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Papa Francesco, l'Angelus di oggi domenica 5 novembre 2017 in Piazza San Pietro!

Papa Francesco oggi, domenica 6 agosto 2017, ha recitato l’Angelus in piazza San Pietro. Il Santo Padre ha ricordato che oggi si celebra la festa della Trasfigurazione del Signore. Gesù era sul monte Tabor con gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e mentre pregavail suo volto cambiò d’aspetto: iniziò a brillare come il sole, ed in quel momento comparvero Mosè ed Elia. Il Papa ha spiegato che “L’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù. Si tratta di disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio. In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. E quando noi ci mettiamo così, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noi”.

Papa Francesco, le parole di oggi, 6 agosto 2017, durante l’Angelus.

Papa Francesco spiega come l’estate può essere un momento propizio per avvicinarci al Signore, e spiega come anche noi possiamo fare lo stesso percorso dei discepoli che sono scesi dal monte con il cuore colmo d’amore sopo la trasfigurazione: “È il percorso che possiamo compiere anche noi. La riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a “scendere dal monte”, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana. Trasformati dalla presenza di Cristo e dall’ardore della sua parola, saremo segno concreto dell’amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nell’abbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza”.

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