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Amnistia e indulto, carceri e detenuti: le ultime news al 28 luglio 2017

Amnistia e indulto, carceri e detenuti: le ultime news dal mondo delle carceri. Un altro suicidio sconvolge il mondo delle carceri italiane. A Parma un detenuto, Samuele Turco, ha legato il lenzuolo alle sbarre della sua cella, e si è tolto la vita. Gli agenti di polizia penitenziaria sono subito accorsi ed hanno immediatamente chiamato l’ambulanza, ma non c’è stato nulla da fare. L’uomo era accusato dell’omicidio di Gabriela, sua compagna, e del trans Luca Manici, detto Kelly. Samuele ha lasciato un biglietto, in cui ha scritto di voler andare dalla sua Gabriela. A dare l’annuncio del suicidio è il procuratore capo Antonio Rustico, che ha disposto l’autopsia per il corpo del detenuto. L’uomo in altre occasioni aveva simulato il suicidio: nel 2013 si procurò dei tagli con un coltello, mentre pochi giorni dopo il ritrovamento dei cadaveri per i quali il detenuto è stato accusato di omicidio, ha ingerito della candeggina.

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news: il suicidio di Samuele Turco.

La perizia psichiatrica ha dichiarato Turco capace di intendere e di volere al momento del duplice delitto. Si legge, inoltre, che il detenuto ha “una personalità istrionica, narcisista e drammatizzante”. Lo psichiatra Cesare Piccinini ha dichiarato che era impossibile prevedere il suicidio. Sulla mente di Turco ha potuto influire la perizia psichiatriche che esclude l’infermità mentale: il suicidio, dunque, può essere “una forma reattiva tipica di un disturbo istrionico. Una rappresentazione ex-post, una forma di protesta”.

Ad esprimersi sulla vicenda è anche Roberto Cavalieri, garante dei detenuti del carcere di Parma. “Il suicidio di Samuele Turco è avvenuto in isolamento, dove Turco si trovava da domenica, dopo aver litigato con un compagno di detenzione. Nella morte non c’è vittoria. Turco non ha visto nessuno, quindi non so se potesse aver saputo in alcun modo che la perizia psichiatrica negava la tesi di una possibile infermità mentale. I giornali non erano ancora usciti, internet non è permesso in cella, forse il gesto è a prescindere”.

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