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Riforma pensioni oggi 12 settembre 2017: rivalutazione, assegno di garanzia, pensioni anticipate, Ape donna

Riforma pensioni, le dichiarazioni di Morando sul blocco dell’età pensionabile. Il dibattito sull’età pensionistico si fa sempre più acceso. Si parla dell’importanza di far crescere il pil per bloccare l’età pensionistica (ed infatti il Movimento 5 stelle aveva proposto un investimento per accrescere lo sviluppo telematico per aumentare il pil), ma il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, non condivide l’idea di utilizzare risorse da investire per la crescita del pil che consente di bloccare l’età alla pensione. Durante un’intervista a Repubblica, ha affermato che “Sulla previdenza abbiamo varato un intervento molto significativo l’anno scorso; sarebbe un errore scegliere ora come priorità la previdenza rispetto all’occupazione giovanile: purtroppo le risorse per tutto non ci sono”.

Riforma pensioni, le dichiarazioni di Morando sull’occupazione giovanile.

Secondo Morando è necessario puntare l’attenzione su pochi obiettivi, e tra questi un intervento a favore dell’occupazione giovanile: “L’ipotesi che mi convince di più è il taglio del 50% del cuneo fiscale e contributivo per i primi due anni a favore di chi assume giovani fino a 30 anni, anche un pò oltre con un contratto a tempo indeterminato”, ha dichiarato il viceministro.

Riforma pensioni, le dichiarazioni di Damiano sull’occupazione giovanile.

Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano ha commentato all’Ansa il pensiero di Morando: “Concordo con Morando quando propone un intervento, nella prossima legge di Bilancio, a favore dell’occupazione dei giovani. Si tratta di una scelta prioritaria. Archiviare la brutta esperienza degli incentivi-spot del Jobs Act e sostituirla con un taglio strutturale al costo del lavoro a vantaggio delle imprese che assumono under 35 a tempo indeterminato, è sicuramente una svolta importante. Non concordo, invece sulla chiusura a proposito della previdenza. Intanto perché c’è un tavolo di confronto aperto tra Governo e sindacati sulle pensioni: o è finto, tanto per fare ginnastica; o è vero, e allora non bisogna chiudere pregiudizialmente la porta a eventuali soluzioni. Una risposta all’APE sociale e ai ‘precoci’, per quanto riguarda il soddisfacimento delle domande in esubero (circa 6.000), andrà data con lo stanziamento di nuove risorse nella legge di Bilancio. Infine, per quanto riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, un rallentamento della salita è obbligatorio e non va messo in contrapposizione con l’intervento per i giovani. La ragione la spiega il Rapporto del 2016 del ministero di Morando: ‘… a seguito dell’accertata diminuzione della speranza di vita per l’anno 2015, difficilmente l’adeguamento decorrente dall’anno 2019 potrà rispettare quanto previsto (5 mesi) dallo scenario demografico ISTAT’. È semplicemente quello che chiediamo”.

Riforma pensioni, Cesare Damiano: i giovani, il turnover, la crescita del Pil.

Cesare Damiano ha parlato all’Ansa di giovani, di turnover, di  “La crescita del Pil anche nel secondo semestre del 2017, con un significativo + 1,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente, è un buon risultato per Gentiloni, anche se siamo ancora al di sotto degli obiettivi realizzati dagli altri principali Paesi europei. Più crescita vuol dire più risorse per la legge di Bilancio: questa è l’altra vera buona notizia. C’è spazio dunque per una manovra espansiva e sociale. Occorre proseguire sulla strada dei superammortamenti per l’acquisto di macchinari – prosegue – e concentrare l’attenzione sui giovani. Dal lato del lavoro dobbiamo prevedere incentivi strutturali per l’assunzione a tempo indeterminato degli under 35, cambiando decisamente rotta rispetto agli incentivi-spot introdotti con il Jobs Act; dal lato della previdenza dobbiamo irrobustire la scelta dell’anticipo della pensione che favorisce, con il turnover, l’assunzione dei giovani. Si dovrà anche trovare lo spazio per attuare quanto descritto nel Rapporto del MEF del 2016 – spiega Damiano -cioè rallentare la prevista salita di 5 mesi dell’età pensionabile, prevista dal 2019, a fronte della certificata diminuzione dell’aspettativa di vita nel 2015. Chiediamo coerenza e trasparenza al ministro Padoan che conosce sicuramente a menadito i contenuti del sopracitato Rapporto del suo ministero”.

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