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Riforma pensioni oggi 28 settembre 2017: Fase 2, aumento dell'età pensionabile, misure per i giovani

Riforma pensioni, oggi 11 agosto 2017. Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite dal segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, che commenta il rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulle pensioni, ed in particolare sull’aumento dell’età pensionabile.“Un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile è socialmente insostenibile”. “Dopo i drastici incrementi previsti dalle ultime manovre – dichiara Ghiselli – l’Italia si trova già ora ad avere l’età di pensionamento più alta in Europa. L’intervento della Ragioneria dello Stato è del tutto inopportuno perché a essa spetta il compito di vigilare sull’affidabilità dei conti dello Stato, non di intervenire sulle scelte politiche che la determinano. Con i tagli alle pensioni si è voluto fare cassa per garantire l’equilibro dei conti pubblici seguendo la strada più semplice anche se la più iniqua. E’ invece necessaria una vera riforma delle pensioni che renda il sistema non solo economicamente, ma anche socialmente equo e sostenibile. Circa la tenuta dei conti pubblici, sarebbe auspicabile che si iniziasse a guardare anche in altre direzioni e non solo verso i redditi e i diritti dei lavoratori e dei pensionati, prendendo atto che in questi anni le disuguaglianze nel nostro Paese sono ulteriormente cresciute”.

Riforma pensioni, fase due: età pensionabile.

Le tre confederazioni chiedono di interrompere l’innalzamento automatico dell’età pensionabile, previsto dalla riforma del 2011 per adeguarla alla speranza di vita. Nel 2019 si andrà in pensione a 67 anni. Altri tre mesi saranno aggiunti nel 2021, mentre dal 2023 si prevede un incremento di due mesi alla volta: l’età pensionabile sarà di 68 anni e 1 mese nel 2031, di 68 anni e 11 mesi nel 2041 e di 69 anni e 9 mesi nel 2051. Il primo aumento, quello a 67 anni, dovrà essere autorizzato con un decreto interministeriale da emanarsi entro il 1° gennaio 2018. A fronte di questo, per i sindacati è fondamentale “interrompere, con un atto normativo, l’automatismo previsto dal dl 78/10 sull’adeguamento dell’età di pensione alla speranza di vita”.

Riforma pensioni fase due: lavori di cura, rivalutazioni, pensioni giovani, flessibilità.

Sul fronte riforma pensioni, nella fase due rimangono ancora in discussione importanti argomenti: la definizione di una “pensione contributiva di garanzia” per i giovani, il riconoscimento dei contributi figurativi per chi ha svolto un lavoro di cura per anziani e disabili, il riconoscimento di un anticipo legato alla maternità (la proposta sindacale è di un anno per figlio), il rafforzamento della flessibilità nell’accesso al pensionamento, lo sviluppo della previdenza complementare (con la conseguente adozione di misure che favoriscano gli investimenti dei fondi nell’economia reale), la rivalutazione delle pensioni attuali (la Cgil vorrebbe “adottare meccanismi a scaglioni”) e l’adeguatezza di quelle future.

Pensioni, età pensionabile: la posizione della Ragioneria Generale dello Stato.

Interventi di legge “diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici” sulle pensioni, inclusi gli scatti di età, “ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano”. Così la Ragioneria generale dello Stato, nel rapporto sulla spesa per pensioni. “Ritornare nella sfera della discrezionalità politica” determinerebbe un “peggioramento della valutazione del rischio paese”. “Il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico” sulle pensioni sono “dei fondamentali parametri di valutazione dei sistemi pensionistici specie per i paesi con alto debito pubblico come l’Italia”, prosegue il Report. “Ciò non solo perché” la previsione di requisiti minimi, come quelli sull’età, è “condizione irrinunciabile” per “la sostenibilità, ma anche perché costituisce la misura più efficace per sostenere il livello delle prestazioni”.

Pensioni, le ultime dichiarazioni di Maurizio Petriccioli.

“Nei mesi scorsi ed anche nelle ultime settimane, durante il negoziato in corso tra Cgil Cisl Uil ed il governo sulle pensioni è più volte emersa la richiesta sindacale di non procedere nel 2019 con l’automatismo che lega l’aspettativa di vita e l’età pensionabile che provocherebbe l’ennesimo slittamento in avanti dei requisiti necessari al pensionamento, già oggi i più avanzati a livello europeo in quanto previsti a 66 anni e 7 mesi”. E’ quanto sottolinea il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli, responsabile delle politiche previdenziali. Che aggiunge: “Per la Cisl si tratta di un rinvio necessario e sopportabile che trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione. L’intervento della Ragioneria Generale, in questo contesto e su questo argomento così delicato, somiglia molto, con tutto il rispetto, ad un consiglio che le volpi possono dare alle galline per vivere più a lungo. L’esito è scontato”.

Sulle pensioni, la Ragioneria generale “ha compiuto un intervento da cartellino rosso: non è sua competenza intervenire in materia su cui, invece, sono il Governo e il Parlamento a dover decidere”. Cosi’ il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in una nota. La Ragioneria finge di ignorare che l’Italia ha la maglia nera tra i paesi Ue per l’età di accesso alla pensione: ecco perché aumentarla ancora sarebbe una vera crudeltà per i lavoratori”, sottolinea il sindacalista. La Uil, spiega, “propone di sterilizzare l’incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita previsto nel 2019 e, contemporaneamente, di studiare la reale situazione nei diversi settori lavorativi”.

Pensioni, la posizione di Domenico Proietti in merito alle dichiarazioni della Ragioneria dello Stato.

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, sottolinea come sulle pensioni la Ragioneria generale “ha compiuto un intervento da cartellino rosso: non è sua competenza intervenire in materia su cui, invece, sono il Governo e il Parlamento a dover decidere”. “La Ragioneria finge di ignorare che l’Italia ha la maglia nera tra i paesi Ue per l’età di accesso alla pensione: ecco perché aumentarla ancora sarebbe una vera crudeltà per i lavoratori – sottolinea Proietti – “La Uil propone di sterilizzare l’incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita previsto nel 2019 e, contemporaneamente, di studiare la reale situazione nei diversi settori lavorativi”.

Pensioni, le ultime news di Tito Boeri sulla posizione della Ragioneria dello Stato.

In accordo con la Ragioneria generale, Boeri ribadisce la sua posizione sull’argomento, ricordando che guardando avanti ci sarebbe un “aggravio di spesa” che “noi stimiamo in 141 miliardi di euro“. Il numero uno dell’istituto previdenziale fa poi notare che “le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l’aumento dell’età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare?”. Quindi, secondo il presidente Inps, ci sarebbero, con un intervento di congelamento dell’automatismo sull’età, conseguenze sia sul passato sia sul futuro.

“Le pensioni sarebbero più basse” senza un aumento progressivo dell’età pensionabile, che quindi “non è neanche nell’interesse dei lavoratori più deboli: se possono andare in pensione prima, sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingerli a ritirarsi prima. A quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse” visto il funzionamento del sistema contributivo. Infine Boeri conclude che se una persona “percepisce la pensione più a lungo, perché si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere”.

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