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Giustizia e Carceri, le ultime dichiarazioni di Paolo Izzo (Radicali)

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news sul mondo delle carceri: nuovo caso di evasione. Ennesimo caso di evasione dal carcere durante un permesso premio. Non è il primo caso, durante quest’estate. A Volterra un detenuto condannato all’ergastolo ha ricevuto un permesso premio di 10 giorni e non è mai rientrato nella cella. Un detenuto in Sardegna è evaso ma è stato ripreso dalla polizia. Due ragazzi a Torino sono evasi, per poi essere ripresi. Un detenuto a Livorno, anche lui fuori dalla struttura per un permesso premio, non è rientrato in carcere. Ad ultimo, un detenuto nel carcere di Perugia, accusato di rapina con fine pena tra meno di un anno, non è rientrato nella struttura detentiva dopo un permesso premio.

Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 15 agosto 2017: le dichiarazioni di Cosimo Ferri.

La Nazione ha intervistato il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, che si è espresso sul problema delle evasioni: “Sono episodi gravi da non sottovalutare, ma certamente isolati e che non possono inficiare la tenuta del sistema. Si tenga presente che il numero di permessi premio che vengono concessi è superiore a 32.000 e che nelle carceri italiane vi sono 54.000 detenuti, dati che ci consentono di affermare che il nostro sistema carcerario funziona sia in termini di sicurezza, che di rieducazione. Negli ultimi anni, anche grazie alla legislazione di questi Governi, si è puntato molto sulla funzione rieducativa della pena perché è l’unica strada certa che consenta di ridurre il tasso di recidiva. In questo senso va anche la recente riforma dell’ordinamento giudiziario di cui a breve usciranno i decreti delegati. Nei casi di cronaca è singolare notare come ad esempio il detenuto che, solo poche ore fa, non è rientrato nella struttura perugina avesse da scontare solo pochi mesi di pena”. Ferri ricorda che “Il soggetto è punibile a titolo dì evasione, con la conseguenza che si applicherà l’articolo 385 del Codice penale che punisce tale condotta con la reclusione da 1 a 3 anni”.

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