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Riforma pensioni, oggi 3 agosto 2017: vitalizi, riscatto laurea, età pensionabile, previdenza complementare

Riforma pensioni, oggi 3 agosto 2017: le ultime novità. Le ultime news sulla proposta di riforma delle pensioni dei parlamentari arrivano dal Senato, che ha respinto, con votazione per alzata di mano, la richiesta del M5S di dichiarazione di urgenza sul ddl di abolizione dei vitalizi. Intervenendo nell’aula del Senato per dichiarare il voto contrario del suo gruppo alla richiesta d’urgenza avanzata dai 5 stelle, il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha spiegato: “Le senatrici e i senatori del Pd vogliono esaminare con rispetto e attenzione un provvedimento così rilevante che ci arriva dalla Camera a nostra prima firma e certo non dai 5 stelle. Il Senato non deve dilungare inutilmente la discussione e non lo farà, ma non deve troncarla artificialmente”.”Vogliamo esaminare anche questo provvedimento con lo scrupolo necessario, studiandone il contenuto e gli effetti, valutandone l’impatto sul sistema parlamentare e i risvolti di costituzionalità, che non sono certamente aspetti secondari e che la Commissione dovrà valutare con la necessaria attenzione. Il ddl sulle pensioni dei parlamentari – ha sottolineato il capogruppo dem – farà in Senato il suo corso regolare, rigorosamente senza alcun rallentamento e senza nessun trucco né per intralciarne la trattazione, né per modificarne il cammino. I senatori del Pd hanno un’unica richiesta da fare su questo provvedimento: che venga esaminato con serietà, con scrupolo e senza demagogia. E che la discussione democratica del Senato sia pure vivace, ma resti sempre all’interno di quel comportamento civile che è l’unico modo conosciuto per costruire dei buoni provvedimenti”.

Pensioni dei parlamentari, la dura la replica dei 5 stelle.

In una nota il capogruppo M5S alla Camera, Simone Valente commenta così la decisione del senato:“Con il voto del Pd contro la procedura d’urgenza per la calendarizzazione del pdl sui vitalizi, Renzi deve ritirarsi a vita privata, come aveva già promesso di fare in caso di sconfitta al referendum. Infatti, gli accoliti del segretario del Pd a Palazzo Madama rinviano l’approvazione immediata del taglio dei vitalizi alle calende greche”. “E’ chiaro a tutti gli italiani – sottolinea – la colossale truffa e presa in giro del Pd nei confronti del Paese”.

“Noi ci siamo battuti per far diventare legge questo provvedimento e per tagliare i privilegi della casta e continueremo a farlo, anche in sede di approvazione del bilancio della Camera, in cui chiederemo, fra l’altro, la cessazione del vitalizio in modo automatico, senza ulteriore deliberazione da parte dell’Ufficio di Presidenza della Camera, o quantomeno la cessazione del vitalizio parlamentare per i soggetti condannati in via definitiva a pene superiori a due anni di reclusione, e il ricalcolo dei vitalizi attualmente goduti dagli ex deputati, con il sistema contributivo previsto dalle leggi Dini e Fornero. Il Pd che farà, voterà contro?”, conclude Valente.

Pensioni, quattordicesima, pensionati all’estero: le ultime news di Domenico Proietti.

Sul fronte pensioni, Domenico Proietti, segretario confederale UIL, ha commentato le recenti dichiarazioni di Tito Boeri sulla quattordicesima. “Il presidente dell’Inps finge di ignorare che la quattordicesima non e’ un provvedimento assistenziale ma un giusto intervento di natura previdenziale. Le stesse modalità’ di erogazione lo confermano: l’entità’ della quattordicesima infatti e’ erogata in tre fasce basate sugli anni di contribuzione versata”. Il sindacalista conviene invece con il presidente dell’Inps “sul fatto che bisogna rendere appetibile l’Italia anche ai pensionati degli altri paesi. La UIL sostiene da molto tempo che questo può’ avvenire con una significativa riduzione delle tasse sulle pensioni che oggi sono mediamente al 21%, mentre la media europea e’ al 14%”.

Riscatto gratuito anni degli anni di laurea, le news di Domenico Proietti.

Il segretario confederale UIL Domenico Proietti ha rilasciato nei giorni scorsi anche delle dichiarazioni in merito alla revisione della normativa inerente il riscatto degli anni di laurea che “è un tema che la UIL porta avanti da tanto tempo” ma “adesso è il momento di dare una risposta concreta  alle tante aspettative che il governo periodicamente alimenta”. Domenico Proietti chiede all’esecutivo di “varare un provvedimento per tutti i cittadini, questo rappresenterebbe l’introduzione di un altro elemento di equità nel nostro sistema previdenziale”.

Pensioni e previdenza complementare, le ultime news ad oggi 3 agosto 2017.

Sul fronte pensioni e previdenza complementare, la Regione Veneto intende promuovere e valorizzare la previdenza complementare e si prefigge l’obiettivo di far aderire alla ‘seconda gamba’ del sistema previdenziale, quella volontaristica, almeno due lavoratori su tre. Così come avviene in Trentino Alto Adige, dove il 60% dei lavoratori dipendenti ha aderito a una pensione integrativa. E’ quanto ha ribadito l’assessore regionale al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan, alla riunione del tavolo tecnico, convocato dalla Regione nella sede della Confartigianato di Mestre.

“La previdenza complementare è uno degli ambiti in cui i contratti integrativi territoriali possono giocare un ruolo importante – ha sottolineato l’assessore regionale – insieme alle varie declinazioni di welfare aziendale, familiare e sociale. La Regione deve svolgere un ruolo di regia e di apripista per favorire modalità nuove per garantire non solo pensioni decorose, ma anche sicurezza, futuro e serenità ai lavoratori, sposando ‘buone pratiche’ che altrove sono già realtà”.”Accordi territoriali, previdenza complementare, partecipazione e responsabilità sono le caratteristiche che guidano da anni l’azione della Regione sui temi del lavoro – ha ribadito l’assessore – e questa legge che dà vita a un sistema di previdenza complementare a regia pubblica può rappresentare un nuovo orizzonte di sviluppo del Veneto”. Per l’assessore veneto, il tavolo dovrà avere “una tabella di marcia stringente” e produrre proposte subito operative. “L’autonomia passa anche da qui”, ha ricordato, riconvocando il tavolo entro la fine di settembre.

Riforma pensioni, fase due: le ultime news di Roberto Marongiu.

Le ultime news sulla fase due di riforma delle pensioni vengono fornite dal coordinatore Area welfare della Cgil nazionale, Nicola Marongiu, intervistato da RadioArticolo1 nella trasmissione Italia Parla. “Non si è ancora – sottolinea Marongiu – passati alla cosiddetta fase 2: c’è però l’aspetto positivo che abbiamo fissato un calendario serrato di appuntamenti, che non riguardano solo il tema della previdenza. Avremo tre tavoli: 30 e 31 agosto, poi il 7 settembre. Si parlerà delle diverse materie contenute nel verbale di sintesi dello scorso 28 settembre. Ci auguriamo che siano incontri stringenti verso la ricerca di soluzioni, perché settembre è anche il mese che porta alla definizione della legge di bilancio”.

Rispetto alle iniziali previsioni, i tempi del confronto si sono dilatati. “Quest’anno si è perso un po’ di tempo – riflette il sindacalista -, se ne sono andati sette mesi per discutere dell’applicazione dei decreti attuativi che facevano riferimento alla prima fase, in particolare sull’Ape sociale e lavoratori precoci. Qualche problema è stato risolto ma i nodi restano”. Altri argomenti non sono ancora stati sfiorati: “Sui temi del sistema contributivo, giovani e lavoro di cura non si è ancora arrivati a una proposta del governo: c’è un’impasse che speriamo possa essere risolta con la pausa estiva”. Nei diversi incontri di confronto svolti finora “non era chiaro quale fosse l’orientamento politico del governo, non era chiara neanche la disponibilità finanziaria”.

Pensioni ed età pensionabile, le news di Roberto Marongiu.

In merito al capitolo età pensionabile, ricorda Marongiu, “nel 2010 e 2011 è stato definito un meccanismo per cui l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento alla speranza di vita è automatico: l’Istat certifica il dato e con un atto amministrativo viene automaticamente adeguato il requisito (il meccanismo porterebbe la soglia a 67 anni nel 2019, ndr). È un automatismo, non un atto politico. Noi abbiamo chiesto da molti mesi di interrompere questo meccanismo e aprire una discussione complessiva sul nodo dell’aspettativa di vita, che guardi alle differenze tra lavoratori e all’accesso al mercato del lavoro. Insomma, si tratta di costruire un meccanismo più equilibrato: qui la risposta del governo non è convincente, il ministro Poletti ha sempre rimandato la discussione a dopo l’estate. Rischiamo però che l’esecutivo confermi il suo l’orientamento a intervenire solo su alcune categorie di lavoratori”.Per i lavori usuranti infatti è già stata cancellata l’aspettativa di vita: “Vorrebbero confermare un meccanismo simile, ma non si è capito le platea, le categorie e i soggetti coinvolti. Da parte nostra, noi continuiamo a chiedere che si congeli e si sospenda l’incremento dell’aspettativa di vita per tutti i lavori, non soltanto per quelli più gravosi”.

Lavoro e occupazione giovanile, le ultime news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte lavoro ed occupazione giovanile vengono fornite da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che dichiara:“Sul tema del lavoro la legge di Bilancio, secondo quanto ha dichiarato Poletti, presenterà delle novità positive. La prima di queste riguarderebbe la decisione del Governo di sostenere l’occupazione giovanile attraverso la riduzione strutturale del costo del lavoro solo per chi assume con contratti a tempo indeterminato. È quanto noi chiedevamo, al fine di correggere l’errore commesso con il Jobs Act quando nel 2015 si adottarono incentivi-spot che hanno drogato il mercato del lavoro.

Lo slogan ‘il lavoro stabile deve costare meno di quello flessibile’ è stato al centro delle politiche del Governo Prodi contenute nel Protocollo del 2007 firmato con le parti sociali. Siamo contenti che torni di attualità”. “Ci aspettiamo altre correzioni al Jobs Act – prosegue Damiano – per quanto riguarda la normativa sui licenziamenti collettivi e su quelli disciplinari. Oggi licenziare è troppo facile e poco costoso tant’è che ci troviamo, in casi come quello della Ericsson, di fronte a una multinazionale svedese che pratica in Italia licenziamenti collettivi, pur facendo utili, si rifiuta di sedersi a un tavolo di confronto con sindacati e Governo e di concedere la cassa integrazione ai lavoratori”. “Non è solo il caso di miopia e di avidità di una azienda, ma di regole che vanno cambiate per ristabilire un giusto equilibrio tra lavoratori e imprese”, conclude.

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