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Riforma pensioni, oggi 16 ottobre 2017: pensioni anticipate donne, incontro governo sindacati, legge di Bilancio

Riforma pensioni, le novità ad oggi 24 agosto 2017. Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite in un’intervista a Libero da Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia all’Università di Milano-Bicocca. Nella sua intervista a Libero spiega come il calo demografico sia il vero problema del nostro Paese:”Non facciamo figli, e se li facciamo sono troppi pochi…L’immigrazione ha compensato per un po’ il saldo naturale negativo fra nati e morti. Oggi non lo fa più”, spiega il professore dimostrando come anche il tasso di natalità delle straniere stia scendendo.

“L’immigrazione – spiega il professore – va gestita con criteri di sostenibilità, per non compromettere il benessere di chi c’è e di chi arriva. Possiamo permetterci di ricevere chi vada a colmare effettive carenze in determinati settori. Penso agli indiani che mungono le mucche della pianura padana, alle badanti dell’Est Europa… Il mercato, alle condizioni attuali, ha un certo bisogno di manodopera straniera. Sottolineo: alle condizioni attuali”. Ecco svelato il trucco: “Basterebbe alzare il livello delle retribuzioni e cambiare certi contratti per spingere i giovani italiani a fare quei lavori che oggi non fanno”.

Pensioni e immigrazione: le repliche di Blangiardo a Tito Boeri.

E sulle pensioni per Blangiardo il discorso è chiaro: “Quelli di Boeri sono discorsi un po’ propagandistici. Certo, oggi l’Inps incassa i contributi di giovani immigrati e li usa per pagare gli assegni. Ma vanno considerate due cose. Anzitutto, è vero: noi abbiamo bisogno ogni anno di un certo numero di nuovi lavoratori che versino contributi. Ma non necessariamente devono essere stranieri, potrebbero anche essere donne o giovani italiani, per citare due categorie il cui tasso di partecipazione al mercato del lavoro è basso.

Inoltre, “i contributi versati dagli immigrati sono un prestito, non un regalo. Andranno restituiti sotto forma di assegni pensionistici. Non si può mica sperare che gli immigrati si dimentichino di quanto hanno versato in Italia e se ne tornino nei Paesi d’origine senza reclamarlo…”. Questo significa, appunto, che in futuro l’immigrato che oggi ci paga le pensioni domani dovrà incassarla. “Io ho fatto qualche calcolo – spiega l’esperto – confrontando anno dopo anno il numero dei sessantacinquenni presenti in Italia con il numero delle persone nate in Italia 65 anni prima. Inizialmente il primo numero è inferiore: di tutti i nati, non tutti sopravvivono fino a quell’età. Col tempo, il primo numero diventa maggiore. Come si spiega? A compiere 65 anni sono soggetti non nati in Italia, ma invecchiati qui. Ebbene, all’incirca dal 2030 in poi la differenza tra i due numeri è nell’ordine di 200 mila persone all’anno”. Inoltre, i calcoli di Boeri non tengono conto dei costi che l’Italia sostiene in altri campi, dalla scuola all’assistenza sanitaria.

Riforma pensioni, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, che sta già pensando all’agenda dei lavori da sottoporre, alla ripresa, al governo. “Portare avanti a settembre il tavolo sulle pensioni, senza alcuno stop, e insistere anzi su «un patto sociale allargato su investimenti, fisco e salari». Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, è in questi giorni in montagna, ma sta pensando all’agenda dei lavori da sottoporre, alla ripresa, al governo. La Furlan parla del blocco dell’aumento dell’età dal 2019: “Noi, come sindacato, abbiamo fatto un accordo con il governo, che stiamo realizzando. La prima parte prevedeva meccanismi di uscita, come l’Ape, la seconda parte la riapertura di una discussione sui meccanismi che regolano l’aspettativa di vita. Quindi a settembre il tavolo deve andare avanti, la cosa di buon senso è proseguire in quello che abbiamo condiviso”.

Per la Furlan “l’attuale meccanismo diventa davvero insostenibile per tanti lavoratori: penso alle categorie interessate dall’Ape social, ai lavoratori precoci e usuranti e a quelli che vivono una particolare situazione di salute o di famiglia. Vi sono tanti lavori che è impensabile siano svolti, in prospettiva, fino a 70 anni. Nessuno ha mai chiesto di togliere il meccanismo, semmai di rallentarlo e di monitorare assieme cosa comporta. A settembre abbiamo tanto di cui discutere: c’è sia il tavolo sul lavoro, sia il tema della pensione per i giovani e della perequazione per gli attuali pensionati. Su tutti i punti spero di realizzare, mantenendo i piedi per terra e col buon senso di tutti, dei passi avanti.

Pensioni di garanzia e riscatto di laurea, le news di Annamaria Furlan.

Per i giovani si parla di una pensione ‘di garanzia’ e del riscatto gratuito della laurea. Per la Furlan si tratta di forme assolutamente interessanti sulle quali sviluppare il confronto. Nel sistema tutto contributivo, in cui va peraltro tenuto conto che non ci sarà più la pensione sociale, i giovani sono penalizzati in modo insopportabile. Se non mettiamo le mani a questo diabolico combinato disposto il contributivo e l’adeguamento automatico dell’età – sono destinati a essere dei futuri anziani poveri. Si tratta di identificare le priorità, costruendo un percorso a tappe”.

Riforma pensioni, Fase due: le ultime news di Domenico Proietti.

Sul fronte pensioni e fase due, anche Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, attende con fermento il seguito del confronto con il governo:”La vertenza previdenza non è chiusa, se è vero come è vero che il governo Gentiloni e’ impegnato in un serrato confronto con i sindacati sulla fase 2 prevista dal verbale sottoscritto lo scorso settembre. Il confronto verte sui giovani, donne, previdenza complementare e sul legame automatico all’aspettativa di vita che non è uguale per tutti i lavori. Su questi temi la Uil si aspetta risposte positive già il 30 agosto quando riprenderà il confronto con il Governo”.

Riforma pensioni, età pensionabile, aspettativa di vita: le ultime dichiarazioni di Cesare Damiano.

“L’età pensionabile varia, come sappiamo, in relazione all’andamento dell’aspettativa di vita. Questo meccanismo, introdotto dal Governo Berlusconi e inasprito da quello di Monti, si è fin qui basato su un freddo calcolo demografico che dava per scontato che gli italiani sarebbero, insieme ai giapponesi, i più longevi della terra. Da qui l’idea, perversa, di far salire l’età della pensione indefinitamente, fino a superare la soglia dei 70 anni alla metà del secolo. Ma il meccanismo statistico si è inceppato e tornano a fare capolino alcune considerazioni sociali”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, secondo quanto riporta l’agenzia 9Colonne.

“L’allarme – prosegue – lo ha lanciato Gian Carlo Blangiardo, dell’Universita di Milano Bicocca, che ha messo in luce come, nel 2017, con una impennata della mortalità del +15% nei primi tre mesi, potremmo registrare per la seconda volta, dopo il 2015, un calo della speranza di vita. Il Governo, anziché opporre veti pregiudiziali ad aprire una discussione sul tema, come ha fatto Morando, farebbe bene a mettere in conto una revisione del meccanismo: già con il calo del 2015 non c’è spazio per un ulteriore aumento dell’età pensionabile di 5 mesi dal 2019”. “Se la Ragioneria ha fatto i conti senza l’oste – spiega Damiano – e non ha previsto l’adeguamento al basso, i conti vanno rifatti. Inoltre, sarebbe giusto che la politica passasse dall’aritmetica al sociale, considerato che l’aumento della mortalità potrebbe nascondere, secondo Blangiardo, una insufficiente protezione del sistema sanitario di cui fanno le spese i più deboli, a partire dagli anziani”. ” La crescita delle diseguaglianze ha aumentato il numero di coloro che rinunciano a curarsi. C’è di che riflettere nella prossima legge di Bilancio”, conclude Damiano.

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