Giornale Radio Rai ha così dichiarato in proposito:“Presenteremo una pregiudiziale di costituzionalità, per salvare la Costituzione ma soprattutto per salvare i pensionati italiani dalla macelleria sociale”, sottolineando che “gli unici che hanno cancellato i vitalizi in essere sono stati i partiti del centrodestra durante l’ultimo governo Berlusconi che nel 2011 hanno deciso di eliminarli e lo hanno fatto concretamente nel 2012”. “Noi – ha affermato Brunetta- lo abbiamo fatto sul serio, Pd e M5s invece fanno una indegna sceneggiata incostituzionale che non andrà da nessuna parte. Perché semmai la proposta Richetti passasse alla Camera non passerà al Senato, e semmai passasse a palazzo Madama verrà bloccata per manifesta incostituzionalità dalla Corte costituzionale”.

“Pd e M5s – ha proseguito- fanno tutto questo affermando un principio che è da macelleria sociale. La loro legge verrà applicata a poche centinaia di pensionati del Parlamento, però quel principio potrà essere esteso a tutti i pensionati italiani che attualmente godono la pensione con il sistema di calcolo retributivo, ossia quello che calcola la pensione sulla base degli ultimi anni di retribuzione. Seguendo il precedente che seguirà a questo provvedimento tutte le pensioni potranno essere ricalcolate sulla base del sistema contributivo, che è molto ma molto meno vantaggioso del retributivo”. “Il risultato è che la stragrande maggioranza dei pensionati italiani si potrebbero ritrovare l’assegno pensionistico in essere decurtato del 30-40-50%”.

Pensione immediata per le vittime dell’amianto, le ultime news.

Intanto, è stato pubblicato in G.U il 18 luglio scorso, infatti, il decreto ministeriale che stabilisce che potranno accedere alla pensione di inabilità i lavoratori che hanno contratto malattie asbesto – amianto correlate. A renderlo noto l’Osservatorio Nazionale Amianto che avverte: il decreto stabilisce un termine di 60 giorni per il deposito della domanda che scadrà il 16/9/ 2017.I lavoratori malati potranno quindi accedere alla pensione di inabilità, anche se non si trovino nell’assoluta e permanente possibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a condizione, si legge, e che “abbiano almeno 5 anni di anzianità contributiva, e di 3 anni di contributi negli ultimi cinque anni antecedenti la data di deposito della domanda di pensione”.

“E’ una disposizione legislativa fondamentale che permette l’immediato pensionamento dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto anche per coloro che, pur con le maggiorazioni contributive di cui all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, non hanno ancora raggiunto l’età anagrafica e l’anzianità contributiva, che sono state via via innalzate, e che si prevede lo vengano ulteriormente per effetto del meccanismo stabilito dalla L. Fornero”, spiega l’Osservatorio Il beneficio è riconosciuto a domanda, nel limite di 20.000.000 di euro per l’anno 2017 e di 30.000.000 annui per il 2018, con una particolare procedura di monitoraggio, con una finestra annuale per la presentazione delle domande, così come già previsto per la c.d. Ape sociale.

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