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Giustizia e carceri, Italia condannata dalla Corte europea per le torture ad Asti

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 29 luglio 2017: sovraffollamento nel carcere di Reggio Calabria. Il sovraffollamento resta uno dei più grandi problemi delle carceri italiane. Il numero dei detenuti è in aumento nella maggior parte degli istituti di penitenza, e stavolta a lanciare un nuovo allarme è il garante dei detenuti della Calabria, l’avvocato Agostino Siviglia. Anche nel carcere di Arghillà di Reggio Calabria, fa sapere il garante, i detenuti sono aumentati e hanno superato la capienza regolamentare della struttura: i detenuti, infatti, sono 351 mentre la struttura può contenerne solo 302. Tuttavia, non ci sono soltanto notizie negative che riguardano il carcere di Reggio Calabria. A parlarne è il garante dei detenuti: “Segnalerò puntualmente la situazione ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria insieme alle varie problematiche che mi sono state rappresentante dai detenuti durante la mia visita odierna. Oggi, tuttavia, voglio guardare al lato positivo e perciò intendo soffermarmi su due aspetti meritevoli di apprezzamento: il primo, l’avvio dei lavori ad intenso ritmo per dotare finalmente l’istituto di un autonomo corpo di fabbrica da adibire a palestra, teatro e luogo di culto; il secondo, il prosieguo della positiva esperienza del lavoro volontario e gratuito che alcuni detenuti stanno svolgendo in favore della collettività, occupandosi della manutenzione del verde pubblico”.

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 29 luglio 2017: i detenuti del Dozza firmano per la separazione delle carriere. 

Nel carcere di Bologna, ben 112 detenuti del Dozza hanno firmato per la separazione delle carriere dei magistrati, ed il tasso di adesione è stato soddisfacente: si parla del 14,5%. L’iniziativa è stata promossa da la Camere Penale di Bologna, e l’intento è quello di permettere ai detenuti di esprimere la propria opinione in merito. Gli avvocati penalisti spiegano, inoltre, che “i detenuti possono essere considerati i diretti interessati di quest’iniziativa: la decisione sulla necessità di una riforma costituzionale non può non coinvolgere, prime fra tutti, le persone già sottoposte o ancora sottoposte a processo”.

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