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Riforma pensioni oggi 16 settembre 2017: pensioni anticipate donne, flessibilità, i prossimi appuntamenti

Riforma pensioni, oggi 27 luglio 2017. Oggi si terrà il nuovo incontro tra governo e sindacati sul fronte delle pensioni. Le news e le prime informazioni sui temi da trattare nel tavolo odierno vengono fornite dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, che dichiara: “Giovedì prossimo faremo una sintesi sul lavoro fatto e fisseremo una data per il prosieguo del lavoro. Sarà una messa a punto pre-ferie ma da settembre l’accelerazione è inevitabile perché c’è una scadenza che è la legge di bilancio”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine di un seminario sulle politiche attive della Uil, prospetta l’esito dell’incontro sulle pensioni di giovedì prossimo tra governo e i leader di Cgil, Cisl e Uil.

Nessun verbale al termine del nuovo round, chiarisce ancora, quanto “la messa a punto di un giudizio comune sul lavoro fatto e su quello che dobbiamo fare”. A settembre, dunque, la partita dovrebbe entrare nel vivo: “Dovremo fare delle scelte e il governo dovrà valutare quali elementi è in grado di inserire all’interno delle politiche di bilancio. I tempi sono questi”, conclude.

Riforma pensioni e fase due, le news di Annamaria Furlan sul nuovo incontro tra governo e sindacati.

Oggi, quindi, nuovo confronto tra Governo e sindacati sul tema delle pensioni. La Segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan ha ricordato che “le priorità saranno giovani, donne e pensionati”. “Parleremo – ha dichiarato – del futuro pensionistico dei nostri giovani”.

Pensioni anticipate donne e lavori di cura, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

Oltre al futuro previdenziale delle giovani generazioni, sul tavolo del confronto, tra i capitoli prioritari, c’è quello delle lavoratrici: “Affronteremo il tema delle donne penalizzate in termini pensionistici in modo evidente”. Per quanto riguarda le donne, Furlan ha sottolineato che molte non hanno una continuità di contributi in grado di consentirgli l’accesso, ad esempio, all’Ape social. Importante sarebbe, quindi, riconoscere il lavoro di cura delle donne verso i figli e verso i genitori anziani, in modo che abbia valore ai fini pensionistici.

Rivalutazione pensioni ed età pensionabile, le ultime news della Furlan.

“La terza questione è come rivalutiamo le pensioni in essere ferme da tanti anni”. I sindacati vorrebbero che si usasse un criterio diverso rispetto a quello dell’andamento dei prezzi. La Furlan ha parlato anche del possibile aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019. “Si può agire, ad esempio dicendo che non ogni due ma ogni cinque anni può scattare l’aspettativa di vita e bisogna anche vedere se questa aspettativa di vita si prolunga veramente oppure no. A seconda del lavoro che si fa le prospettive sono ben diverse”, ha spiegato.

Pensioni dei parlamentari, le ultime news di Cesare Damiano.

Sul capitolo pensioni dei parlamentari, oggetto di discussione in questi giorni alla camera, interviene anche Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Sul suo profilo Facebook scrive:”C’è un grande equivoco che bisogna chiarire sul tema dei vitalizi che, in quanto tali, sono stati aboliti dal 2012. Personalmente non ho obiezioni sulla necessità di un loro ulteriore ridimensionamento: anzi, ritengo che dovrebbero valere le stesse regole previdenziali per i lavoratori e per i parlamentari (età, coefficienti di trasformazione, aspettativa di vita, ecc)”.

“Quello che ritengo totalmente sbagliato – spiega – è, invece, che per raggiungere l’obiettivo si adotti il ‘ricalcolo’ di tutti i contributi, anche procedendo retroattivamente. Si tratta di un precedente pericolosissimo che potrebbe, un domani, vedere la sua applicazione ai lavoratori e alle pensioni in essere”. “Si può e si deve trovare un’altra soluzione di analogo risultato aritmetico dal punto di vista del taglio, ad esempio introducendo un tetto e un contributo di solidarietà. La proposta di legge dell’onorevole Giacobbe, che ho sottoscritto, consentiva di raggiungere il risultato senza ricorrere al ricalcolo retroattivo”. “Per questo motivo ritengo necessario intanto correggere questa proposta, con un emendamento, certificando la sua inapplicabilità per i lavoratori e i pensionati in essere. A parte il rischio di costituzionalità di questa norma, che è noto a tutti”, conclude.

Pensioni dei parlamentari, le ultime news di Giorgia Meloni.

Le ultime news sulle pensioni dei parlamentari vengono fornite da Giorgia Meloni di Fratelli D’Italia, che dichiara: “Fratelli d’Italia ovviamente voterà sì alla proposta di abolizione dei vitalizi. Ci dispiace che questa proposta arrivi solo oggi e viene da pensare che questo accada nel tentativo di far finta che si vogliano abolire con una legge che non si farà in tempo ad approvare. Lo dico perché con Fdi per primi tre anni fa abbiamo fatto questa proposta, bocciata dal PD e dalla stragrande maggioranza dei partiti una volta arrivata in commissione”. In ogni caso, “Fratelli d’Italia voterà si e speriamo che si possa portare a termine”. Lo ha annunciato la leader del partito della destra Giorgia Meloni, parlando a Montecitorio.

“Sulla vicenda dei vitalizi purtroppo – ha riconosciuto Mweloni- l’asse di centrodestra non è stato mai concorde. Forza Italia fu anche tra i movimenti che insieme al Pd bocciarono la proposta di Fratelli d’Italia non solo contro i vitalizi ma contro tutte le pensioni d’oro, che invece sopravviveranno a questa proposta del Pd. Ci dispiace ma pensiamo che in questo tempo la politica debba dare dei segnali chiari rispetto alla capacità di stare al passo con i problemi dei cittadini”.

Quanto alla incostituzionalità della pdl paventata dai contrari all taglio, “temo – ha detto Meloni– che potrebbe essere giudicata incostituzionale dalla Consulta non perché lo sia davvero ma perché la Consulta è composta da pensionati d’oro che hanno già dichiarato incostituzionali molti dei provvedimenti fatti contro le pensioni d’oro. Penso che sarebbe ancora una volta un segnale sbagliatissimo e temo che il Pd approvi questa proposta per farsi bello sapendo che probabilmente la legge non verrà mai concretizzata grazie alla Consulta”.

Pensioni, l’allarme della Ragioneria dello Stato: “La spesa per le pensioni pesa troppo sul Pil”.

Intanto arriva l’allarme della Ragioneria dello Stato, secondo la quale Il livello del rapporto fra spesa pensionistica e Pil risulta “significativamente superiore, per l’intero periodo di previsione (fino al 2070), con una differenza massima dello 0,8% attorno al 2040”, quando raggiungerebbe il 16,3%. Così la Ragioneria generale dello Stato, nell’ultimo rapporto sul sistema pensionistico. “In termini di sostenibilità delle finanze”, si sottolinea, ciò vanificherebbe “buona parte degli effetti del processo di riforma”. La Ragioneria generale dello Stato stima una contrazione della crescita economica, legata a una minore dinamica occupazionale, a sua volta dipendente da una riduzione del flusso netto degli immigrati. Queste sono i dati emersi dal rapporto sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario fino al 2070. Il flusso immigratorio subirà un significativo rallentamento nei prossimi 20 anni, e questo porterà degli effetti anche sugli assegni pensionistici: i tassi di sostituzione lordi, i rapporti tra pensione e stipendio, risultano leggermente ridotti a partire dal 2030.

La minore dinamica occupazionale, a sua volta dipendente da una “riduzione del flusso netto degli immigrati” rispetto alla precedente stima Istat. E’ quanto stima la Ragioneria generale dello Stato fino al 2070 nel rapporto sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario. Quanto al flusso migratorio, viene evidenziato “un significativo ridimensionamento del fenomeno” nei prossimi 20anni. Non mancheranno effetti sugli assegni pensionistici: i tassi di sostituzione lordi, i rapporti tra pensione e stipendio, “risultano leggermente ridotti”, a partire dal 2030.

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