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Amnistia, indulto, carceri, detenuti, le ultime news ad oggi domenica 5 novembre 2017

Amnistia, indulto, carceri: le news ad oggi 28 agosto 2017. Tante notizie ci giungono dal fronte carceri, dove la situazione di sovraffollamento sta subendo un certo peggioramento. A meno di un mese dall’ultimo sopralluogo, il garante dei diritti, Andrea Nobili, è tornato nell’istituto penitenziario di Montacuto. Al centro dell’attenzione le problematiche legate al sovraffollamento del carcere, che a fronte di una capienza regolamentare di 256 detenuti, a fine luglio ne ospitava 266, mentre adesso, dopo i trasferimenti degli ultimi giorni, accoglie circa 300 persone, tra cui moltissimi extracomunitari.

“La situazione di sovraffollamento delle celle detentive – sottolinea Nobili – si sta sensibilmente aggravando a causa dei continui trasferimenti da altri istituti penitenziari, con il rischio che non vengano rispettati i parametri di vivibilità riconosciuti dalla Corte europea per i Diritti dell’Uomo”.

Amnistia, indulto, carceri, giustizia: riparte la Carovana per la giustizia!

Una nuova Carovana per la Giustizia, organizzata dal partito Radicale e dall’Unione Camere Penali, attraverserà tutta la Sardegna. Oggi lunedì 28 agosto 2017 si partirà da Tempio. Gli obiettivi della Carovana sono sempre importanti e di rilievo sul piano della giustizia, dell’ordinamento penitenziario e delle carceri. Tra i vari ricordiamo la raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati, la concessione dei provvedimenti di amnistia e indulto, superamento di trattamenti come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento penitenziario.

Carceri, suicidi: l’analisi della situazione di Ornella Favero, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia.

Sul fronte carceri, arriva anche l’interessante analisi, pubblicata su Redattore Sociale, della presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Ornella Favero sulla situazione dei suicidi nelle carceri e all’aumento dei detenuti numeri in crescita. La Favero, presidente della Conferenza nazionale volontariato giustizia, analizza quella che definisce “l’estate del nostro scontento”, una stagione torrida che ha visto numerosi suicidi nelle carceri italiane ma che, afferma, “è stata soprattutto l’estate della perdita della speranza”.

La speranza che, spiega, “era nata con le sentenze dell’Europa contro il sovraffollamento, che avevano messo il nostro Paese brutalmente di fronte alle sue responsabilità, e quindi con le misure per porre fine a quella tortura, e poi con gli Stati generali sull’esecuzione penale e l’idea che delle pene e del carcere si potesse parlare finalmente in modo nuovo o magari saggiamente vecchio, se vogliamo ricordarci che le pene, secondo la nostra Costituzione, devono tendere alla rieducazione, quella è la loro funzione, e non certo la funzione di attuare la vendetta sociale nei confronti di chi commette reati”.

Secondo la Favero, “il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria non ha saputo cogliere l’occasione di una sensibile diminuzione dei numeri del sovraffollamento per cambiare quello che poteva essere positivamente cambiato senza necessità modifiche legislative”. Questa estate, “non sarebbe stata così disastrosa se il Dap avesse avuto il coraggio di ammettere che i numeri delle presenze stanno di nuovo pericolosamente crescendo e intanto le condizioni di vita detentiva in molte carceri sono spesso desolanti, e si può e si deve agire subito”.

Carceri, Ornella Favero: “Più spazio ai legami affettivi”.

Per prevenire i suicidi, la Favero sottolinea l’importanza di “tendere al massimo l’Ordinamento per consentire più spazio ai legami affettivi”. Una circolare firmata da Roberto Piscitello, direttore della Direzione generale detenuti e trattamento, ha colto le richieste arrivate da Padova, di dare più spazio agli affetti, come forma di contrasto ai suicidi. “Ma vorremmo capire quanti direttori hanno colto l’invito, e quanto in concreto è stato fatto e si intende fare nei circa 200 carceri del nostro Paese perché un detenuto non può affidare il suo destino alla fortuna di essere in un carcere in cui questi inviti diventano iniziative precise, piuttosto che in un carcere, e ce ne sono troppi, in cui prevale la logica della chiusura e dell’immobilismo”.

La Favero vuole risposte perché “questa estate cominciata così male si chiuda con qualcosa in più di una timida speranza di cambiamento. Si chiuda, per lo meno, con la certezza che in tutte le carceri l’invito ad ampliare al massimo gli spazi e i tempi per le relazioni affettive diventi un ineludibile imperativo categorico”.

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