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Riforma pensioni oggi 11 novembre 2017: età pensionabile, Ape, precoci, news governo sindacati, opzione donna

Riforma pensioni, oggi 16 agosto 2017. Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera parla degli obiettivi importanti da perseguire sul fronte pensioni e previdenza in vista della prossima Legge di Bilancio: «Sul versante del lavoro occorre garantire una ‘discontinuita”sugli incentivi per l’assunzione dei giovani. Devono essere strutturali e bisogna dire basta agli incentivi-spot modello Jobs Act. Occorre prevedere una revisione delle normative per impedire licenziamenti individuali e collettivi troppi facili e per prolungare le tutele garantite dagli ammortizzatori sociali”.

“Sul fronte della previdenza – spiega Damiano – dobbiamo pretendere che tutti coloro che hanno fatto domanda per l’APE sociale, avendone i requisiti, possano accedere alla pensione: questo richiedera’ un rifinanziamento della normativa nella legge di Bilancio. Infine, bisognerebbe impedire l’innalzamento automatico dell’eta’ pensionabile collegata all’aumento della aspettativa di vita”. “La nostra proposta e’ quella di saltare o rallentare il gradino che nel 2019 portera’ a 67 anni il momento della pensione, con un aumento di ben 5 mesi. I contenuti non mancano per una battaglia di sinistra: altra cosa sarebbe una sterile opposizione pregiudiziale alla legge di Bilancio”.

Pensioni, età pensionabile, aspettativa di vita: le ultime news di Cesare Damiano.

Sul fronte pensioni, età pensionabile, ed aspettativa di vita, il presidente Cesare Damiano specifica la sua posizione:”Nessuno ha mai chiesto di cancellare del tutto il meccanismo. Io e il collega Sacconi abbiamo solo chiesto di studiarne uno nuovo che rallenti l’aumento dell’eta’ della pensione. Già oggi, in questo campo, l’Italia ha il record mondiale. Non esageriamo”.

Nell’intervista al Corriere della Sera, Damiano evidenzia come sull’età pensionabile “si sta sollevando un polverone preventivo per sbarrare la strada a un intervento di semplice buon senso”. “Quello della Ragioneria dello Stato “mi sembra un intervento a gambina tesa, un altro tentativo per fermare il dibattito sulla revisione di un meccanismo che non è più giustificato”. “Il tono apocalittico della Ragioneria dello Stato – prosegue Damiano – e’ contraddetto da un altro passaggio dello stesso documento: in ogni caso l’eta’ della pensione salirà a 67 a partire dal 2021. E questo per una clausola di salvaguardia richiesta dalla commissione europea e dalla Banca centrale europea. Rallenteremmo di due anni. A me andrebbe benissimo”.

Pensioni anticipate e Ape volontaria, le ultime news ad oggi 16 agosto 2017.

Sul fronte pensioni anticipate e Ape, per Damiano ci sono “buone notizie sul fronte dell’APE volontario: il Decreto sara’ firmato da Gentiloni al massimo entro i primi giorni di settembre. Potranno accedere alla normativa i lavoratori con i seguenti requisiti: almeno 63 anni di eta’, 20 anni di contributi e un assegno mensile non inferiore a circa 702 euro. Questa modalità si aggiunge all’APE sociale, che e’ riservata a chi svolge lavori gravosi. L’Anticipo Pensionistico volontario passa attraverso un prestito bancario il cui costo dovrebbe essere inferiore al 5% del valore della pensione per ogni anno di anticipo, compreso il costo dell’assicurazione”.

“Il Decreto – prosegue – arriva con molto ritardo: giunti fin qui, si tratta di effettuare una messa a punto di tutta la normativa che riguarda la flessibilità previdenziale e l’età pensionabile. In primo luogo va garantita la retroattività a partire da maggio; in secondo luogo va assicurata nella legge di Bilancio la copertura anche a chi eccede i numeri previsti per l’APE sociale e per i lavoratori precoci, visto il successo dell’iniziativa. Si tratta di circa 6.000 domande in piu’; infine, va affrontato il problema dell’eta’ pensionabile: e’ ridicolo anticipare di 3 anni e 7 mesi l’eta’ della pensione con l’APE per poi posticiparlo di 5 mesi a partire dal 2019”.

“La salita va rallentata considerando che, nel 2015, l’aspettativa di vita e’ diminuita. Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel suo Rapporto del 2016, ha rilevato il problema e ha parlato di ‘…un adeguamento significativamente contenuto rispetto a quello ipotizzato…’ (cioe’ 5 mesi), proprio a causa della diminuzione del 2015, anche a fronte di un recupero della crescita dell’aspettativa di vita nell’anno successivo”. “Stupisce il fatto che la Ragioneria, nelle recenti dichiarazioni che paventavano lo scardinamento del meccanismo dell’eta’ pensionabile (che nessuno ha chiesto), non abbia tenuto conto del Rapporto del suo ministero di riferimento, il MEF”, conclude Damiano.

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