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Riforma pensioni oggi 14 agosto 2017: Ape, pensioni anticipate, età pensionabile, indicizzazione, rivalutazioni

Riforma pensioni, oggi 14 agosto 2017. I prossimi temi sul fronte pensioni da discutere in autunno saranno la questione dell’adeguamento o meno dei requisiti di pensionamento alla speranza di vita. Sul tavolo c’è anche il nodo dell’indicizzazione delle pensioni all’inflazione, in discussione al tavolo governo-sindacati ma sul quale grava la pesante attesa della Consulta. Il 24 ottobre, infatti, saranno discusse le questioni di costituzionalità delle regole sulla perequazione messe a punto dal governo Renzi con il decreto legge 65/2015 in risposta alla bocciatura delle norme precedenti, arrivata sempre dalla Corte costituzionale con la famosa sentenza 70/2015.

Con la riforma Monti-Fornero (dl 201/2011) si decise non solo il definitivo passaggio al contributivo per tutti e l’innalzamento dei requisiti ma anche, con una norma transitoria, di bloccare parzialmente l’adeguamento all’inflazione degli assegni già in pagamento. Nel 2012 e nel 2013 venne così riconosciuto l’adeguamento pieno solo per le pensioni di importo fino a 3 volte il trattamento minimo. Con la sentenza 70, la Corte ha dichiarato illegittima questa norma. Il governo con il decreto 65/2015, con cui è stato introdotto un nuovo meccanismo di perequazione riferito al biennio 2012-2013, ha stabilito un adeguamento al 100% per gli assegni fino a 3 volte il minimo; del 40% tra 3 e 4 volte; del 20% tra 4 e 5; del 10% tra 5 e 6; nullo per importi oltre sei volte il minimo. Chi è rimasto escluso ha fatto ricorso in tribunale, ponendo questioni di legittimità costituzionale sia sul biennio di mancata perequazione sia sul cosiddetto “mancato trascinamento” sul periodo 2014-2018, ritenuto penalizzante per gli importi più elevati.

Riforma pensioni oggi 14 agosto 2017: indicizzazione, rivalutazioni

L’attuale meccanismo di indicizzazione sarà oggetto della “fase due” del confronto sindacale. L’impegno del governo è di introdurre un sistema di perequazione basato sugli “scaglioni di importo” e non più sulle “fasce di importo” a partire dal 2019, lo stesso anno in cui scatterebbe il nuovo adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di pensionamento. Nel protocollo siglato l’anno scorso si parla anche della possibilità di valutare l’utilizzo di indici diversi di inflazione, più rappresentativi della spesa dei pensionati.

Pensioni anticipate e Ape volontaria, le ultime news ad oggi 14 agosto 2017.

Intanto, sul fronte pensioni anticipate, sarebbe quasi pronto il decreto sull’Anticipo pensionistico (Ape) volontario, con 63 anni e 20 di contributi, pagando una rata sul prestito. Il testo è stato modificato raccogliendo diverse osservazioni del Consiglio di Stato. Tra i suggerimenti c’è il riconoscimento della retroattività della misura, a partire dal 1 maggio per chi ne abbia i requisiti e lo domandi. Su questo il governo è al lavoro per inserire la clausola, ultimo nodo da sciogliere prima di chiudere il provvedimento, che dovrebbe essere firmato a giorni, per diventare operativo a settembre.

Pensioni anticipate e Ape: le ultime news di Cesare Damiano.

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate e Ape vengono fornite dal presidente della commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, che dichiara: “Sia l’Ape social che quella volontaria scadono a fine 2018, subito dopo, a partire dal 2019, scatterebbe l’aumento di cinque mesi per l’età di uscita”. “In ogni caso se, come auspico, l’Ape dovesse essere confermata oltre la fase di sperimentazione, la conseguenza sarebbe uno slittamento di cinque mesi” dei requisiti per accedere al pensionamento anticipato: “da 63 anni a 63 anni e 5 mesi”. Per Damiano “tutto questo è altamente contradditorio: tutta la materia andrebbe ridefinita, agendo sull’età pensionabile, con un rallentamento dell’adeguamento all’aspettativa di vita, o dal lato dell’Ape, mantenendo fermi i 63 anni)”.

Pensioni anticipate e Ape volontaria: le ultime news ad oggi 14 agosto 2017.

Dopo il via libera del Consiglio di Stato, sembra che i testi sull’Ape volontaria sia in dirittura d’arrivo e che manchino le limature per il provvedimento sull’Anticipo pensionistico volontario, che permette di accedere alla pensione con 63 anni e 20 di contributi, pagando una rata sul prestito. Il testo è stato modificato raccogliendo diverse osservazioni di Palazzo Spada. Tra i suggerimenti c’è il riconoscimento della retroattività della misura, a partire dal 1 maggio per chi ne abbia i requisiti e lo domandi. Su questo il governo è al lavoro per inserire la clausola, ultimo nodo da sciogliere prima di chiudere il provvedimento, che dovrebbe essere firmato a giorni, per diventare operativo a settembre. Il Consiglio di Stato nel parere positivo allo schema di decreto, aveva posto come osservazione di prevedere, “a domanda dell’interessato, l’efficacia retroattiva della norma, in modo da sterilizzare il ritardo nell’emanazione del regolamento e far beneficiare degli effetti della misura fin dalla data del primo maggio 2017, con conseguente maturazione del diritto alla corresponsione degli arretrati dei ratei dell’anticipazione pensionistica”.

Pensioni, le ultime dichiarazioni di Tommaso Nannicini.

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate e Ape vengono fornite da Tommaso Nannicini al Sole24Ore. Per quest’ultimo “la sostenibilità del sistema previdenziale non è solo questione di conti che non possono essere scassati, ma di equità tra generazioni. Se si parla del sistema retributivo o del misto, quelli che riguardano chi sta per andare in pensione adesso, non ha senso cancellare l’adeguamento per tutti. Ma come ha ricordato anche l’Ocse, non tutti i lavoratori sono uguali. Nella scorsa legge di bilancio sono già stati esclusi i lavori usuranti. Bisogna vedere se ci sono margini per fare ulteriori interventi selettivi. E vanno rafforzati gli strumenti, come l’Ape sociale che sta avendo molto successo, che agiscono dal lato degli ammortizzatori sociali dando un reddito ponte fino alla pensione per chi è in difficoltà. Per gli altri, va fatta partire subito l’Ape volontaria. Ulteriori ritardi, con i tassi attuali, sarebbero dannosi oltre che incomprensibili.”

Intervistato da Il Sole 24 Ore, Nannicini ha sottolineato:”Le proposte per cancellare del tutto l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita non sono solo una mina per i conti pubblici, ma vanno nella direzione contraria a quella indicata dal Partito democratico dell’equità tra le generazioni e dentro le generazioni”. L’economista ha spiegato:”È una contraddizione parlare di pensioni per i giovani e poi chiedere più risorse solo per chi in pensione ci va oggi”.

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