CONDIVIDI
Riforma pensioni, oggi 18 settembre 2017: Fase 2, flessibilità in uscita, età pensionabile, vitalizi

Riforma pensioni, oggi 5 agosto 2017, le ultime novità. L’onorevole Roberto Simonetti, della Lega Nord, nella conferenza tenutasi alla Camera dei Deputati pochi giorni fa, ha parlato dell’età pensionabile, ed ha così dichiarato: «La riforma delle pensioni Fornero del 2011 ha innalzato repentinamente l’età anagrafica per il pensionamento inasprendo i requisiti di accesso arrivando fino a 67 anni nel 2019 ed ai 70 nel 2050».«Il decreto-legge n.78 del 2009, che istituì il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, – continua Simonetti – trovava il suo fondamento nel duplice obiettivo di mettere a punto delle misure stabili di contenimento della spesa previdenziale e, al contempo, aumentare il requisito anagrafico, per standardizzarlo alla media europea, in maniera graduale ed in proporzione all’incremento della speranza di vita accertato dall’Istat. Oggigiorno, però, detto meccanismo non ha più ragion d’essere. Sia perché, di fatto, l’innalzamento dell’età anagrafica operato dalla riforma Fornero ha già inglobato gli ipotetici aumenti illo tempore congetturati e sia perché abbiamo di gran lunga oltrepassato la media europea».

Pensioni, Legge Fornero, età pensionabile, le ultime dichiarazioni di Simonetti.

«Basti guardare – sottolinea Simonetti – ai principali paesi europei come la Germania, ove l’età pensionabile è fissata a 67 anni “solo” nel 2029, o al Regno Unito, ove l’età richiesta per accedere alla pensione è pari a 65 anni, per uomini e donne, a decorre dal 2018, o ancora l’Austria, che pone in quiescenza a 65 anni gli uomini ed ancora a 60 anni le donne, con un aumento progressivo per parificarne l’età pensionabile entro il periodo 2024-2033. Legge Fornero e media europea, un combinato che evidenzia quanto anacronistico possa oramai essere il periodico adeguamento alla speranza di vita che entro dicembre 2017 deve essere calcolato e imposto con decreto direttoriale dei ministeri competenti per il biennio 2019-2020”.

“Otto provvedimenti di salvaguardia e istituti come l’Ape volontaria e l’Ape social sono la conferma dei danni prodotti dalla legge Fornero” riassume il parlamentare di Lega Nord. “Per queste ragioni, – conclude Simonetti – nelle more di una revisione complessiva della normativa previdenziale, che incida sulla spesa assistenziale ed introduca elementi reali di uscita flessibile dal lavoro per accedere alla pensione, Lega Nord ha depositato alla Camera dei deputati una proposta di legge a mia prima firma tesa a sterilizzare tale adeguamento fino al 2022, termine entro il quale risulta necessaria una controriforma Fornero, portando veramente l’età anagrafica pensionistica alla media europea, ben al di sotto quindi dei 65 anni di età.”

Pensioni, decontribuzioni: le ultime news di Domenico Proietti.

Le ultime news sul fronte pensioni e decontribuzioni vengono fornite dal segretario confederale della Uil Domenico Proietti. La mancata “fiscalizzazione” degli sgravi sulle assunzioni dei giovani “comporterebbe una riduzione permanente del 3% della pensione” futura, che in media corrisponderebbe a una contrazione di 59 euro mensili. A lanciare l’allarme è la Uil che dedica uno studio agli effetti della decontribuzione e fa un appello affinché il taglio del cuneo contributivo, considerato di per se’ “utile”, non si traduca pero’ in una sforbiciata degli assegni. Per la Uil quindi c’e’ la “necessita’ di una presa in carico da parte dello Stato della riduzione dell’onere contributivo”.

Proietti, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa avrebbe così dichiarato in merito: «La decontribuzione che il Governo intende introdurre con la prossima Legge di bilancio, in riferimento all’assunzione stabile di giovani, può essere uno strumento utile, a condizione che sia interamente fiscalizzata per evitare danni sul futuro pensionistico dei lavoratori“, spiega il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Appunto perchè, spiega, in base a una simulazione della Uil senza una fiscalizzazione degli oneri, ovvero una copertura dello Stato, si determinerebbe “riduzione permanente del 3% del trattamento pensionistico”. Ecco che, sottolinea il sindacalista, “un lavoratore con un reddito attuale di 20.660 euro lordi annui vedrebbe la propria pensione mensile scendere da 2.216 euro a 2.157 euro con una perdita di 59 euro”.

Inoltre secondo la Uil “per rendere piu’ equa la norma, la decontribuzione dovrebbe scaricarsi anche sull’aliquota a carico del lavoratore, “che – osserva Proietti – vedrebbe cosi’
aumentare il proprio reddito disponibile”. Sempre nel caso del reddito medio, 20.660 euro lordi annui, “una riduzione del 50% del contributo comporterebbe – evidenzia – un aumento in busta paga di 74 euro lordi mensili, questo sarebbe un modo concreto per rilanciare i consumi e la domanda interna sostenendo, cosi’, la ripresa economica”. Se, invece, emerge sempre dallo studio della Uil, la decontribuzione fosse applicata alla sola quota datoriale su un reddito medio di 20.660 euro lordi il vantaggio per il datore di lavoro sarebbe di 7.490 euro complessivi per i tre anni”.

Pensioni, quota 41: le ultime news ad oggi 5 agosto 2017.

Sul fronte pensioni anticipate, alcuni sindacati riuniti nella sigla Confsal hanno comunicato l’iniziativa di avviare, il prossimo autunno, dei lavori per la definizione di un disegno di legge che, tra i vari punti (modifica della pensione minima e tetto massimo a 40 anni di contributi) prevede il ritorno della pensione Quota 100, che dopo mesi di accantonamento torna sulla scena e a settembre. “Si punta – spiega il sindacato UNSA (Unione Nazionale Sindacati Autonomi) all’AdnKronos, ad una raccolta firme in sostegno del disegno di legge contenente anche il suo ritorno”.

Il Ddl Damiano si rivolge a quei lavoratori con un minimo di 62 anni d’età e 35 di contributi, che “possono conseguire, quale somma tra il requisito anagrafico e quello contributivo, la quota 100”. Dunque, i requisiti di 62 e 35 anni da soli non bastano: è necessario, per ottenere l’anticipo, che la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati, dia come risultato, appunto, 100. Si tratta, secondo l’UNSA, del “perfetto equilibrio tra tutte le varie opzioni in fatto di pensione anticipata”. La proposta dei sindacati ha l’obiettivo di “ripartire dai lavoratori”, puntando su una maggiore flessibilità in uscita.

Pensioni, previdenza, flessibilità: le ultime dichiarazioni di Paolo Pirani.

Intervistato da Labitalia, Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec-Uil, la categoria dei lavoratori dell’industria tessile, dell’energia e della chimica, in vista della ripresa a settembre del tavolo di confronto tra Confindustria e sindacati sul modello contrattuale, ha parlato anche di previdenza, pensioni e flessibilità in uscita. Centrale, nei prossime mesi, per Pirani, sarà il dossier previdenza: “Noi abbiamo, credo, l’età pensionistica di uscita più alta d’Europa, che penalizza in particolar modo le donne. Non è accettabile: occorre, proprio perché i lavori e le condizioni delle persone sono diverse, che ci siano delle flessibilità e delle possibilità di andare in pensione con assegni decenti, nel momento in cui le persone decidono per questa scelta e non essere obbligati a trovarsi nella prospettiva di andare in pensione a 70 anni, o anche oltre, come rischia di capitare con l’attuale sistema ai nostri ragazzi e ragazze”.Per Pirani è necessario “migliorare la condizione previdenziale soprattutto per i giovani che rischiano di non avere nessun futuro pensionistico”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONDIVIDI