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Riforma pensioni, oggi 27 agosto 2017: Ape, pensioni anticipate, vitalizi, misure per i giovani

Riforma pensioni, oggi 27 agosto 2017. La prossima settimana dopo la pausa estiva, riparte il confronto al ministero del Lavoro tra il ministro Giuliano Poletti e i sindacati sul lavoro e la previdenza. Il governo dal suo canto si dice pronto a introdurre in legge di Bilancio sgravi strutturali per le assunzioni dei giovani ma chiuso dall’altra a modifiche sulla previdenza. Come concordato a fine luglio, i temi sono stati separati e il calendario prevede il riavvio del tavolo su previdenza complementare e pensioni dei giovani dal 30 agosto, seguirà il focus sulle politiche attive e passive, ammortizzatori sociali e Garanzia giovani, poi il tema della rivalutazione delle pensioni, e ancora la rappresentanza sindacale e la nuova governance dell’Inps oltre alla patata bollente dell’adeguamento all’aspettativa di vita oltre al “tagliando” per l’Ape sociale. L’impegno del premier Paolo Gentiloni per i giovani è stato esplicito: la prossima Legge di bilancio “non sarà una legge di spesa facile, sarà una legge con interventi molto selettivi” e “nell’ambito di questi limiti intendiamo concentrare questi impegni innanzitutto sul lavoro per i giovani”, ha detto domenica al Meeting di Cl.

Ma è sullo stop all’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, chiesto dai sindacati e non solo, che in questi giorni si è discusso molto. Con il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, che ha messo le mani avanti perché “sulla previdenza abbiamo varato un intervento molto significativo l’anno scorso” e “purtroppo le risorse per tutto non ci sono”. I presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, sono in prima linea per la soluzione della questione dell’aspettativa di vita.

Se sulle future pensioni dei ragazzi, intanto, Poletti è pronto a discutere con i sindacati per individuare soluzioni, il ministro ha detto chiaro e tondo che una revisione dell’adeguamento dell’età pensionabile non è all’ordine del giorno della legge di Bilancio. “Nessuno ci ha chiesto di abolire il collegamento e la connessione”, anche se “c’è una richiesta di discussione su tempi e modalità, ma credo che questo sia un tema che vada affrontato nel momento in cui l’Istat ci avrà dato i termini definitivi di questa situazione”, ha concluso lasciando pochi margini di speranza.

Pensioni dei parlamentari e vitalizi, le ultime news ad oggi 27 agosto 2017.

Le ultime news sul fronte pensioni dei parlamentari e vitalizi vengono fornite dal l’onorevole Cesare Damiano che spiega:”La legge sui vitalizi andrà cambiata al Senato. Sul loro taglio sono sempre stato d’accordo, tant’è che sono firmatario della proposta di legge Giacobbe che lo prevede, ma con un metodo diverso. Non sono d’accordo sulla legge Richetti perché non è nient’altro che una tardiva rincorsa alla demagogia dei 5 Stelle e perché dimostra l’incompetenza in materia previdenziale di chi l’ha scritta. È stata fatta l’unica cosa che andava evitata: adottare il ricalcolo dei contributi delle pensioni in essere”.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, prosegue secondo quanto riporta l’agenzia Ansa:“Adesso lo si vuole applicare ai soli parlamentari, ma, un domani, potrebbe essere esteso a tutti i pensionati. Un ‘malloppo’ miliardario che può far gola ai predatori previdenziali. Non si dica che si tratta di fantascienza: abbiamo già visto la troica europea all’opera nel 2011, con le gravi conseguenze sociali che sono derivate dalla manovra Monti-Fornero sulle pensioni; abbiamo sentito, di recente, il presidente dell’INPS proporre il ricalcolo delle pensioni in essere a partire da quelle da 3.500 euro mensili”. “Sappiamo, per esperienza, che si parte dall’alto per arrivare al basso. Per questo motivo, il ricalcolo va cancellato al Senato e sostituito da una misura alternativa equivalente. Altrimenti c’è il rischio che il Pd diventi il responsabile di una possibile nuova macelleria sociale a carico di milioni di attuali pensionati”.

Pensioni in Friuli Venezia Giulia: l’allarme della Cgil!

Sul fronte pensioni, arriva forte l’allarme della Cgil sulla questione pensioni in Friuli Venezia Giulia, dove l’Inps ha già perso 210 lavoratori, e questo “provoca disguidi e ritardi nell’erogazione delle pensioni”. Nel particolare, problemi si sono riscontrati nel pagamento degli assegni previdenziali, assegni famigliari, conteggio delle quattordicesime ed erogazione delle pensioni di invalidità. A spiegarlo è il segretario regionale dello Spi, Ezio Medeot: la situazione “è dovuta soprattutto ai tagli che si sono abbattuti sull’Inps a partire dal 2009. Il mancato o ridotto turnover del personale andato in quiescenza ha prodotto una perdita di ben 210 addetti tra Inps ed ex Inpdap, che sono passati da un organico complessivo di 780 dipendenti nel 2009 ai attuali 570, con una flessione del 27%”.

La carenza di organico, aggiunge il sindacalista, “comporta non soltanto una riduzione dei servizi agli sportelli, nonostante l’impegno del personale, sottoposto a una mole crescente di lavoro, ma anche sulla capacità dell’ente di presidiare il territorio e di ‘produrre’ risorse attraverso l’attività di ispezione, vigilanza e contenzioso”. Problematica anche la gestione della digitalizzazione delle procedure: “Se la domande on-line tramite Pin sono diventate il canale pressoché esclusivo per l’accesso alle prestazioni Inps – commenta ancora Medeot – l’istituto dovrebbe garantire piena tutela anche ai diritti di quegli utenti, la maggioranza tra gli anziani, che non hanno un computer né tantomeno un accesso a internet. Invece si è scelto consapevolmente di scaricare il compito di dare risposte a questa fascia di utenza sulla rete dei patronati e dei Caaf. Patronati e Caaf colpiti peraltro da una lunga serie di pesanti tagli ai trasferimenti. Questi sono i problemi di cui dovrebbe occuparsi il presidente nazionale dell’Inps, invece di avventurarsi in continue esternazioni di carattere politico come quelle contro la reintroduzione dell’articolo 18, sui voucher o sull’allungamento dell’età pensionabile”.

Ecco perché lo Spi Cgil, insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil e parallelamente ai tavoli aperti sia con il Governo che con i vertici nazionali dell’Inps, ha avviato un confronto anche a livello regionale, per tenere monitorata l’emergenza personale e per accelerare le verifiche sui casi di “diritti inespressi”. .

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