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Riforma pensioni oggi 18 novembre 2017: età pensionabile, pensioni anticipate e complementari, lavori gravosi

Riforma pensioni, le novità ad oggi 25 agosto 2017. Sul fronte pensioni, previdenza e lavoro, dopo la pausa estiva, riprende il confronto tra governo e organizzazioni sindacali. L’incontro si terrà mercoledì 30 agosto 2017, alle ore 12.00, presso la sede del ministero del Lavoro. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha scritto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per confermare, secondo quanto convenuto al termine della riunione dello scorso 27 luglio, il primo degli incontri in calendario, dedicato alle tematiche previdenziali.

Legge di Bilancio e Reddito d’Inclusione, le news dell’onorevole Anna Giacobbe.

Si fa, intanto, un gran discutere su come dovranno essere utilizzate le risorse della prossima Legge di Bilancio. L’onorevole Anna Giacobbe, membro della Commissione Lavoro alla Camera, riporta l’attenzione su un argomento di cui poco si parla, che “invece – come ribadisce la Giacobbe – è un impegno che dobbiamo assolutamente rispettare: aumentare la dotazione del Fondo per il contrasto alla povertà. Abbiamo una buona legge e tra pochi giorni saranno perfezionati tutti gli atti necessari a far partire il REDDITO DI INCLUSIONE”: quasi due miliardi all’anno sono già a disposizione, e serviranno soprattuto per le famiglie con figli piccoli, oltre a quello che già si impiega per l’assegno sociale destinato agli anziani senza un reddito proprio. Non basta per sradicare la povertà assoluta, che è l’impegno a che abbiamo assunto con l’approvazione della legge 33. Con La legge di Bilancio per il 2018 si dovranno trovare altri denari. Le cose vanno meglio per l’economia nazionale: facciamo in modo che se ne accorgano anche coloro che hanno pagato di più la crisi, e che continuano a subirne gli effetti, i più poveri”.

Legge di Bilancio e misure per i giovani, le news di Cesare Damiano.

E mentre si avvicina la legge di Bilancio, “si precisano i contorni della manovra per incentivare il lavoro dei giovani. Le opzioni in campo sono ancora molte, ma l’importante è non ricadere negli errori commessi al tempo del Jobs Act”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera secondo il quale “correggere la filosofia malata del Jobs Act dovrebbe essere uno dei punti fondamentali della prossima legge di Bilancio”. Per Damiano sono due in particolare gli aspetti su cui intervenire: il primo riguarda la modalità degli incentivi, per i quali dovrebbe essere scelta la strada degli incentivi strutturali, il secondo aspetto riguarda i vincoli posti alle imprese. “Adesso ci si rende conto che aver reso senza tutele e a buon mercato il licenziamento può aver indotto alcune imprese a beneficiare degli sgravi fiscali, sostituendo i lavoratori anziani con quelli giovani perché meno costosi e dei quali ci si può anche liberare con più facilità esaurito il periodo degli incentivi”.

Pensioni e misure per i giovani, le news dell’onorevole Cesare Damiano.

Sul fronte pensioni, per Damiano il Governo, dopo la chiusura iniziale sul tema delle pensioni, adesso sta diventando più morbido. “Il primo consiglio che vorremmo dare all’Esecutivo è quello di evitare di mettere in contrapposizione gli interventi sul lavoro con quelli sulla previdenza, i giovani con gli anziani. Sarebbe una scelta perdente e miope in vista della prossima legge di Bilancio. Definire, al tavolo con i sindacati, i contenuti della pensione contributiva di garanzia, significa pensare da adesso a coloro che cominceranno a lasciare il lavoro a partire, all’incirca, dal 2035: si tratta di chi lavora da vent’anni (dopo il fatidico 1996 che ha introdotto il sistema contributivo) e dei giovani che devono ancora entrare nel mercato del lavoro.

Sappiamo che si tratta di un intervento costoso: nella nostra proposta di legge (Gnecchi-Damiano) si prevede, in integrazione, fino a 500 euro al mese al fine di raggiungere l’obiettivo di una pensione di “dignità” (1.000 euro al mese?). Un intervento che comincerà a produrre i suoi effetti nei prossimi decenni: sappiamo che la scelta definitiva potrebbe ricadere sulle prossime legislature. Però non basta una petizione di principio: un segnale il Governo lo deve dare subito, ad esempio cancellando la regola introdotta dal Governo Monti in base alla quale il diritto ad andare in pensione a 63 anni (pensione flessibile) per i giovani con il sistema contributivo è subordinato al conseguimento di un assegno pensionistico di almeno 2,8 volte quello minimo (cioè circa 1.400 euro mensili). Un obiettivo non facile da raggiungere soprattutto per la generazione del lavoro discontinuo a bassa retribuzione. Una tagliola crudele e stupida se è vero che la pensione contributiva restituisce quello che si è versato. Semmai gli assegni troppo bassi andrebbero integrati, come abbiamo detto sopra, al fine di raggiungere l’obiettivo di una pensione di dignità per i giovani, evitando il comodo rifugio nel lavoro nero (tanto la pensione non ce l’avrò mai)”.

Pensioni e quattordicesima, le ultime news ad oggi 25 agosto 2017.

Recentemente molti pensionati hanno ricevuto la quattordicesima, in alcuni casi anche per la prima volta, ma potrebbe essere capitato che qualcuno che dall’inizio dell’anno si aspettava di riceverla non l’abbia avuta. In questo caso, ricorda, occorre presentare all’Inps, anche con l’assistenza di un patronato o di un professionista, una domanda di ricostituzione della pensione, attraverso la quale di fatto attestare l’ammontare dei propri redditi, in modo da dimostrare da rispettare quelli previsti dalla legge per l’erogazione della quattordicesima. Potrebbe infatti essere capitato che l’Istituto nazionale di previdenza sociale abbia avuto problemi a raccogliere i giusti dati per determinare la situazione reddituale del pensionato. L’Inps, laddove venga riconosciuto un errore, dovrà eventualmente riconoscere anche gli arretrati dal momento in cui è sorto il diritto alla prestazione, nel limite di prescrizione di cinque anni.

Pensioni anticipate donne, le ultime news di Orietta Armiliato.

La prossima settimana riprenderà, quindi, il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza, ed Il Sole 24 Ore rilancia l’ipotesi che le parti riescano a convergere su un intervento in favore delle donne, che scontano ancora un crescente divario con gli uomini nell’ambito delle carriere lavorative che si riflette sulle retribuzioni e le pensioni. La misura potrebbe concretizzarsi in un accesso più “agevole” all’Ape social, magari con un numero di anni di contributi versati inferiore rispetto a quelli richiesti o con un’età più bassa rispetto ai 63 anni.”

Intanto, Orietta Armiliato, del gruppo Facebook Comitato Opzione Donna Social, ribadisce alcuni degli importanti obiettivi da raggiungere sul fronte previdenza delle donne. “Ricordo che: obiettivo di questo Comitato è concorrere al miglioramento della qualità della previdenza femminile VIGENTE in modo oggettivamente sostenibile, valorizzando il lavoro di cura che è da sempre appannaggio delle donne ma che mai è stato riconosciuto mentre ci ha penalizzato e ci penalizza nel percorso di crescita lavorativa. Questo mettere in valore che si potrà esprimere con il riconoscimento di anni di contribuzione o, ancor meglio, con qualche anno di età in meno da detrarre dai requisiti di accesso vigenti, non contravverrebbe a nessun monito sul discrimine di genere”.

Pensioni e nuovi incontri, le ultime dichiarazioni di Marco Leonardi al Sole 24 Ore

Le ultime news sul fronte pensioni anticipate e ape vengono fornite da Marco Leonardi che parla delle misure che verranno vagliate sul ponte mentre previdenza all’indomani della prossima legge di bilancio: “Il pacchetto di interventi previdenziali dell’ultima legge di Bilancio passerà invece per un rilancio della previdenza complementare e una robusta manutenzione delle misure già varate: dall’Ape volontaria e Rita, che dovrebbero decollare in settembre, all’Ape sociale e le flessibilità per precoci e usuranti. Per le lavoratrici più in difficoltà, per esempio, si va consolidando l’idea di uno sconto contributivo di 2 o 3 anni per accedere all’Ape social, schema che potrebbe coincidere (ma la decisione non è ancora presa) con la chiusura dell’opzione donna, la misura sperimentale che ha consentito l’uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell’assegno a 57 o 58 anni alle lavoratrici che avevano raggiunto i 35 anni di versamenti entro fine 2015. Tutte le ricalibrature della nuova flessibilità verranno naturalmente messe a punto alla luce dei dati Inps sull’utilizzo degli strumenti varati l’anno scorso, compreso il cumulo gratuito, misura che dovrebbe rivelarsi utilissima in prospettiva per i giovani con carriere discontinue e versamenti in gestioni diverse.”

Pensioni dei parlamentari e vitalizi, le ultime news di Luigi Zanda.

Intanto, sul fronte pensioni dei parlamentari e vitalizi, le ultime news vengono fornite da Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd. Il capogruppo dem, parlando con l’AdnKronos, ribadisce la volontà del Pd di andare avanti sul ddl, a prima firma Matteo Richetti, approvato alla Camera a fine luglio. Testo che, sottolinea Zanda, “esamineremo attentamente”. Sul provvedimento gravano dubbi di costituzionalità per l’effetto retroattivo nel ricalcolo contributivo per le pensioni dei parlamentari. “Insabbiarlo non se parla. Esaminarlo con attenzione, certamente. Inizieremo – spiega Zanda – con l’esame di costituzionalità che regge gran parte della normativa”.

Pensioni e retribuzioni, le rivendicazioni del Conapo.

E continuano, sul fronte pensioni e retribuzioni le rivendicazioni del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco. “Dagli incendi alle alluvioni, dai crolli ai terremoti, dai salvataggi nelle emergenze ai salvataggi quotidiani in tutta Italia. I Vigili del Fuoco sono il comune e costante denominatore di tutte le emergenze e della sicurezza degli Italiani. I politici twittano, lodano e ringraziano quando salviamo qualcuno, ma ci mettono in secondo piano quando chiediamo fondi per assumere personale, per acquistare mezzi e attrezzature efficienti e per avere lo stesso trattamento retributivo e pensionistico degli altri corpi, tra cui la polizia di stato che appartiene allo stesso ministero dell’ interno. Prima vengono sempre banche, vitalizi, sprechi pubblici e caste. I pompieri sono stanchi delle promesse e dei continui rinvii e non escludiamo di scendere in piazza di nuovo se non arriveranno segnali concreti”.

A dirlo è Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco che accusa “oltre a percepire 300 euro in meno al mese rispetto a un poliziotto, oltre ad essere sotto organico di 3500 unità in campo nazionale, oltre ad aver ricevuto solo 361 uomini per svolgere i compiti di lotta agli incendi ereditati dal soppresso Corpo Forestale dello Stato mentre ne servirebbero altri 2000, oltre ad avere attrezzature datate e mezzi da museo che a volte si fermano quando andiamo sugli interventi, , abbiamo anche elicotteri che non volano di notte mentre anche il terremoto di Ischia dimostra quanto sarebbero stati preziosi”. “Investire nei vigili del fuoco vuol dire investire nella sicurezza degli italiani, basta elogi e medaglie, chiediamo fatti concreti a governo e parlamento”, ha concluso il segretario del Conapo.

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