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Riforma pensioni, oggi 23 ottobre 2017: Ape sociale e volontaria, pensioni anticipate e minime, legge di Bilancio

Riforma pensioni, oggi 10 agosto 2017: le news della Ragioneria Generale dello Stato. Sul fronte pensioni ed aspettativa di vita le ultime news vengono fornite dalla Ragioneria Generale dello Stato. “Interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione, in quanto verrebbe messa in discussione l’automaticità e l’endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese”. E’ quanto rileva la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”.

Il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico delle pensioni previsto dalla normativa vigente sono stati valutati con “estremo favore” dagli organismi internazionali e in primo luogo in ambito europeo. La presenza di questi automatismi costituisce uno dei “fondamentali parametri” di valutazione dei sistemi pensionistici, “specie per i Paesi con alto debito pubblico come l’Italia”. E’ quanto sottolinea la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”. “Ciò – aggiunge – non solo perché la previsione di requisiti minimi, coerenti con le esigenze di equilibrio finanziario del sistema pensionistico, costituisce una condizione irrinunciabile ai fini del perseguimento della sostenibilità, ma anche perché costituisce la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni, in un contesto di invecchiamento della popolazione”.

Pensioni, Età pensionabile, aspettativa di vita, le news della Ragioneria Generale dello Stato.

Anche in presenza del blocco del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita, il requisito per le pensioni di vecchiaia “verrebbe comunque adeguato a 67 anni nel 2021, in applicazione della specifica clausola di salvaguardia, introdotta nell’ordinamento su specifica richiesta della commissione e della Bce e successivamente mantenuto costante a tale livello”. E’ quanto sottolinea la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario”. “Interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione, in quanto verrebbe messa in discussione l’automaticità e l’endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese”.

La ragioneria spiega che l’Italia è interessata da “un processo di invecchiamento della popolazione tra i più accentuati in Europa e nei Paesi sviluppati. Al fine di contenere l’impatto dell’allungamento della vita media sulla sostenibilità del sistema pensionistico e, conseguentemente, delle finanze pubbliche”, l’Italia “ha perseguito una doppia linea di interventi riformatori, in coerenza con le indicazioni e le raccomandazioni definite a livello europeo. La prima ha riguardato l’introduzione del sistema di calcolo contributivo, basato sull’equivalenza attuariale fra prestazioni e contributi. La seconda, articolata su una pluralità di interventi successivi, ha provveduto a innalzare i requisiti minimi di età (e/o contribuzione) per il pensionamento di vecchiaia ordinario e anticipato, in tutti i regimi pensionistici (sistema retributivo, contributivo e misto), portandoli a livelli compatibili con le condizioni di sostenibilità strutturale del sistema”. In questo ambito, la revisione triennale (biennale a partire dal 2021) dei coefficienti di trasformazione, in funzione delle aspettative di vita costituisce un “importante automatismo volto a preservare le condizioni di equilibrio finanziario del sistema pensionistico”. Accanto a questo automatismo, l’adeguamento automatico dei requisiti minimi per l’accesso al pensionamento, rispetto alle variazioni della speranza di vita costituisce un “ulteriore importante miglioramento” sotto il profilo finanziario e dell’adeguatezza delle prestazioni.

Pensioni, età pensionabile, le news di Tito Boeri.

Le news sulle pensioni e l’aspettativa di vita vengono rilasciate anche dal presidente dell’Inps, Tito Boeri che dichiara: ”è pericolossimo toccare il meccanismo dell’adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita, perché può avere sia effetti in avanti che all’indietro”. Per Boeri “se uno percepisce la pensione più a lungo perché si vive più a lungo”, “è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere”.

Intervenuto al Gr Rai sul tema delle pensioni dopo l’intervento della Ragioneria generale dello Stato Boeri ha spiegato: “Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l’aumento dell’età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare? E poi, guardando ancora più in avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiano in 141 miliardi di euro”. “Inoltre le pensioni sarebbero più basse, quindi questo stop all’aumento progressivo dell’età pensionabile non è neanche nell’interesse dei lavoratori più deboli; perché se possono andare in pensione prima, sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingerli a ritirarsi prima, e a quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse, perché col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano”.

Pensioni, età pensionabile, Ragioneria dello Stato: le news di Cesare Damiano.

Per Damiano, invece, va rallentato l’aumento dell’eta’ della pensione. Il presidente della commissione Lavoro della Camera, commentando con il ‘Corriere della sera’ il monito della Ragioneria generale dello Stato sull’esigenza di non modificare il meccanismo che nel 2019 porterebbe l’eta’ della pensione a 67 anni, cinque mesi in piu’ rispetto ad ora. “Mi sembra un intervento a gambina tesa, un altro tentativo per fermare il dibattito sulla revisione di un meccanismo che non e’ piu’ giustificato.

Comunque sempre meglio del precedente intervento, quello era a gambona tesa”, afferma Damiano, riferendosi alle dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo cui cancellare l’adeguamento dell’eta’ pensionabile alla speranza di vita costerebbe 141 miliardi di euro. “Peccato che siano numeri campati in aria”, sostiene Damiano, che spiega: “Nessuno ha mai chiesto di cancellare del tutto quel meccanismo. Io e il collega Sacconi abbiamo solo chiesto di studiarne uno nuovo che rallenti l’aumento dell’eta’ della pensione. Gia’ oggi, in questo campo, l’Italia ha il record mondiale. Non esageriamo”. Secondo Damiano, “l’ultimo Documento di economia e finanza del governo ha certificato che con le ultime riforme delle pensioni, tra il 2004 e il 2050 lo Stato risparmiera’ a regime 900 miliardi di euro. Sa quanto vale, rispetto a questa montagna, quel costo aggiuntivo? Lo 0,13%. Nulla. E noi vogliamo fare tutto questo bailamme per lo 0,13%?”. Damiano ricorda poi “un ogni caso l’eta’ della pensione salira’ a 67 a partire dal 2021. E questo per una clausola di salvaguardia richiesta dalla commissione europea e dalla Banca centrale europea. Rallenteremmo di due anni. A me andrebbe benissimo”.

Pensioni, vitalizi, ricalcolo: le news di Franco Abbruzzo e di  Cesare Damiano.

Prima e dopo l’approvazione del ddl Richetti è stato evidenziato il pericolo che il ricalcolo contributivo dei vitalizi dei parlamentari si potesse estendere anche alle pensioni di tutti gli italiani. Franco Abruzzo, giornalista e Presidente dell’Unione nazionale pensionati per l’Italia, ritiene però che “le pensioni in essere e quelle future sono salve. Non seguiranno la sorte dei vitalizi”. Sul suo sito ha infatti ricordato che è lo stesso ddl sui vitalizi, all’articolo 12, a dire che “in considerazione della difformità tra la natura e il regime giuridico dei vitalizi e dei trattamenti pensionistici, comunque denominati, dei titolari di cariche elettive e quelli dei trattamenti pensionistici ordinari, la rideterminazione di cui al presente articolo non può in alcun caso essere applicata alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti e autonomi”.

Il Presidente della Commissione alla Camera Cesare Damiano aveva sottolineato in una recentissima intervista rilasciata a Il Messaggero i motivi per cui non fosse convinto della bontà della legge sul ricalcolo: “Perché il ricalcolo genera un precedente pericolosissimo che apre alla possibilità per estensione di utilizzarlo non solo per i parlamentari ma anche per i normali lavoratori o addirittura per le pensioni in essere. Una soluzione? si poteva trovare una soluzione diversa: bastava tener conto della proposta di legge dell’onorevole Giacobbe depositata nel 2015”.

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